
A un mese dalla fine dell’avventura di Macerata Racconta, la scuola secondaria Enrico Mestica di Macerata che è stata una delle protagoniste, con le classi seconde A, B ed E, vuole ricordare l’entusiasmo e la passione con cui ha vissuto tutto il percorso.
Gli studenti e le studentesse hanno intrapreso questo viaggio nel mondo dei libri a partire dalla lettura del romanzo “Le parole giuste” della scrittrice Silvia Vecchini, che hanno persino incontrato, grazie ad una diretta streaming. Durante questo appuntamento hanno avuto la possibilità di porle svariate domande sul suo lavoro di scrittrice e sul romanzo in questione, così da poter trarre ispirazione per la stesura dei loro racconti, ma anche per incrementare la loro curiosità verso il mondo dei libri. Il coronamento di questo percorso, fatto di letture condivise e di riflessioni sul romanzo di Vecchini, ha avuto luogo nella mattinata del 30 aprile, al cineteatro Italia, in cui si sono svolte le premiazioni per l’edizione di Macerata Racconta giovani.
A tal proposito gli studenti e le studentesse della 2°A hanno raccontato così la loro esperienza:
«Il libro “Le parole giuste” ci aveva talmente tanto appassionato che alla lettura dei temi vincitori al cineteatro Italia, eravamo impazienti di sapere di chi fossero. Poi anche se non erano i nostri, ci siamo sentiti comunque coinvolti nell’attività e abbiamo incitato i ragazzi e le ragazze della nostra scuola che hanno vinto due premi. Questa esperienza dovrebbero viverla tutti»
A portare in alto il nome dell’ istituto sono state ben due studentesse: Viola Nicoletti (2°E) che ha ottenuto il primo premio per l’edizione Macerata racconta giovani, all’interno del comune di Macerata, e Miriam Giampieri (2°B) che è stata insignita di un riconoscimento da parte de La Compagnia dei Racconti. Non appena la giuria ha iniziato a leggere i brani delle ragazze i compagni riuscivano a stento a trattenere la gioia, che hanno sprigionato in applausi calorosi nel momento in cui le due giovani sono salite sul palco. Quale modo migliore per concludere se non con stralci dei brani delle due vincitrici, che con le loro parole mantengono viva la speranza in un futuro in cui i libri riescano ancora a parlare ai giovani.
“Cosa sono le parole?” me lo chiedo sempre. Le parole sono fiumi che scorrono tra le valli della nostra mente, sono numeri infiniti e talvolta privi di significato. Sono il vento che devasta le cose o che le solleva delicatamente in volo. Sono chiodi nelle mani, sono cure alle ferite. Le parole brillano di luce propria, come ciascuna delle stelle nel cielo, che ruotano intorno al silenzio, che è luna. Le parole sono maschere che coprono il dolore, lampadine che illuminano il buio… sono musica.
(Cosa sono… ?, di Viola Nicoletti)
“Se si ama, si lascia andare”. È questa la frase che mi rimbomba, notte dopo giorno, giorno dopo notte, nella testa. È qualcosa che il mio cervello fa inconsciamente, forse per provare a giustificare il fatto che non ti penso più molto o forse per ricordarmi dell’unica persona capace di capirmi in tutto e per tutto, ma che nella mia mente è svanita già da tempo come polvere nel vento.
Ero a mio agio (una sensazione pura e inconfondibile per me), in quei momenti il mio cuore non pompava più sangue, ma faceva risuonare sempre più forte nel petto la nostra gioia e complicità. Questo succedeva quando mi abbracciavi.
(“Se si ama, si lascia andare”, di Miriam Giampieri)


