Un’onda di energia musicale dal Convitto al palco: c’è anche Michael Jackson

Al tradizionale concerto di orchestra e coro dell'indirizzo musicale della scuola di Macerata, si esibisce a sorpresa anche Marcelo Medina per la gioia di una comunità unita, che tiene da sempre nel cuore il sogno della sede storica di Piazza Marconi

 

 

Marcelo Medina nei panni di Michael Jackson balla e canta Billie Jean sul palco del Lauro Rossi
Marcelo Medina nei panni di Michael Jackson balla e canta Billie Jean sul palco del Lauro Rossi

Ci sono sere in cui il teatro non è solo un palcoscenico, ma uno specchio. È accaduto al teatro Lauro Rossi a Macerata a fine anno scolastico, quando l’Orchestra dell’Indirizzo Musicale e il Coro d’Istituto del Convitto Nazionale “Giacomo Leopardi” hanno portato in scena “School of Musical“, restituendo l’immagine riflessa di una scuola vivace, viva, vibrante e unita.

La forza di una comunità in un teatro

A fare gli onori di casa, la rettrice e dirigente scolastica del Convitto, Alessandra Gattari. Parlando da musicista essa stessa, la preside ha voluto sottolineare il valore del sacrificio: «Studiare uno strumento richiede costanza e rigore – ha esordito – ma è proprio attraverso questa fatica invisibile che ragazzi e ragazze riescono poi a compiere la magia più grande, restituendo al pubblico una bellezza pura e collettiva».

Tutta l'energia di alunni e alunne del Convitto Nazionale Leopardi diretti dal M° Marta Montanari
Tutta l’energia di alunni e alunne del Convitto Nazionale Leopardi diretti dal M° Marta Montanari

«La platea e i palchi – scrive la scuola in una nota – erano gremiti non solo dalle famiglie, ma da una folla calorosa di docenti, educatori, alunni di oggi, ex alunni ed ex personale del Convitto. Una presenza di massa che ha testimoniato la forza di una comunità resiliente, capace di stringersi attorno ai propri studenti e mantenere vivo il senso di appartenenza nonostante l’istituto sia diviso in sedi provvisorie da ormai dieci anni, in attesa del tanto sospirato ripristino della sede storica di Piazza Marconi.

Un affetto e un valore, quello del Convitto per il territorio, riconosciuto a pieno anche dalle istituzioni cittadine: in platea, a condividere le emozioni della serata, era infatti presente il sindaco Sandro Parcaroli, il quale ha poi voluto formalizzare il proprio orgoglio inviando una calorosa mail di congratulazioni indirizzata agli studenti e a tutto l’istituto».

Dai musical a Michael Jackson

Il programma musicale ha visto un passaggio di testimone generazionale tra le tre orchestre (classi prime, seconde e terze). Dai classici di “Tutti Insieme Appassionatamente” e “Il Re Leone”, si è passati alle complesse geometrie ritmiche di “West Side Story” di Bernstein, passando attraverso” Mamma mia!”, “We will rock you” e “Il Mago di Oz”. Il vero colpo di teatro della serata è arrivato però con le terze medie durante l’omaggio a Michael Jackson: sulle note di “Billie Jean”, il giovane Marcelo Medina, studente di seconda, è apparso a sorpresa dalla platea, conquistando il pubblico non solo con la voce, ma anche muovendosi tra le poltrone con l’inconfondibile stile e le coreografie del Re del Pop. Un momento di entusiasmo che ha contagiato l’intero teatro, specchio del talento e di una giovinezza che non ha paura di mettersi in gioco, e dell’energia dell’intero istituto.

Da sinistra la direttrice dell'orchestra Marta Montanari, la dirigente Alessandra Gattari e  la presidente Unicef Patrizia Scaramazza
Da sinistra la direttrice dell’orchestra Marta Montanari, la dirigente Alessandra Gattari e la presidente Unicef Patrizia Scaramazza

Ad applaudire i ragazzi e le ragazze c’era anche la Presidente di Unicef Macerata, Patrizia Scaramazza, che ha ringraziato il Convitto per il suo lavoro come Scuola Amica dei Bambini e delle Bambine, degli Adolescenti e delle Adolescenti, e la felice coincidenza della data. Il concerto si è infatti tenuto il 28 maggio, Giornata Mondiale del Gioco, incentrata sull’Articolo 31 della Convenzione ONU (di cui il 27 maggio ricorreva il 35° anniversario della ratifica italiana) che difende il diritto dei più giovani allo svago e alle attività artistiche. Vedere la fierezza negli occhi dei giovani musicisti del Convitto mentre si riappropriavano della bellezza attraverso la musica è stata la risposta più alta, fiera e gioiosa a quel diritto.

Un team d’eccezione

«Dietro questa perfetta macchina scenica – continua la nota della scuola – c’è l’intenso lavoro di un intero anno scolastico, guidato da un team di docenti d’eccezione che ha saputo accogliere le ansie e valorizzare i sogni dei ragazzi e delle ragazze. A dirigere l’Orchestra giovanile (composta dalle sezioni di violino, pianoforte, flauto e chitarra) è stata – con la consueta sensibilità e fermezza – la professoressa Marta Montanari, docente di flauto traverso e musica d’insieme, mentre il Coro d’Istituto è stato magistralmente preparato dalla professoressa Claudia Calamita.

Il gran finale del concerto del Convitto
Il gran finale del concerto del Convitto

Fondamentale il ruolo dei docenti di strumento: la stessa Montanari, Magdalena Fontana (chitarre), David Taglioni (violino) e Giovanni Sorana (pianoforte), supportati alle percussioni da un ospite di rilievo come il maestro Adriano Achei, primo timpanista dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana (FORM). Di grande valore, infine, la presenza di Elena Luzzi in qualità di tutor del modulo del Piano Estate dedicato alle attività corali: a lei il merito di aver curato le suggestive proiezioni video che hanno accompagnato i brani durante il concerto».

Energia pura al Lauro Rossi

Dal pop trascinante degli Abba fino al maestoso medley finale di “Jesus Christ Superstar”, il Lauro Rossi è stato travolto da un’onda di energia pura.

«Quando si sono accese le luci – conclude la nota – tra gli applausi scroscianti e la standing ovation della platea, i sorrisi fieri dei giovani musicisti e delle giovani musiciste hanno svelato la “ricetta speciale” del Convitto Leopardi: una lezione di musica che si è trasformata in una straordinaria lezione di vita.

 

Quei ragazzi sul palco, radiosi e fieri, hanno dimostrato che per abbattere ogni barriera e costruire qualcosa di grande bastano uno strumento in mano, una voce nel coro e un’intera comunità che batte a tempo con te».

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