
di Alessandra Pierini
A Macerata scuole chiuse per sei giorni a causa delle elezioni, mamme e papà sul piede di guerra minacciano ricorsi e provvedimenti di ogni genere.
Il 28 e 29 settembre nelle Marche si voterà per le regionali. Sempre nelle Marche si tornerà a scuola il 15 settembre: una tra le ultime regioni d’Italia ad aprire i battenti con le tristemente note e mai risolte difficoltà per tante famiglie che hanno dovuto organizzare la vita dei loro figli e figlie per tre mesi e dieci giorni, senza poter contare su alcun tipo di sostegno pubblico ma affidandosi a soggetti privati o a “benedetti” nonni e nonne.
La comunicazione delle scuole
È in questo contesto che, negli ultimi giorni, le segreterie scolastiche degli istituti sede di seggio elettorale hanno inviato la comunicazione relativa alla chiusura di molte scuole della città per ben sei giorni.
La Salvo D’Acquisto e Dolores Prato del comprensivo Mestica ad esempio ha fatto sapere che giovedì 25 settembre non ci saranno servizio mensa e lezioni pomeridiane (il tempo pieno terminerà alle 12, gli altri alle 12,30) e si tornerà in classe giovedì 2 ottobre. Così anche alla Fratelli Cervi e alla IV Novembre del comprensivo Dante Alighieri. Ma le comunicazioni arriveranno a breve in tutte le scuole sede di seggio.
La protesta
Il tam tam tra i genitori è incessante da questa mattina sia sui social che nelle chat di classe. Di certo la lunga durata di questa pausa elettorale è l’elemento scatenante ma la protesta di molti genitori muove dal fatto che l’interruzione delle lezioni arriva a dieci giorni dall’inizio. «Le scuole sono rimaste chiuse per più di tre mesi. Non si poteva votare in quella lunghissima pausa prima dell’inizio? E poi perchè una interruzione più lunga rispetto al passato?»: sono queste le domande che mamme e papà stanno ponendo agli organi deputati, oltre a domandarsi perché proprio le scuole e non altri edifici pubblici (come ad esempio i palazzetti) debbano essere impiegati per le operazioni di voto.
Oltre a chiedere che ci sia più attenzione nei confronti delle famiglie, le cui esigenze, troppo spesso vengono sacrificate rispetto a quelle di altri soggetti.


