Com’è la vita nel mezzo di un conflitto?
Se noi oggi fossimo civili in mezzo a una guerra, cosa ci succederebbe? La nostra routine sarebbe spazzata via, i nostri punti di riferimento cadrebbero. Questo è quello che vivono, ogni giorno, le bambine e i bambini di Gaza.
Così, per donare un momento di svago e serenità Masharawi Fund for Films and Filmmakers in Gaza ha organizzato il “Little Wing”, il cinema all’aperto itinerante tra le macerie dei palazzi distrutti dalle forze israeliane a Gaza.
Una parvenza di normalità
Il Little Wing punta a delle proiezioni quotidiane e itineranti in tutto il territorio della Striscia di Gaza e, andrà avanti per tutto il 2026. Permettendo così a tutte le bambine e tutti i bambini di provare una sensazione di serenità e svago, anche solo per qualche ora.

«L’importanza sta nel promuovere una cultura del cinema e dell’arte come strumenti di guarigione ed espressione personale – si legge in una nota del Masharawi Films – e nell’evidenziare il ruolo delle arti nella ricostruzione delle comunità dopo una crisi».
Il valore del cinema in un contesto di guerra
Forse per noi guardare un film è scontato, ma non per tutte e tutti lo è. Soprattutto se vivono dentro un conflitto: «Proiettare un film è un gesto che dalla prospettiva di una realtà come la nostra, potrebbe sembrare perfettamente ordinario – sottolineano Francesco Saverio Bianchini, Francesco Saverio Siniscalchi, Alessio Curi, Leonardo Scuppa, Leonardo Nicolì e Leonardo Piergentili di Sine Club, a cui abbiamo chiesto un commento – Invece proiettare un film a Gaza, in quel contesto, assume un significato profondamente diverso: diventa un momento di condivisione, normalità e umanità

La stessa normalità e umanità che quel pubblico di bambine e bambini ha perso. Ci piace pensare che, almeno per la durata di un film, quello schermo abbia permesso loro di allontanarsi dall’orrore che li circonda».
Ma a cosa serve il cinema?
Osservando tutti quei bambini e quelle bambine intenti a guardare uno schermo, magari ci si riempie il cuore, forse abbiamo un po’ di tristezza e magari ci chiediamo ma a cosa serve il cinema?

«Il cinema serve a ricordarci che facciamo tutti parte dello stesso mondo – continuano i ragazzi di Sine Club – Il cinema è un ponte costruito attraverso le immagini e le storie, capace di metterci in relazione con vite e realtà lontanissime dalle nostre e di ricordarci quanto, in fondo, siamo legati gli uni agli altri».
Il cinema come strumento sociale
Il cinema quindi non è solo uno svago, ma un elemento che può unire e metterci tutti allo stesso piano: «Noi crediamo nel cinema come strumento innanzitutto di socialità, ma anche di resistenza – dichiarano Tommaso Vissani, Alessandro Ceresani e Lorenzo Brambatti di Distesi Film Project, che hanno dichiarato – Il progetto “Little Wing Cinema” a Gaza ovviamente ci tocca il cuore e ci fa sentire davvero piccoli di fronte al mondo, dimostrandoci tuttavia che anche nei luoghi segnati dalla completa distruzione, raccontare e condividere storie attraverso l’arte è necessario per difendere la nostra umanità.

“Portare il cinema dove serve”, che è il nostro motto, assume qui un altro scopo: Offrire, anche solo per un paio d’ore, dell’intrattenimento spensierato ai civili, e soprattutto ai minori, che soffrono nei teatri di guerra».
Il cinema per ricominciare
Anche se tra le macerie, il cinema dimostra che una normalità o, quantomeno una parvenza di essa è possibile.
Mentre il genocidio a Gaza continua, la popolazione prova a rialzare la testa e ricreare un senso di comunità e quotidianità attraverso il cinema.






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