Piccoli esploratori ed esploratrici in missione segreta

Diario (quasi) scientifico di un’estate indimenticabile scritto da alunni e alunne del Convitto di Macerata che hanno preso parte al Piano Estate promosso dal Ministero

Alla scoperta di alberi e insetti a Villa Lauri

La scuola, quando iniziano le vacanze, si trasforma con il Piano Estate e possono succedere cose straordinarie. Lo hanno sperimentato al Convitto e a raccontare come è andata sono proprio gli alunni e le alunne che hanno partecipato.
La cronaca di queste giornate, in forma di diario, viene introdotta dalla dirigente scolastica Roberta Ciampechini: «Ecco a voi il diario di un’esperienza vissuta con gli occhi dei bambini e delle bambine. Il progetto “Piccoli Esploratori”, finanziato dal Mim per il Piano Estate 2024-2025, è un esempio luminoso di come la scuola possa uscire dai confini dell’aula per diventare esperienza viva, curiosa, concreta. Ringrazio le insegnanti e tutti i bambini coinvolti per averci ricordato che l’educazione è un’avventura che non conosce stagioni».

I giovani naturalisti e naturaliste del Convitto sul campo

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L’articolo è stato scritto da Esploratori Anonimi, classi IV e V, Convitto Leopardi di Macerata
Base operativa: Macerata, via Capuzi, 40.
Missione: esplorare, osservare, toccare, annusare e disegnare tutto ciò che vive, si muove o galleggia sulla Terra.
Dotazione: tappetino, barattolo per insetti, panino e borraccia, album da naturalista e astuccio. Comandanti di spedizione: maestre Erika Battellini e Lucia Carmignano. Compagni: quasi venti coraggiosi avventurieri delle classi quarta e quinta.
Nome in codice del progetto: Piccoli Esploratori.

Tempo per concludere la missione: trenta ore in sei mattinate, dal 12 al 23 giugno.
Tutto è partito dal Piano Estate che, come ci hanno detto le maestre, “ha messo a disposizione fondi e idee per vivere la scuola, dopo che è finita, in modo avventuroso e alternativo”.

Lezioni di Biologia marina al Museo di Scienze Naturali di Macerata

Primo giorno di esplorazione: ci guardiamo tra noi un po’ emozionati, ma si capisce già che saremo una squadra grintosa. Prima mossa: abbiamo preso un autobus. Ma non uno speciale: uno vero. Di linea. E già questo ci ha fatto sentire grandi. Direzione: Parco Villa Lauri e poi Sasso d’Italia. Obiettivo: osservare insetti e piante come veri naturalisti. Scesi sul campo (letteralmente), abbiamo steso i tappetini e iniziato la caccia: cavallette, formiche in riunione segreta, una coccinella che ci ha preso in simpatia. Le abbiamo disegnate, studiate, intervistate. Qualcuno ha trovato una foglia che sembrava un cuore. Qualcun altro ha pensato che forse anche gli alberi hanno sentimenti. O almeno antenne.

Piccoli esploratori ed esploratrici del Convitto Leopardi all’Orto Botanico di Camerino

Il giorno dopo siamo entrati nel Museo di Storia Naturale di Macerata. Lì si spalancano mondi. È un posto pieno di cose morte ma stranamente parlanti, come fossili, ossa e farfalle, e anche di cose vive: idee, curiosità e tanti fili che legano come un gomitolo tempi e spazi della Terra. Un chiaro caso di magia scientifica! Tra conchiglie, coleotteri enormi e stranezze marine, abbiamo incontrato un giovane biologo che ci ha spiegato tutto… senza farci sbadigliare! La meraviglia era ovunque.

Il professor Alessandro Blasetti mostra una dentatura di squalo

Terzo giorno, missione fuori provincia: Camerino, con pullman riservato (grazie Piano Estate, sei un mito!). Meta: il Museo di Scienze Naturali e l’Orto Botanico di Unicam. Ed eccoci con il famoso biologo Alessandro Blasetti, curatore del Polo Museale di Camerino.
Ho sentito il parere dei miei compagni e siamo tutti concordi: per noi il professor Alessandro Blasetti sembra uscito da “Jurassic Park” e parla come un prof di Hogwarts, non c’è alcun dubbio su questo, anche se i Comandanti ci hanno detto che la nostra deduzione non è corretta, ma si sa, i grandi non sempre hanno l’occhio-radar di noi bambini e bambine.

