
“Io Cittadino: conosco, scelgo, cresco” è il titolo del progetto di cittadinanza attiva a cui hanno preso parte alunni e alunne della scuola secondaria di I grado “E. Mestica” di Macerata.
Nei luoghi della cittadinanza
Il nuovo progetto è stato organizzato dal Dipartimento di Sostegno e rivolto agli studenti con disabilità delle classi terze che il prossimo anno lasceranno l’Istituto per andare alle scuole superiori.
«L’iniziativa – si legge in una nota della scuola – è stata ideata sia per offrire agli alunni e alle alunne esperienze concrete di visita dei luoghi, istituzionali e non, della città, che per conoscere i vari mestieri intervistando chi quel lavoro lo svolge quotidianamente».
Il mestiere del bibliotecario con sorpresa
Gli studenti con i loro insegnanti hanno quindi preso l’autobus e si sono recati alla biblioteca “Mozzi-Borgetti” dove ad aspettarli c’erano Andrea Ferroni e Federica. Con loro hanno fatto una visita guidata ed hanno ascoltato la storia di questo bellissimo luogo. Alcuni ragazzi e ragazze non erano mai stati lì: hanno quindi domandato cosa si potesse fare, quando e come poter prendere i libri in prestito e se ci fossero anche i manga.
Hanno poi intervistato Andrea Ferroni, gli hanno chiesto in che cosa consistesse il mestiere del bibliotecario e se fosse tanto difficile farlo. Lo stupore è stato poi molto quando hanno scoperto che in realtà il bibliotecario era anche uno scrittore: ascoltarlo leggere il suo libro è stato molto coinvolgente.
Dalla biblioteca al resto della città
A mattinata conclusa, dopo aver scattato una bella foto all’ingresso della biblioteca, con molto dispiacere sono risaliti in autobus e sono tornati a scuola.
«Questa bella esperienza – conclude la scuola – è stata in realtà solo la prima di una serie di uscite sul territorio comunale che si susseguiranno nei prossimi mesi. I ragazzi e le ragazze visiteranno il Comune, la caserma dei carabinieri, il supermercato, la farmacia ed altri luoghi che potranno essere loro utili nella vita quotidiana e che potrebbero magari diventare in futuro il loro luogo di lavoro. Un sincero ringraziamento va ad Andrea e Federica per l’accoglienza e la grande disponibilità dimostrata sia nei riguardi dei ragazzi che dei loro insegnanti. Di certo torneranno a trovarli».


