L’Amleto del liceo Cantalamessa: «Essere o non essere diventa un grido di speranza»

Lo spettacolo, portato in scena all'anfiteatro romano di Urbisaglia da ragazzi e ragazze dell'istituto di Macerata, è stato curato da Roserita Calistri, Lucia Indellicati e Fabiana Vivani, che ha ricoperto anche il ruolo di regista

Una scena dello spettacolo

“Amleto – Il resto è silenzio”, lo spettacolo dei ragazzi e delle ragazze del liceo artistico Cantalamessa di Macerata, andato in scena sabato all’anfiteatro romano di Urbisaglia, ha avuto un successo vibrante e partecipato. Il celebre dilemma “essere o non essere” si è trasformato in un grido di gratitudine e di speranza, un invito a vivere con intensità ogni istante e a riconoscere nel teatro, come nella scuola, un luogo di crescita, incontro e scoperta.

Un progetto culturale e formativo che, grazie al sostegno dell’Amministrazione comunale di Urbisaglia e della dirigente scolastica Sabina Tombesi, ha trasformato il teatro in un potente strumento di crescita personale e collettiva.
La scrittura scenica – si legge in una nota –  curata con grande sensibilità e maestria da Roserita Calistri e Fabiana Vivani, che ha ricoperto anche il ruolo di regista, si è distinta per la profondità e la capacità di rendere attuali le tematiche universali di Amleto. La scelta registica, brillante e simbolica, ha saputo fondere l’antico testo con elementi visivi di forte impatto, come le corde che rappresentano i legami familiari intrecciati e inestricabili, e il teschio, rifugio mentale di Amleto, simbolo della sua complessità interiore e delle tormentate riflessioni sull’esistenza.
Le musiche, attentamente selezionate e magistralmente eseguite, hanno saputo accompagnare e intensificare la narrazione, restituendo una dimensione sonora coinvolgente e suggestiva. Gli spettatori hanno particolarmente apprezzato i brani e i testi musicali della cantante Veronica Morelli, definendoli “da brivido” per la loro capacità di esprimere e amplificare le emozioni vissute in scena.
La scenografia, creata con passione e grande cura dai docenti Lucia Indellicati, Lucia Staffolani e Marco Cristofori, ha offerto un ambiente teatrale suggestivo e funzionale, che ha sostenuto perfettamente l’interpretazione dei giovani attori, valorizzando ogni scena con atmosfera e creatività.
Fondamentale è stato anche il lavoro di professioniste locali nel trucco e nel parrucco, che ha contribuito a rendere ancora più autentici e incisivi i personaggi. Daniela Estetica Naturale, Studio Estetico di Emma Ancori e Oeuvrè Hair by Alex hanno dedicato tempo, attenzione e professionalità, valorizzando con cura ogni dettaglio estetico, elemento che ha arricchito visivamente lo spettacolo.
«Gli studenti protagonisti – prosegue la nota – si sono distinti per la loro serietà, talento e spirito di collaborazione. Il loro impegno nel portare in scena personaggi complessi e stratificati, interpretando con maturità e passione le sfumature del testo, ha suscitato profonde emozioni nel pubblico».
Tra i commenti raccolti, molti hanno evidenziato come la capacità dei ragazzi e delle ragazze di uscire dalla freddezza del virtuale per vivere passioni e sentimenti autentici sul palco rappresenti una vera e propria vittoria, un invito a riscoprire il valore della relazione umana e della condivisione.
Un genitore ha condiviso la sua commozione nel vedere i ragazzi e le ragazze accogliere con pazienza e rispetto ogni partecipante, inclusi quelli con peculiarità particolari, dimostrando una rara empatia e un’attenzione che fanno ben sperare per un futuro che valorizzi prima di tutto l’essere umano.
Molti spettatori hanno riflettuto sul valore universale di Amleto, evidenziando come temi quali la vendetta, il destino, la sofferenza e la riflessione sull’esistenza siano tuttora attuali e profondamente toccanti. «La vita non è un libro da leggere, ma un foglio bianco da scrivere», si legge in uno dei commenti, sintetizzando lo spirito con cui i giovani attori hanno affrontato il testo: un impegno a dare vita a personaggi che incarnano ideali e conflitti ancora oggi vivi nell’animo umano.
La serata è stata anche un momento di festa e condivisione, in cui studenti e spettatori si sono ritrovati insieme per celebrare il successo di un progetto che ha impegnato ragazzi, ragazze, docenti, famiglie e la comunità per mesi. L’entusiasmo e la soddisfazione trasparivano non solo nei commenti, ma anche nel modo in cui i ragazzi si sono fermati a dialogare con il pubblico, raccontando la propria esperienza e la ricchezza di questo percorso.
Il sindaco Riccardo Natalini ha sottolineato con forza il valore di queste iniziative: «Abbiamo visto come quando ai giovani viene dato uno spazio reale, con fiducia e supporto, nascono emozioni forti, crescita e talenti che illuminano il futuro. Il teatro qui diventa vita, e la scuola si apre al mondo, trasformando tutto».
Anche gli studenti incaricati del servizio in sala, nonché delle riprese video e fotografiche, sono stati intensamente coinvolti ed emozionati nell’immortalare i compagni che incarnavano con rara intensità e profondità personaggi dal grande spessore emotivo e psicologico.
Questa esperienza ha confermato quanto il teatro sia uno strumento prezioso per esplorare la complessità dell’animo umano, per stimolare riflessione, creatività e relazioni autentiche. Come detto da un commento tra il pubblico: «Ho pianto dall’inizio alla fine, travolto da emozioni inarrestabili».

Potrebbe interessarti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Ultime notizie

FOTO