
di Carlo Torregrossa
Alla Dante Alighieri di Macerata, da tre anni le studentesse e gli studenti, hanno messo al primo posto il loro benessere, la crescita personale e la motivazione, grazie al servizio di Coaching proposto dalla professoressa Claudia Antonelli. «I ragazzi e le ragazze, sono delle foglie tenere, se vedono la possibilità di crescere in un certo modo, poi veramente danno il meglio i loro».
Organizzazione del tempo, autostima e autoefficacia
Antonelli, cos’è il servizio di Coaching?
«Questo servizio nel nostro istituto è attivo dal terzo anno, è differente dallo sportello psicologico, sempre offerto dalla scuola, con cui comunque collaboro.
All’interno del coaching cerchiamo di accogliere l’allievo e l’allieva, per permettergli di essere compresa e sfruttare il più possibile il suo potenziale.
Io aiuto gli studenti e le studentesse nell’ambito della motivazione, organizzazione del tempo, autostima, autoefficacia, aiutandoli non attraverso delle istruzioni ma tirando fuori ciò che loro hanno dentro».
Spazio protetto dove potersi sentire liberi di esprimersi
Come è stato accolto questo sportello?
«Questa proposta è stata accolta molto positivamente dagli studenti e dalle studentesse, che partecipano volentieri all’attività.
Per loro è uno spazio protetto in cui potersi esprimere liberamente ed essere anche ascoltati».
I ragazzi e le ragazze, sono come foglie tenere
Esiste un tema ricorrente tra coloro che richiedono il servizio?
«Si, un tema tipico è l’organizzazione del tempo. Fanno fatica a gestire i molti stimoli che hanno, sono molto impegnati. Gestire il tempo è qualcosa che è molto richiesto, come gestire l’autostima.
Io lavoro molto sull’empowerment, i ragazzi e le ragazze, sono delle foglie tenere, quindi se vedono la possibilità di crescere in un certo modo, poi veramente danno il meglio i loro».

Che cosa intende quando parla di autostima?
«Loro soffrono molto il tema del giudizio, come tutti gli adulti d’altronde, i ragazzi e le ragazze sono in questa frase in cui non riescono a scindere dal giudizio come strumento di valutazione del proprio operato, confondendolo spesso con un giudizio personale su di loro. Grazie al coaching riescono a distinguere bene le due cose, un conto è la sfera del fare e un contro è quella dell’essere. Fa capire il valore personale del proprio essere, che comunque è distaccato dallo strumento di valutazione, che non è altro che una misura».
Che consiglio pratico si sente di dare ad uno studente o ad una studentessa per riuscire a gestire il tempo?
«Di solito, sono proprio loro a creare queste strategie che hanno già dentro. Io li faccio riflettere facendoli guardare dentro di loro. Questo è un benessere emotivo tagliato su misura, come se fosse il lavoro di un sarto».

Adolescenti scarichi emotivamente
Alcuni studi rivelano che oggi, i ragazzi e le ragazze sono molto chiusi in loro stessi, le è capitato di notare questa cosa?
«Purtroppo si, ho notato un peggioramento del benessere emotivo, questo è dato anche dall’eccesso di stimoli a cui i giovani sono sottoposti, Parlo anche di stimoli tecnologici, ma anche i continui paragoni che hanno nel mondo esterno.
Tutto ciò li scarica emotivamente, facendogli sentire un vuoto che crea un malessere emotivo
Il coaching è uno spazio protetto, dove i ragazzi e le ragazze non si sentono giudicati e riescono a esprimersi in maniera naturale. Il coaching non giudica perché sono loro a tirar fuori le cose, io non gli do istruzioni».
La motivazione? Come la doccia, va sempre rifatta
Se parliamo di benessere, parliamo anche di prevenzione, come è possibile farla?
«Il coaching viene dal bisogno di motivazione. Quando uno si sente scarico, frustrato nella propria routine quotidiana, ecco che viene fuori la possibilità di motivarsi. La motivazione è come la doccia, va sempre rifatta.
Io do una bussola per potersi orientare essere sempre motivati alle sfide che si possono affrontare. Ognuno ha i suoi bisogni, ci sono centinaia di strumenti che si possono utilizzare a seconda delle proprie esigenze».
Intelligenza artificiale, uno strumento da utilizzare attraverso l’intelligenza naturale
Qual è il rapporto che le studentesse e gli studenti hanno con l’Intelligenza artificiale?
«Le studentesse e gli studenti conoscono molto bene questo strumento la linea tra uso e abuso è molto sottile.
Spesso tendono a farsi sostituire anche nelle cose molto semplici, questo è un danno enorme perché evita la formazione di un profilo critico.
Un ragazzino così tenero d’età si sente inferiore rispetto ad una macchina così intelligente e sbalorditiva. Questo strumento però se usata a posteriori dello sviluppo del pensiero e delle proprie competenze può essere un supporto, se utilizzata prima di questo processo, può diventare un sostituto dell’intelligenza naturale e questo non va bene.
Gli studenti devono aver fiducia nelle loro capacità e potenziale che è molto più espanso.
L’intelligenza artificiale va usata con intelligenza naturale.
Nella nostra scuola ne cominciamo a parlare, molti colleghi hanno cominciato a farne piccoli appuntamenti durante le lezioni, per aggiornare gli studenti circa l’utilizzo di questi strumenti e su come utilizzarli.»
Chi è Claudia Antonelli
Claudia Antonelli è insegnante di sostegno alla Dante Alighieri. Appassionata al mondo della crescita personale, si è formata come coach con certificata ICF con formazione integrale in Nature coaching Academy.
Antonelli cerca di di integrare il mondo della crescita personale con il mondo dell’educazione. È anche una musicista, diplomata al conservatorio in pianoforte, «strumento che accompagna la crescita in tutte le fasi della vita» afferma Antonelli.


