
di Carlo Torregrossa
«La natura reagisce, noi siamo di passaggio». Con queste parole caustiche, Francesco Corvaro, ambasciatore e inviato speciale dell’Italia per il cambiamento climatico, prende la parola davanti alle classi quinte dell’Istituto di istruzione superiore Garibaldi Bramante Pannaggi di Macerata durante l’incontro: “cambiamento climatico: Strategie per affrontarlo e prevenirlo” organizzato da Tonino Cioccolanti, docente dell’Istituto.
Corvaro, figura di rilievo istituzionale nel panorama nazionale e internazionale, nominato nel 2023 dal Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e dal Ministro per l’Ambiente e la Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin mette davanti alle ragazze e ai ragazzi le sfide che dovranno affrontare per la lotta al cambiamento climatico, insieme a qualche spunto di riflessione,
«Oggi il tema del cambiamento climatico – spiega Corvaro – crea divisione. Questo perché l’argomento è molto delicato e le soluzioni sono notevolmente complesse. Per questo motivo c’è bisogno di coesione».
Serve una politica che sia in grado di affrontare questo tema, una risposta che non può più aspettare, perché siamo già in ritardo. «Queste sfide ormai appartengono alle nuove generazioni».
La soluzione dei giovani
La questione climatica riguarda sempre di più le nuove generazioni, che sono chiamate a dare possibili soluzioni: «Io investo molto tempo a parlare con studenti e studentesse, perché credo che le idee possano venire da loro. Sono i ragazzi e le ragazze a poter dare nuove soluzioni».

Il cambiamento climatico tocca tutti gli esseri viventi, la natura, come abbiamo visto nel tempo, si adatta ai cambiamenti, gli esseri umani no: «Ne è una dimostrazione l’esplosione della centrale di Chernobyl. Il clima è ostile all’uomo mentre nel giro di trenta quarant’anni, sono nate alcune specie di lupi che sono immuni alle radiazioni. – spiega Corvaro – Ma anche il mondo vegetale si adatta, nella stessa zona contaminata, ci sono funghi che hanno abbandonato la fotosintesi e si nutrono direttamente delle radiazioni».
Purtroppo noi umani non abbiamo questa capacità di adattamento, per questo motivo serve risolvere il problema in fretta.
Le soluzioni: Europa e diversificazione
Coesione e cooperazione sono le parole d’ordine «L’Europa dovrebbe cooperare ed essere unita. Ogni paese dovrebbe mettere sul piatto le risorse che ha a disposizione condividendola con gli altri stati membri». In modo che così l’Europa lavori come un corpo unico, questo le permetterebbe di sedersi al tavolo delle trattative, «dove se non sei seduto al tavolo allora vuol dire che sei nel menù».

È altrettanto importante diversificare le tecnologie disponibili, Corvaro guarda agli Stati Uniti, dove il Maine è l’unico stato Usa ad essere indipendente energicamente. «Il Maine possiede petrolio, rinnovabili e gas». Oggi in Italia ci sono molti progetti sulla carta, ma serve che dalla teoria si passi alla pratica. Soprattutto oltre che di coesione c’è bisogno di progettualità: «non si può dire semplicemente di non utilizzare i combustibili fossili, serve trovare un alternativa. Stesso discorso per il nucleare, il referendum del 2011 ha deciso di abrogarlo, ma quali sono state le alternative? Come sostituisco le centrali nucleare? Infatti adesso ci ritroviamo a comprare Gas»
Più domande che risposte

Un confronto più che un incontro, che da alle studentesse e agli studenti presenti più domande che risposte. Ma per trovare le soluzioni bisogna sempre partire dalle domande. Sicuramente le parole di Corvaro hanno spronato una riflessione critica sul tema: «Questa consapevolezza un domani potrebbe fare la differenza – commenta la dirigente scolastica Antonella Canova – Oggi non restiamo semplici spettatori e spettatrici, ma affrontiamo un tema fondamentale per il vostro futuro».
«Quello del cambiamento climatico deve essere un tema che la vostra generazione deve aver ben presente – gli fa eco il Prefetto Giovanni Signer – Un tema che ci deve condurre anche alla necessità di un economia circolare».


