domenica, Gennaio 18, 2026

«Ecco perché gli uccelli sono discendenti diretti dei dinosauri»

Ornitologo e divulgatore di 18 anni, Francesco Barberini ha entusiasmato il pubblico dell'Appennino Foto Festival ieri a Serrapetrona. Ha anche risposto alle domande di Greta Lambertucci ed Edoardo Del Balzo Ruiti

Francesco Barberini con i bambini e le bambine del festival

L’Appennino Foto Festival apre le ali verso il futuro e lo fa puntando sui più giovani. È accaduto ieri sera in piazza Santa Maria a Serrapetrona, all’incontro con il giovanissimo ornitologo e divulgatore scientifico Francesco Barberini, appena diciottenne ma già capace di trasmettere con semplicità e rigore scientifico il fascino del mondo naturale.
Durante l’incontro, Barberini – Alfiere della Repubblica Italiana per meriti scientifici e divulgativi, già autore di sei libri – ha accompagnato il pubblico in un viaggio affascinante tra uccelli e dinosauri, raccontando con entusiasmo e competenza come gli uccelli siano, a tutti gli effetti, i discendenti diretti dei dinosauri. Una vera e propria lezione di scienza che ha saputo catturare l’attenzione di adulti, bambine e bambini.
Ma il giovane ornitologo ha fatto molto più che parlare di uccelli: ha insegnato al pubblico a volare. Non con le ali, ma con la mente e con il cuore. Perché il suo intervento ha mostrato come per spiccare il volo servano passione, impegno, studio e una curiosità inesauribile. Ingredienti che, a soli 18 anni, Francesco ha saputo mettere a frutto, diventando un esempio per tanti ragazzi e tante ragazze. Tassello fondamentale per la sua crescita e formazione anche la vicinanza dei genitori che, sin dalla sua infanzia, hanno coltivato la curiosità di Francesco senza mai vivere in maniera superficiale l’interesse del figlio verso gli uccelli manifestato a poco più di due anni.
«I miei genitori hanno una Cooperativa di servizi – ha raccontato Francesco – e nelle varie attività di cui seguono la gestione ci sono anche dei cinema. Tra i tanti film che avevano, ricordo di aver visto “Il popolo migratore” di Jacques Perrin e da quel momento è iniziata la mia curiosità per gli uccelli».
Poi il messaggio legato al tema dell’Appennino Foto Festival 2025, quello della fragilità: Barberini ha ricordato come alcune specie di uccelli siano a rischio estinzione. E, andando ancora più a fondo nella riflessione, dal suo racconto è emerso come – a seguito dell’asteroide che colpì la terra 65 milioni di anni fa – se i dinosauri meno agili e più imponenti si estinsero, le specie capaci di volare, più piccole e leggere (per così dire fragili) riuscirono a farcela.
«Ce l’ha fatta la fragilità? In un certo senso sì. Ce l’ha fatta chi ha maggiore spirito di adattamento – le parole di Barberini -. Chi, nonostante le difficoltà e gli eventi imprevedibili non si è arreso, ma si è adattato al cambiamento per sopravvivere». Quale messaggio migliore per un festival nato e cresciuto in cinque Comuni (Belforte del Chienti, Caldarola, Camporotondo di Fiastrone e Serrapetrona) nel cuore del cratere sismico, dove la fragilità è stata colpita dalle scosse, ma lo spirito di adattamento e la voglia di restare delle comunità li ha resi forti e rivolti verso la rinascita.
A chiudere l’incontro, il momento forse più significativo: le domande poste a Barberini da alcuni dei bambini e delle bambine del festival, Greta Lambertucci ed Edoardo Del Balzo Ruiti. Con entusiasmo e attenzione hanno interagito con il giovane relatore, dimostrando quanto la conoscenza, se trasmessa con il giusto linguaggio, possa davvero accendere l’interesse delle nuove generazioni.

Greta Lambertucci ed Edoardo Del Balzo Ruiti

«Cosa potete fare per salvare la natura? Mantenete sempre il vostro entusiasmo nel conoscere cose nuove – le parole di Barberini ai due bambini – perché la natura e l’ambiente non sono solo questione di giovani, ma anche di adulti e di anziani. Dobbiamo ricordarlo e averne cura per tutta la nostra vita». L’Appennino Foto Festival, ancora una volta, si conferma non solo un evento dedicato alla fotografia e alla natura, ma anche un laboratorio di crescita e formazione, dove la cultura si fa esperienza e dove il futuro è già presente nella curiosità di grandi e bambini.

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