Festa della matricola al Classico, passaggio di spillette tra studenti

Si è svolta al liceo Leopardi di Macerata la tradizionale cerimonia, momento conclusivo del Progetto accoglienza

La festa della matricola
La festa della matricola

Un caloroso benvenuto ai nuovi studenti. Sabato il liceo classico linguistico “Giacomo Leopardi” ha accolto i nuovi studenti e le nuove studentesse delle classi prime, nell’ormai tradizionale Festa della Matricola, momento conclusivo del Progetto accoglienza.

La cerimonia

Un pomeriggio all’insegna dell’affetto e della cultura, per far sentire a casa i neo liceali che da due settimane hanno iniziato un nuovo e impegnativo percorso.

Per questo non poteva che essere la musica a dare inizio all’evento, con la performance canora di Carolina Galassi, studentessa della classe 4GL, che ha emozionato la platea con Imagine di John Lennon, un inno alla pace e un invito a immaginare un mondo migliore.

La festa della matricola L'intervento del rettore McCourt
L’intervento del rettore McCourt

Le parole del dirigente

Sotto la guida sapiente di Laura Crucianelli e Nicholas Fontana, docenti di Lettere del Liceo in veste di presentatori, la cerimonia si è aperta con il saluto emozionato del nuovo dirigente scolastico Simone Cartuccia.

«La Festa della matricola è il trampolino di lancio delle nuove classi prime, che si avviano in un percorso di cinque anni cruciale per le loro vite, in cui plasmeranno le loro coscienze grazie a studi ed esperienze.

La Festa della matricola è significativa proprio per ciò che rappresenta, lo slancio dell’inizio e un augurio appassionato da parte di tutto il corpo docente e delle famiglie.

La festa della matricola al liceo classico di Macerata Francesco Facciolli
Francesco Facciolli

Sono fiero di dirigere questa scuola rinomata, che offre iniziative e attività significative e autentiche, che i ragazzi e le ragazze dovranno vivere con entusiasmo e che l’Istituto organizza non per questioni di vetrina, ma come agenzia sociale ed educativa, per formare le coscienze ed arricchire il bagaglio esperienziale del futuro».

Le riflessioni del rettore John McCourt

A nome dell’Università di Macerata, con cui l’Istituto collabora da lungo tempo in numerosi progetti, è intervenuto il rettore John McCourt, che ha salutato i ragazzi e le ragazze del primo anno, invitandoli a non aver paura dell’impegno e a farsi sempre guidare dalla curiosità.

«Seneca diceva che non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare. I vostri docenti hanno le idee chiare su dove bisogna condurvi, ma anche voi dovete capire dove volete andare.

Il liceo è una palestra per la mente, per imparare a ragionare e sviluppare un senso critico: formate le vostre idee sul mondo, che sono le radici su cui costruire il vostro futuro e che vi apriranno ogni strada possibile».

Festa della matricolaIl momento centrale della festa è stata la cerimonia di consegna delle spillette del Liceo “Leopardi” alle matricole da parte dei ragazzi e delle ragazze dell’ultimo anno. Si tratta di un simbolo profondo, che rappresenta il passaggio di testimone da parte degli studenti più grandi che accolgono i più piccoli lasciano loro un’importante eredità.

Ospite della serata l’attore e regista Francesco Facciolli, attualmente attivo in diverse compagnie teatrali sia in ambito amatoriale che professionale, e con cui l’Istituto collabora da dieci anni, che si è rivolto alle matricole con un augurio appassionato.

«L’unico modo per non finire in gabbia è la conoscenza, che ci permette di avere uno spirito critico.

Questa scuola, con tutte le sue difficoltà, costituisce quel percorso che vi darà una base su cui poggiare i piedi, per capire questo mondo assurdo che ci sta intorno, che avete ereditato da noi, dagli adulti, e avete il compito di traghettare verso scenari migliori.

Questi cinque anni vi serviranno a riempire uno stampo che ancora è leggero: in questo stampo metterete sofferenze, frustrazioni, fallimenti, ma soprattutto esperienze e possibilità, per fare l’ingresso nel mondo degli adulti.

La libertà viene dalla conoscenza: come diceva Gianni Rodari, vorrei che tutti leggessero, non per diventare scrittori e poeti, ma perché tutti siano liberi».

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