Il serpente finto corallo Lallo tra le mani di esploratori ed esploratrici

Accompagnato dal serpente finto corallo Lallo, suo fido assistente, ci ha fatto toccare un rostro di pesce sega (sembra una spada dentata a doppia lama), ci ha spiegato il funzionamento del Nautilus paragonandolo ai sommergibili, e ci ha mostrato la mandibola di uno squalo, con i denti in fila come quelli della nonna… ma molto più pericolosi. Poi ha tirato fuori il cinema: ci ha parlato di “Lo squalo”, “Alla ricerca di Nemo” e persino di “Moby Dick”. Tutto collegato con la scienza. Santo cielo, la biologia è troppo interessante!

Piccoli Esploratori ed Esploratrici con la professoressa Maria Luisa Magnoni

Nell’Orto Botanico, invece, ci aspettava la professoressa Maria Luisa Magnoni, esperta di piante e leggende. Ci ha presentato i vecchi patriarchi del posto, cedri, faggi e ginkgo biloba alti come giganti, e piante più piccole ma egualmente curiose; insieme a Blasetti, ci ha raccontato storie di erbe officinali e donne sapienti, chiamate “streghe” solo perché conoscevano i segreti della natura. È stato un po’ come ascoltare una fiaba… ma tutta vera! Prima di andare via, ci hanno regalato due piante-ragno (tranquilli, non mordono) e un libro, “Le stagioni dell’orto”, scritto dalla stessa professoressa Magnoni. Giuro che lo abbiamo annusato. Profuma di clorofilla e di storie!

Si esplora il mondo delle tartarughe con Moshi

Quarto giorno: questa è la storia di Moshi, tartaruga Trachemys scripta, 14 anni, silenziosa, saggia, inarrestabile e molto ghiotta di prugne selvatiche che crescono intorno al nostro cortile. È la compagna della maestra Erika, ed è stata promossa a “esploratrice onoraria” nonché mascotte della nostra super avventura. Abbiamo allestito la sua vasca con zona emersa, acqua e tanto amore. Poi l’abbiamo disegnata, studiata, osservata. Lei ci ha guardati con uno sguardo antico e birichino al contempo, come se avesse già visto mille estati. Forse sì! Ad ogni modo, ispirati da lei, abbiamo dato libero sfogo alla fantasia: è nata così una drammatizzazione, un piccolo spettacolo in cui Moshi è diventata protagonista insieme a noi. Come ogni grande storia che si rispetti, anche la sua aveva bisogno di una colonna sonora: ed ecco che noi Piccoli Esploratori abbiamo inventato canzoni originali per lei, anche in versione rap, filastrocche e piccole coreografie. Moshi sembra aver gradito! Nel pubblico, ben mimetizzati, abbiamo riconosciuto anche Pina la Stecchina e gli altri insetti-stecco suoi amici, ospiti fissi della nostra scuola…

Incontro con Alessandro Battoni al MuBi di Macerata

Ultima missione: il MuBi, Museo della Biodiversità di Macerata. Abbiamo ricevuto le coordinate. Lì ci aspettano piante marchigiane, animali visibili e invisibili, gli “ospiti inattesi” della nostra regione e tante storie del territorio illustrate da Alessandro Battoni. Forse troveremo il leggendario coleottero blu della Val Potenza. O forse inventeremo noi una nuova specie.
“Piccoli Esploratori” è stato il nostro modo di scoprire il mondo senza manuali, ma con tutti i sensi accesi. È l’estate che non dimenticheremo, dove la scuola non finisce… ma si apre. Come un fiore raro.
E se qualcuno ci chiederà un giorno cosa abbiamo fatto in queste sei mattinate di giugno, risponderemo: «Abbiamo esplorato foreste, fossili, insetti, tartarughe e sogni. E adesso sappiamo che il mondo è più vicino… se lo guardi da vicino. Ma la vera scoperta sapete qual è? Che la curiosità non va mai in vacanza».
Missione compiuta, ragazzi!

Una delle meraviglie della fauna marina spiegate dal professor Blasetti, il rostro di pesce sega
Osservazione e disegni naturalistici con Moshi, la tartaruga Trachemys scripta della maestra Erika

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