
Dallo scorso anno scolastico, l’istituto Dante Alighieri di Macerata promuove un progetto innovativo: lo sportello di coaching per studenti della scuola secondaria. L’iniziativa, proposta dalla professoressa Claudia Antonelli, mette al centro il benessere e la crescita personale degli alunni e delle alunne Ogni studente che lo richiede viene accompagnato in un percorso di tre settimane con sessioni individuali, utilizzando strumenti come domande mirate, ascolto attivo e mindfulness per sviluppare chiarezza, capacità di pianificazione e orientamento nelle scelte personali.
«La mia missione -sottolinea la professoressa Antonelli – è creare spazi di ascolto reale dove i ragazzi si sentano pienamente accolti. Il coaching potenzia la didattica rendendo gli alunni più sereni, motivati e orientati. Spero che questa esperienza ispiri altri colleghi: la scuola deve diventare un luogo che riconosce ed esprime il lato più umano delle persone» L’esperienza sta già ispirando altre scuole della regione, affinché il coaching diventi uno strumento costante per il benessere emotivo e l’empowerment degli studenti. In queste fasi di crescita i ragazzi e le ragazze ne hanno davvero bisogno perché, come sottolinea la professoressa Antonelli: «Non c’è apprendimento senza benessere, e non c’è benessere senza consapevolezza».
Dopo aver conseguito il Diploma Icf in Coaching alla Nature Coaching Academy, la professoressa Antonelli spiega: «Attraverso il coaching i ragazzi imparano a conoscersi meglio, scoprono i propri talenti naturali e acquisiscono maggiore autonomia, consapevolezza e capacità di organizzazione».

In linea con il Decreto Ministeriale del 2022 che lo prevede, il coaching si è rivelato un efficace strumento per guidare i ragazzi e le ragazze attraverso un graduale processo di orientamento formativo e di scoperta delle proprie attitudini.
«Il successo è evidente – scrive la scuola – dalle prime sperimentazioni si è arrivati a oltre 60 richieste quest’anno, con feedback positivi da studenti e docenti».
Tre studenti raccontano la loro esperienza. «Il coaching – spiega il primo – è stato un aiuto in un periodo difficile come l’adolescenza. Mi ha permesso di conoscere meglio la mia parte più umana».
«Mi sono sentito libero e puro – così descrive la sua esperienza il secondo – Ho capito che la felicità sta nel percorso, non solo nel risultato. È stata un’esperienza liberatoria».
«All’inizio mi sentivo debole – riflette l’ultimo sul suo cambiamento – ma ora mi sento più forte, sicura e pronta ad affrontare le sfide. È stato un grande cambiamento per me».
Tutti e tre concordano che il coaching li ha aiutati a gestire meglio le difficoltà scolastiche ed emotive, portando maggiore equilibrio, preparazione e fiducia nelle proprie capacità. Quando chiediamo loro di spiegare cos’è il coaching a un compagno o a una compagna che non l’ha mai provato, le risposte sono immediate: «È un supporto che ti aiuta a capire delle cose di te stesso».
«È un percorso significativo per raggiungere i tuoi obiettivi».
«È uno strumento per affrontare le sfide senza sentirsi soli».
Una testimonianza forte e autentica che mostra quanto il coaching, a scuola, possa davvero fare la differenza.
A raccontare gli effetti osservati è la professoressa Maria Paola Maggi, docente di Matematica e Scienza del medesimo istituto
Ha notato cambiamenti concreti nei suoi studenti durante e dopo il progetto di coaching?
«Con questa metodologia di sviluppo personale abbiamo visto i nostri alunni raggiungere obiettivi sia scolastici che personali. È migliorato il loro atteggiamento e si è sviluppata una maggiore consapevolezza di sé. Le strategie mirate su ogni singolo studente sono state fondamentali per valorizzare le loro potenzialità, aiutandoli a scoprire e realizzare il proprio potenziale che altrimenti spesso rimane lì latente».
Dal punto di vista dell’apprendimento e del clima della classe, quali differenze ha osservato? Gli studenti che hanno partecipato al coaching affrontano diversamente le difficoltà scolastiche?
«Gli studenti partecipano più volentieri alle lezioni e interagiscono meglio con i compagni. Ho notato una maggiore consapevolezza nel metodo di studio e nelle capacità di apprendimento. Soprattutto, hanno acquisito tre elementi fondamentali: sicurezza in se stessi, autonomia nel lavoro e serenità nell’affrontare le sfide quotidiane».
Secondo lei, qual è l’ingrediente fondamentale perché un progetto innovativo come il coaching funzioni davvero in una scuola?
«Non basta progettare: serve che tutta la scuola creda in quello che facciamo. Quando noi docenti condividiamo gli stessi obiettivi e li portiamo avanti insieme, giorno dopo giorno al fianco dei nostri ragazzi, allora i progetti come questo del coaching diventano davvero trasformativi».


