sabato, Dicembre 6, 2025

Tancredi, il presidentino del club dei brutti: «Proteggo chi è in difficoltà»

A Piobbico, nella provincia di Pesaro Urbino, si è svolto ieri il tradizionale festival dei brutti. Un modo per sensibilizzare e andare oltre quello che è l'aspetto fisico

il festival dei brutti
Il festival dei brutti

di Carlo Torregrossa

Nelle Marche, più precisamente nella provincia di Pesaro Urbino, c’è un comune che da 146 anni ogni prima domenica di settembre ridimensiona l’importanza dell’apparire.

Stiamo parlando del Festival dei brutti, nato a Piobbico nel 1879 “con lo scopo di sensibilizzare i cittadini ai problemi dei brutti e di aiutare i brutti a superare i loro problemi e a trovare un partner” si legge all’interno del loro sito.

Bimbi e bimbe protagonisti del festival dei brutti

Da cinque anni anche i bambini e le bambine  fanno parte di questo festival «così che anche loro imparino ad entrare nella festa – spiega Ulker Yilmaz coordinatrice della sessione bambini del Club dei brutti – ogni anno il Presidentino cambia, così che tutti i bambini e tutte le bambine possano entrare ancor più coinvolti nella festa. Ci piacerebbe l’anno prossimo che la presidente fosse una bambina».

Quest’anno però il capofila è Tancredi, 8 anni, che è già alla sua terza partecipazione al festival: «Il mio ruolo è proteggere le persone che sono in difficoltà – racconta – una festa molto bella che aiuta a sensibilizzare».

La festa prevede un corteo che si muove cantando e ballando con le musiche del maestro Wiliam Perry, che coordina la banda di trombe e percussioni. E così facendo, lento ma inesorabile, arriva in piazza dove viene eletto il presidente dell’associazione, viene consegnato il premio “No Bel”, «dato a chi fa qualcosa di importante nel club» spiega il presidente dei brutti Giovanni Aluigi.

Le premiazioni

Dopo di che, per acclamazione del pubblico presente viene eletto il più brutto d’Italia. Dal 2019 è in carica Daniele, detto Poldo, che vince ininterrottamente, assieme al presidente dell’Associazione, Giovanni Aluigi, detto “La belva”, che viene riconfermato da 15 anni di fila.

Daniele detto Poldo, il più brutto d’Italia

Quest’anno La Belva è stata riconfermata con 864 voti a favore, mentre al secondo posto, con solamente quindici voti di meno è arrivata Teresa Salvati, che puntava ad essere la prima donna Presidente del Club. «Ma prima o poi arriverà» dichiara Salvati dal palco.

Il premio No Bel è stato consegnato a Chiara Buiarelli, una ragazza che soffre di artrosi reumatoide e che, nonostante la sua malattia ha girato tutto il Centro Italia. «Un viaggio di 80 giorni – racconta dal palco – con il quale ho incontrato diverse persone con patologie simili alla mia. La visibilità è fondamentale per l’inclusività».

Chiara Buiarelli con il presidente Giovanni Aluigi

Poi finalmente il momento che tutti aspettavano, l’elezione del più brutto. Il campione in carica Poldo è stato sfidato da Daniele Scarvacchi e, arrivati al momento dell’acclamazione, lo stupore, il presidente Giovanni Aluigi ha dichiarato che c’era una chiara situazione di parità, per cui per la primissima volta il più brutto d’Italia non è uno, ma sono ben due, una svolta storica inaspettata.

Finisce così il corteo, ma la festa continua fino a tardi tra le botteghe della città con ancora musica e balli, in mezzo agli stand della Sagra della Polenta alla Carbonara, che si svolge sempre in concomitanza con questo festival.

A sinistra Daniele Scarvacchi e a destra Daniele detto Poldo

Quando è nato il club dei brutti

Questo club ha origini molto antiche, infatti è un associazione internazionale fondata nel 1879 a Piobbico con lo scopo di sensibilizzare sui problemi dei brutti, «ridimensionando l’importanza dell’apparenza nella società moderna» si legge all’interno del sito
Inizialmente il club nasce con uno scopo, far sposare coloro che non si sposavano a causa della loro bruttezza, poiché questo provocava problemi economici per le famiglie, per cui l’Associazione nei primi anni svolse un ruolo simile a quello che oggi ha un Agenzia Matrimoniale. Dopo di che nel 1960, fu rilanciata con lo scopo di sensibilizzare i cittadini e le cittadine ai problemi dei brutti e oggi si occupa di combattere le discriminazioni relativi all’aspetto fisico «per combattere il culto esagerato della bellezza» si legge ancora ne sito.
Ad evidenziare l’importanza di questo Club e, soprattutto della sua missione, nel 2008 a Piobbico è stato inaugurato un monumento ai brutti.
Il Club Vanta anche iscritti di un certo calibro, come ad esempio Giulio Andreotti, Paolo Bonolis, Pippo Franco e Mike Bongiorno.

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