di Carlo Torregrossa
Domenica 8 e lunedì 9 giugno si voterà per il Referendum abrogativo, che prevede cinque quesiti, quattro di questi riguardano i diritti per i lavoratori e per le lavoratrici, uno la cittadinanza.
Ma andiamo con ordine, prima di tutto spieghiamo che cos’è un Referendum abrogativo: Si chiama così quello strumento che prevede di poter annullare (abrogare, in linguaggio giuridico) una legge, in maniera totale o, in maniera parziale.
Il referendum abrogativo è garantito dall’articolo 75 della nostra Costituzione, è valido se lo richiedono cinquantamila elettori oppure cinque consigli regionali. Il consiglio Regionale è quell’organo dove si fanno le leggi, quindi dove si svolge la funzione legislativa, ma anche quella amministrativa delle singole regioni.
La richiesta per avviare il referendum va inviata alla Corte di cassazione (che si occupa di assicura la corretta interpretazione della legge) tra Gennaio e Settembre
Possono partecipare al voto tutte le persone che abbiano compiuto la maggiore età (18 anni)
Il referendum per essere valido deve contare la partecipazione di metà più uno degli aventi diritto al voto, questo è il così detto Quorum.
La corte Costituzionale si occuperà di vigilare sull’ammissibilità del referendum.
La Corte costituzionale è una “macchina” che produce decisioni che riguardano le leggi (statali e Regionali) e i conflitti di attribuzione tra i poteri dello Stato.
Ci sono però delle limitazioni per quanto riguarda i quesiti referendari. Non possono infatti essere materia di referendum le leggi che riguardano: amnistia e indulto, tributarie, bilancio dello stato e trattati internazionali.
Cosa succede una volta che si sono concluse le votazioni? Se l’esito del referendum è stato quello di abrogare una legge (quindi ha vinto il sì) allora il risultato sarà comunicato dal Presidente della Repubblica all’Interno della Gazzetta Ufficiale, che rappresenta il luogo ufficiale dove sono presenti tutte le norme e anche i concorsi attivi all’interno della Repubblica Italiana. Mentre se la legge non è stata abrogata (quindi ha vinto il no) il risultato è comunicato dal Ministro della Giustizia, sempre all’interno della Gazzetta Ufficiale.

Per il referendum di domenica 8 e lunedì 9 luglio si voteranno 5 quesiti
I seggi saranno aperti domenica dalle 7 del mattino fino alle 23 e
lunedì dalle 7 alle 15.
Ciascuno dei cinque quesiti per i quali si voterà avrà una sua scheda dedicata, di un colore specifico.
Primo quesito: Scheda di colore verde chiaro, chiede di abrogare la legge che prevede (all’interno di aziende con più di 15 dipendenti) attualmente che i lavoratori e le lavoratrici assunte dal 7 marzo 2015, vittime di licenziamenti illegittimi, non possono essere reintegrati a lavoro.
Un licenziamento illegittimo consiste in un ingiusta causa, o per motivi discriminatori o senza l’osservanza delle modalità procedurali stabilite.

Per Il secondo quesito la scheda è arancione riguarda sempre il tema dei licenziamenti, però all’interno delle piccole aziende (con meno di 16 dipendenti). Attualmente il lavoratore che viene licenziato per ingiusta causa ha diritto ad un massimo di 6 mensilità. Il quesito richiede che sia un giudice a stabilire il numero di mensilità che spettano al lavoratore e alla lavoratrice. Anche secondo criteri che riguardano: le capacità economiche dell’azienda, il carico di figli del lavoratore, la gravità della violazione e anche l’età di quest’ultimo
Con il terzo quesito rimaniamo sempre in ambito lavorativo, questa volta la scheda sarà di colore grigio, è una quesito che punta ad eliminare la precarietà. Attualmente in Italia si possono fare dei contratti a tempo determinato fino a un anno, senza l’obbligo che il datore di lavoro specifichi il motivo di tale contratto. La richiesta è che il datore di lavoro sia obbligato sempre a giustificare l’utilizzo di contratti a tempo determinato attraverso l’inserimento di una causale.
Il quarto quesito parla di sicurezza sul lavoro. La scheda sarà rosso rubino.
Attualmente molte ditte appaltano o subappaltano ad altre ditte per svolgere un determinato tipo di lavoro. Spesso però si ricorre a società che non sono economicamente solide o che non sono minimamente in regola in materia di sicurezza sul lavoro. La causa di tutto questo è un aumento degli infortuni e morti sul lavoro. Il quesito chiede che la responsabilità dell’infortunio ricada anche sull’impresa che ha appaltato a quella società con scarso interesse nei confronti della salute delle lavoratrici e dei lavoratori.
L’ultimo quesito, con la scheda di colore giallo riguarda la cittadinanza.
Si chiede di dimezzare la tempistica per poter fare la domanda di cittadinanza italiana. (da 10 a 5)
Tu hai già compiuto 18 anni? Se sei maggiorenne votare è un tuo diritto ma anche un tuo dovere.


