
di Carlo Torregrossa
Quando si pensa ad una nonna o ad un nonno, tornano alla mente cibo, fiabe, passeggiate al parco, risate e affetto. Ma anche le nostre nonne e i nostri nonni sono stati bambini, come noi e hanno avuto i loro giochi e i loro passatempi. Giochi che hanno un valore.
Questo quello che vuole raccontate il Centro italiano Femminile (Cif) con la mostra dei giochi dei nonni in corso della Repubblica a Macerata che precede i festeggiamenti di San Giuliano, patrono di Macerata. «Quando si fanno conoscere le tradizioni? A San Giuliano – afferma la vice presidente del Cif Francesca Marinelli – Il nostro scopo, come associazione è quello di far riscoprire, conoscere e conservare quelle che erano le tradizioni di una volta.»
Come nasce questa mostra?
«La mostra nasce grazie alle collezioni private di Maria Assunta Craia e Iachini Cecchi, che ci hanno donato questi giochi tenuti anche molto bene. Il valore di questa mostra è soprattutto il ricordo, mostrare gli oggetti con i quali si giocava una volta dal più povero al più ricco.»

Qual è il giocattolo più ricco e quello più povero della collezione?
«Tra i giocattoli più ricchi della collezione troviamo sicuramente l’aeroplano, un Boeing 747 ma anche la pista delle auto. Tra i più poveri invece ci sono i giochi di legno, la corda, l’abaco le macchinine. Una caratteristica che comunque accomuna tutti i giochi è il fatto di essere meccanici. Non ci sono giochi elettrici è tutto fatto a mano.»
E il suo giocattolo preferito?
«Il mio giocattolo preferito fu una bambola di pezza regalatami da mia madre. La cucì lei a mano, a quei tempi non c’erano soldi per comprarle, io giocai moltissimo con quella bambola, la pettinavo le coloravo la faccia, forse era un po’ mal ridotta. Mio padre un giorno mi prese questa bambola malconcia e me la buttò nella stufa, pensando fosse troppo malandata. Io ho ancora questo ricordo nella mia mente. In seguito mio padre si accorse dell’errore e mi andò a comprare una nuova bambola, che però non apprezzai mai come la precedente.»
I giochi in mostra sono moltissimi, si passa dai camioncini alle piste dei treni fino a delle vere e proprie macchine da cucire in miniatura, «regalate alle bambine anche per fargli prendere dimestichezza con lo strumento» spiega Marinelli. Sempre per le bambine ci sono le piccole cucine, le camere da letto, la sala «Tutti giochi dove noi ci sentivamo padrone della casa» racconta Marinelli, a conferma di quanto gli stereotipi delle donne che si prendono cura della casa e dei figli siano culturalmente prodotti e per niente naturali o legati ad aspetti biologici.
Uno dei più iconici? Le bamboline Carlotta e Carolina, bambole Furga, molto costose. «rappresentavano uno status symbol – dichiara Marinelli – Si compravano a Roma, in posti come la Rinascente, possiamo considerarle iconiche come la Barbie oggi»
Tra i giochi più interessanti troviamo anche i ferri da stiro in miniatura, uno in particolare mostra un vecchio ferro da stiro che funzionava grazie al carbone che si prendeva dalla stufa o dal camino, si metteva all’interno del ferro e poi grazie al calore si poteva procedere con la stiratura.
Tutti i giochi della mostra raccontano un pezzo del nostro passato e parlano di noi, di come eravamo come il famoso fischietto di San Giuliano. Il regalo della fiera fatto solitamente ai bambini meno abbienti.
«Il fischietto veniva fatto con la creta di scarto di chi lavorava la creta– racconta Marinelli – Poi venivano venduti alla fiera di San Giuliano, noi abbiamo riproposto questo oggetto quasi per gioco ed ora sono trentuno anni che facciamo il fischietto di San Giuliano. Abbiamo iniziato proprio con il santo a Cavallo, poi abbiamo rappresentato la papera, il carabiniere, con cui abbiamo iniziato la banda musicale dei carabinieri che è terminata con il direttore dell’orchestra. Ogni anno il personaggio è differente, sempre legato alla tradizione. Nello specifico il carabiniere non si sa per quale motivo è legato alla figura di San Giuliano, si pensa per il fatto che lui fosse un cacciatore, probabilmente il carabiniere perché è un uomo armato. Dopo di che abbiamo realizzato i mestieri della tradizione: il macellaio con la papera in mano, il panettiere, con in mano la stecca con le ciambelle. Questo perché durante la Festa del patrono agli angoli delle strade vi erano dei fornai che vendevano queste ciambelle con il buco in questo modo. L’anno scorso abbiamo fatto la vergara e quest’anno il curato di campagna, che non è altro che il prete di campagna tipo Don Camillo. Fischietti che sono prodotti in tiratura limitata e numerata, ne vengono prodotti 400» specifica Marinelli.

Ma cos’è il Cif? «Il centro italiano femminile – specifica Marinelli – è un’associazione che nasce nel 1946, dopo la guerra, soprattutto per venire incontro alle necessità della famiglia, ma in particolar modo della donna che a quell’epoca si trovava in difficoltà perché era poco istruita e non lavorava. Questi centri organizzavano i dopo scuola per bambini, insegnavano alle donne a lavorare, a uscire di casa, organizzavano le vacanze per signorine. In Italia ci sono molti Cif, nelle Marche questi centri sono 8, compreso quello di Macerata, che tra le sue molteplici attività in passato aveva l’asilo per bambini aperto dalle 7 del mattino alle 7 di sera, il primo centro anziani, dove ci si ritrovava tutti insieme, colonie e scuole materne, vanta anche i primi corsi per lavorare la maglia. Fu il primo in tutta Italia. «Macerata fu la prima città in Italia ad imparare alle donne a fare la maglia.» specifica Marinelli. Un centro che mostra le tante peculiarità del territorio con un occhio anche alle tradizioni, per tutelarle e mantenerle
Ma gli eventi non finiscono qui, oltre alla mostra dei giocattoli della nonna, ci sono anche altri eventi che riguardano le giovanissime e i giovanissimi. Sicuramente tra gli eventi più attesi ci sono le tradizionali bancarelle di sabato 30 e domenica 31. I 230 ambulanti saranno presenti già dalle 14 di sabato 30 e saranno dislocati in diverse vie del centro: Piazza Garibaldi, Via dei Giardini, Viale Pucinotti, Viale Trieste, Piazza Nazzario Sauro, Piazza Mazzini, Piazza Cesare Battisti, Corso Matteotti, Via Garibaldi, e Piazza Vittorio Veneto.
Da non farsi sfuggire assolutamente, sempre sabato è il mercatino di San Giuliano dei bambini e delle bambine, curato dalla Pro loco di Macerata, in piazza della Libertà, quella dove si trova la Torre dell’orologio, dalle 16 bambine e bambini potranno allestire la propria bancarella, scambiarsi e comprare giocattoli, libri, riviste e tanto altro.
Ma in città si respira già aria di festa. Passeggiando per le vie della città, nelle vetrine di alcuni negozi sarà possibile notare la mostra itinerante del tradizionale fischietto di terracotta.
Ma visto che di tradizioni si parla, durante i festeggiamenti del patrono si mangia anche. Perciò domenica per pranzo e per cena, in piazza della Libertà non perdetevi gli stand gastronomici pieni di leccornie per le più golose e i più golosi. Piatti della tradizione.
Che dire? Le attività da svolgere non mancano, immergetevi in un’atmosfera di festa e ricca di tradizione.



