Insegnanti a scuola di biotecnologie

Il liceo Da Vinci di Civitanova ha potenziato la didattica delle biotecnologie grazie alla collaborazione con i docenti dell’Università di Camerino

Il Dipartimento di Scienze Naturali del liceo “Leonardo da Vinci” di Civitanova potenzia la didattica delle biotecnologie grazie alla collaborazione con i docenti dell’Università di Camerino.
Da anni il Liceo “Leonardo Da Vinci” è impegnato ad ampio raggio in iniziative, attività e progetti rivolti a studenti e/o docenti con la collaborazione di enti, istituzioni ed esperti esterni, ponendosi l’obiettivo di promuovere la cultura scientifica in ambito scolastico.
A tal fine, i docenti del Dipartimento di Scienze Naturali di questo istituto hanno intravisto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, un’occasione unica per introdurre innovazioni nella didattica laboratoriale, per investire nella tecnologia e per puntare sulla formazione nell’ottica di una profonda crescita professionale.
Considerata la notevole rilevanza che la vicina Università degli Studi di Camerino ha da sempre assunto nel campo della formazione universitaria, i docenti del Dipartimento di Scienze hanno potenziato la già preesistente collaborazione con Unicam, per aggiornarsi sulle nuove tecniche biologiche e d’indagine ambientale in uso nei moderni laboratori di ricerca.

elettroforesi su gel di agarosio, caricamento campioni di Dna

Le professoresse Nadia Campanari e Paola Sabatini insieme ad un team di docenti afferenti alla Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria Unicam, coordinato dal professor Daniele Tomassoni hanno strutturato tre percorsi formativi, ognuno della durata di 12 ore, di altissimo valore didattico sia per l’attualità degli argomenti trattati, sia per i numerosi spunti di approfondimento e i collegamenti interdisciplinari.
«Durante questo percorso di crescita professionale – si legge in una nota della scuola – i docenti Unicam si sono avvicendati nel laboratorio di scienze naturali del nostro Istituto sviluppando i seguenti argomenti:

Corsa elettroforetica DNA sul gel di agarosio in fluorescenza

– nello Studio dell’inquinamento da microplastiche sui bivalvi la ricercatrice Martina Capriotti, dopo aver fornito cenni di anatomia, fisiologia ed ecologia dei molluschi bivalvi come bioindicatori di inquinamento ambientale, ha tenuto un focus pratico sui meccanismi di filtrazione ed accumulo di tali contaminanti da parte dei mitili; il professor Francesco Alessandro Palermo si è soffermato sull’impiego di biomarcatori molecolari come indicatori precoci dell’impatto tossicologico di microplastiche e metalli pesanti sulla salute dei mitili, mentre il Paolo Cocci ha illustrato un protocollo di estrazione delle microplastiche dal tratto gastrointestinale dei pesci teleostei;

Analisi quantitativa bande Dna

– nello Studio delle proteine mediante western blot il professor Daniele Tomassoni e le professoresse Consuelo Amantini e Stefania Pucciarelli si sono focalizzati sulla determinazione spettrofotometrica delle proteine di interesse, sulla loro separazione elettroforetica e successivo trasferimento su membrana di nitrocellulosa, al fine di ottenerne l’identificazione grazie al legame con anticorpi specifici associati ad un sistema chemiluminescente o colorimetrico (immunoblotting);

Apparato elettroforesi western blotting

– la professoressa Giuliodori ha realizzato il corso Clonaggio senza giunzioni della GFP in un plasmide d’espressione focalizzato sulla moderna tecnica di clonaggio senza giunzione, con l’obiettivo di creare una proteina di fusione fluorescente ed ottenere, tramite trasformazione batterica, cloni fluorescenti verdi».
Dato l’alto livello dei contenuti, i corsi sono stati visti sin da subito dagli insegnanti dell’Istituto come un’enorme opportunità per migliorare la futura offerta didattica della scuola, riproponendo agli allievi le attività svolte e trasformandole in un’occasione per approfondire e ampliare le loro conoscenze sia teoriche che pratiche. Gli argomenti affrontati, infatti, permetteranno di ampliare ambiti delle Scienze Naturali che vengono già proposti agli studenti nei percorsi di potenziamento in biotecnologie a classi aperte, ma anche di esplorarne di nuovi.

Western blotting, trasferimento corsa proteine su foglio di nitrocellulosa

«Dal punto di vista pratico – prosegue la nota –  consentiranno ai ragazzi e alle ragazze  sia di consolidare la loro manualità, rendendoli più disinvolti in laboratorio, sia di cimentarsi con l’uso di strumentazioni, reattivi e metodiche proprie della biologia molecolare. Si tratterà sicuramente di un’opportunità di crescita straordinaria per gli studenti che vedranno enormemente ampliato il loro bagaglio culturale rispetto alle proposte didattiche degli altri Istituti del territorio.
Il contributo fornito dai docenti dell’Università di Camerino è stato fondamentale per tradurre i protocolli universitari, soprattutto dal punto di vista dei tempi e delle pause, in soluzioni didattiche calibrate per i diversi indirizzi di studio del nostro Istituto.

Immunoblotting, individuazione proteine di interesse con anticorpi monoclonali

I docenti universitari, infatti, si sono resi disponibili ad adattare i protocolli di ricerca alla dotazione strumentale del nostro laboratorio, ampliata grazie anche agli acquisti finanziati dal PNRR, in modo da rendere la scuola autonoma dal punto di vista delle apparecchiature necessarie e dei reattivi/kit indispensabili per la realizzazione degli esperimenti.

Gruppo docenti Unicam e gruppo docenti e tecnici del Liceo “Leonardo da Vinci” di Civitanova Marche a fine corsi. Da sn: Annamaria Giuliodori, Corinna Randazzo, Paola Sabatini, Rosita Romagnoli, Lorenzo Ercoli, Nadia Campanari, Daniele Tomassoni, Consuelo Amantini, Paolo Cocci, Matteo Palmioli, Francesco Palermo

L’idea di una stretta sinergia tra Scuola e Università, in termini di condivisione dei protocolli, è apparsa subito interessante anche agli stessi docenti Unicam che hanno intravisto in questo “gemellaggio” ulteriori ed importanti sviluppi futuri in nome della continuità verticale dei curricula tra scuola superiore e università. Tale collaborazione risulta, infatti, fondamentale per assicurare una progressione graduale e efficace dell’apprendimento, facilitando così il passaggio degli studenti da un contesto all’altro con una transizione più fluida e consapevole».

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