Classica al Classico, la preside: «Una serata per guardare ragazzi e ragazze con occhi nuovi»

La fantasia è stato il tema della kermesse di canto e musica del Liceo Classico-Linguistico Giacomo Leopardi

Classica al Classico

Si è svolta martedì al Teatro Don Bosco di Macerata Classica al Classico, la kermesse di canto e musica del Liceo Classico-Linguistico Giacomo Leopardi che, nata in sordina ventuno anni fa da un’idea del professor Antonio Zampa con un piccolo gruppo di studenti, è diventato un appuntamento annuale gioioso e qualificante dell’Istituto. E’ una nota del liceo a fare il resoconto della serata e dell’esperienza vissuta.

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“Prof, lei verrà a Classica al Classico?” si sentiva domandare da più voci nei corridoi della scuola, con un’atmosfera in fermento già dall’ultima settimana.
Perché gli studenti, a quest’età, hanno bisogno di essere guardati, di raccontarsi in una veste diversa rispetto a quella in cui si sentono schedati e classificati dalle attività di routine. L’arte e la musica costituiscono un momento fondamentale di aggregazione tra pari, la possibilità di creare un legame diverso con gli insegnanti che li guidano e, non ultimo, l’occasione per mettere alla prova le loro potenzialità, le loro passioni, il loro talento.
A questo richiamava la dirigente scolastica Angela Fiorillo accogliendo i numerosi spettatori, e con questo ha congedato la platea dopo aver assistito al successo dello spettacolo: «I ragazzi hanno dato prova di avere risorse straordinarie: talento, fantasia, creatività, tecnica. Vorrei invitare tutti noi qui presenti, genitori e docenti, a guardarli con occhi nuovi, valorizzando i loro punti di forza, considerandoli nell’interezza della loro personalità».
Ripercorriamo, dunque, i momenti salienti della serata, per provare a dare tutto il valore che questi punti di forza meritano. Il filo conduttore scelto per quest’anno è stato proprio quello della fantasia, declinata in tante sfumature ed espressa con diverse sensibilità.
Sotto la conduzione della giornalista Tiziana Tiberi, che ha ringraziato il direttore dell’Accademia musicale Lizard di Macerata Massimo Liverotti presente in sala, si sono alternati sul palco i componenti, numerosi e festosi, del LeopHarmony, diretto dalla professoressa Paola Garofolo e dal professor Giacomo Canullo. Nell’esecuzione dei brani è stata evidente l’armonia nata non solo dalla perizia musicale, ma anche da un rapporto di collaborazione e di fiducia costruita nei pomeriggi di prove durante i quali – hanno affermato gli studenti – si è lavorato sodo ma si è riso anche tanto. E il pubblico ha colto e apprezzato.
Così come ha apprezzato la preparazione, frutto di uno studio serio e appassionato, degli studenti che si sono esibiti con brani per pianoforte di Einaudi, Chopin, Debussy. Dalla musica classica si è passati al pop rock, con voci emozionate ma determinate, che hanno saputo incuriosire e coinvolgere gli spettatori.
Gradito ritorno sul palco di Classica al Classico è stata Camilla Ruffini, ex studentessa del Liceo ed ospite d’onore della serata, che anche grazie alle esperienze e ai progetti liceali ha compreso di voler fare del mondo dello spettacolo la sua strada, con già all’attivo due pubblicazioni e l’imminente uscita di un nuovo singolo. «Quando il Liceo chiama, io rispondo, perché qui mi sento a casa»ha affermato con un sorriso Camilla, prima di far ascoltare il suo brano Come Eva.
Tema della serata, si diceva, è stato la fantasia e la fantasia proprio non manca ad un gruppo pieno di energia, risorse e strumenti come quello de Le Buone Note, a partire dalla eterogeneità dei componenti: docenti in carica, studenti ed ex insegnanti, uniti dalla passione per il rock e guidati dai professori Gionni Branchesi ed Elio Catalini, con Tonino Zampa – volto storico ma vera anima giovane della band. A loro il merito di aver saputo raccordare polistrumentisti in erba, che con disinvoltura passavano dalla chitarra elettrica al basso, dalla voce all’acustica e alle percussioni e, soprattutto, di aver coltivato e accresciuto la loro passione, ben visibile nei sei brani iconici proposti all’ascolto. Accompagnata dal gruppo, Camilla Ruffini è tornata sul palco per cantare La cura per me di Giorgia.
La serata è poi proseguita sulle note di Jimi Hendrix, ha coinvolto con l’emozione di un duetto di studentesse dell’ultimo anno che hanno voluto ricordare, con sguardi complici di chi ha passato cinque anni su banchi vicini, l’importanza di credere nei propri sogni, ha fatto venire la pelle d’oca con un’esibizione al piano e alla voce di altissimo livello.
Divertito e divertente il momento offerto dai The Rock Teachers, capitanati dal professor Riccardo Rambozzi, ideatore di una band così composta: Elio Catalini alla chitarra, Antonio Casagrande al basso, Stefano Torresi alla batteria, Maria Emilia Corbelli alla fisarmonica, Paola Garofolo alle tastiere e Marta Senesi al flauto traverso e voce.
Poi il congedo del coro – ancora una volta strepitoso – i saluti, i ringraziamenti ai docenti, i fiori, la commozione.
Ma, per chi c’era e ha osservato bene, le lacrime non erano solo quelle dei protagonisti sul palco: fonti certe hanno riferito che più di un insegnante – oltre ai genitori, comprensibilmente – aveva gli occhi lucidi. Forse perché li ha visti crescere, forse perché di alcuni conosce il carattere schivo, di altri le difficoltà in alcune discipline, di altri ancora una bravura che non finisce di sorprendere. Fatto sta che, in questa serata, li ha visti fiorire e mostrare a tanti la loro variegata, insostituibile bellezza. Gli anni hanno portato frutto e, per chi resta, ne porteranno. Questo è quello che ogni insegnante, che sia anche un educatore, vorrebbe vedere. E sì, per rispondere alla domanda iniziale, i professori sono venuti allo spettacolo e la dirigente Angela Fiorillo ha colto nel segno: hanno guardato i loro studenti con occhi nuovi».

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