“Quarti di gloria”, come essere a un passo dal podio può stimolare la rinascita

Quando si cade, ci si può sempre rialzare. Se si ha un obiettivo, bisogna perseguirlo fino alla fine. Sono gli stimoli che arrivano dalle storie narrate da Gerardo De Vivo e Serena Sartini a Overtime

di Carlo Torregrossa

Quante volte ci siamo scoraggiati e scoraggiate perché non siamo riusciti a raggiungere un obbiettivo che ci eravamo prefissati, magari giudicandolo non all’altezza delle nostre possibilità?

Gerardo De Vivo e Serena Sartini ci insegnano a non mollare e se abbiamo un obbiettivo, inseguirlo. Questo è quello di cui parla il libro “Quarti di gloria, storie a un passo dal podio” edito dalla casa editrice Lab Dfg, presentato l’altro pomeriggio nella sede di Play Marche, in Piazza della Libertà a Macerata.

Il volume contiene 16 capitoli, sedici storie di atlete e atleti che per poco non sono saliti e salite sul podio, ma che sono arrivati quarti. Questo però gli ha dato la forza di rialzarsi, riprovare e ritornare a testa alta a combattere per il podio. Hanno presentato il libro i due autori De Vivo e Sartini, moderati dal giornalista Lorenzo Pastuglia durante il festival
Overtime a Macerata.

«Quello che abbiamo voluto fare è stato valorizzare queste storie – spiega Sartini – per alcuni degli sportivi presenti nel libro, il quarto posto era come aver ricevuto una medaglia perché hanno dato il massimo».Libro di Gerardo De Vivo e Serena Sartini, "quarti di gloria"

Quarto posto, non vuol dire ultimo

«Nei momenti di crisi anche lo sport è un elemento su cui attaccarsi e ripartire -afferma Gerardo De Vivo – nei quarti posti che abbiamo voluto raccontare, non c’è una sconfitta, ma l’evidenza di un grande risultato. Molti sportivi arrivati quarti hanno vissuto bene questo posizionamento, chi da subito e chi a posteriori. Ad esempio Benedetta Pilato quando arrivò quarta, affermò che fosse il giorno più bello della sua vita».

Non tutti gli sportivi la prendono con filosofia

Certo non tutti gli sportivi all’inizio la prendono con filosofia, come Novak Djokovic, una carriera costellata da vittorie, tranne che alle Olimpiadi, arrivò infatti quarto a Londra 2012 e Tokyo 2020. Quando fu eliminato, le telecamere inquadrarono il suo estremo dolore per non aver raggiunto l’oro olimpico. Questo non frenò la sua fame, riuscendo poi a raggiungere l’oro olimpico all’età di 37 anni, alle Olimpiadi di Parigi del 2024. Gerardo De Vivo e Serena Sartini, "quarti di gloria"

La forza di rialzarsi di Tania Cagnotto

Ma di storie così ne esistono moltissime, di atleti e atlete che cadono e poi hanno la forza di rialzarsi, Tania Cagnotto ad esempio, che arrivò quarta alle Olimpiadi di Londra 2012 «arrivò in zona mista con negli occhi la voglia di smettere». Sostiene De Vivo, quattro anni dopo, alle Olimpiadi di Rio De Janeiro del 2016 Cagnotto riesce a salire sul podio, conquistando il bronzo olimpico, prendendosi la rivincita.

Cosa ci dice questo libro?

Quello che vuole spronarci a fare questo libro è non mollare, se siamo convinti di stare facendo la cosa giusta, quello che dobbiamo fare è aggiustare il tiro e provare, fino a quando prima o poi la soddisfazione arriverà. Non ci sono sconfitte quando hai dato il massimo. «Nell’arte, nello sport e nella vita si può anche perdere, senza essere a tutti i costi eroi invincibili – scrive Loredana Bertè all’interno della prefazione del libro – dobbiamo rivendicare anche il diritto alla fragilità, a non farcela, a non essere perfetti perché nessuno lo é».

Pubblico alla presentazione del libro "Quarti di gloria"

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