
Alla Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata si è festeggiato il primo anno di “Altrove”, uno spazio speciale pensato per ragazze e ragazzi, dove incontrarsi, creare, studiare e stare bene insieme.
L’incontro pubblico si è svolto ieri nella Sala Castiglioni e ha raccontato cosa è successo in questo primo anno di attività, spiegando anche i risultati di una ricerca che ha studiato quanto “Altrove” sia importante per il benessere, la cultura e la crescita dei giovani.
Cos’è “Altrove”?
“Altrove” è uno spazio sperimentale per giovani dai 14 ai 35 anni, inaugurato il 7 novembre 2024 all’interno della biblioteca comunale.
È nato grazie al progetto “B.live. Biblioteca da Vivere”, con l’obiettivo di trasformare la biblioteca in un luogo ancora più aperto, accogliente e vivo, dove i giovani possano sentirsi a casa.
Qui non si viene solo per leggere o studiare, ma anche per partecipare a laboratori creativi, incontrare altre persone, proporre idee e attività e prendersi cura del proprio tempo e delle proprie passioni.
Un progetto fatto insieme
Il progetto “B.live” è stato realizzato dal Comune di Macerata insieme all’Università di Macerata e a diverse associazioni del territorio. Tutte le attività sono state gratuite e hanno coinvolto tantissimi giovani.

Secondo l’assessore Marco Caldarelli, “Altrove” dimostra che quando ai giovani viene dato uno spazio vero, la partecipazione cresce e nascono relazioni importanti. Un modo concreto per far sentire ragazze e ragazzi protagonisti della vita della città.
«Come Università di Macerata – ha detto il rettore Unimc John McCourt – sentiamo la responsabilità di contribuire, attraverso la ricerca e le competenze scientifiche, a iniziative che hanno un impatto reale sulla vita delle persone, in particolare dei giovani».
I numeri di “Altrove”
In un solo anno Altrove ha registrato 3.700 ingressi, 262 giorni di apertura, 252 attività e circa 630 ore di laboratori ed eventi.
«Ma il risultato più importante – ha detto Caldarelli – non sono solo i numeri: è il clima che si respira nello spazio, descritto come sicuro, creativo e accogliente».
Un luogo che fa stare bene
Una ricerca presentata durante l’incontro ha raccontato come “Altrove” aiuti a non sentirsi soli, creare nuove amicizie, rallentare e prendersi cura di sé e sentirsi ascoltati e valorizzati.

Qui i giovani non sono semplici utenti, ma parte attiva: propongono idee, organizzano attività e decidono insieme come vivere lo spazio.
Uno spazio che guarda al futuro
Gli operatori giovanili e i bibliotecari hanno spiegato che “Altrove” ha arricchito la biblioteca, unendo i servizi tradizionali a nuove esperienze più vicine ai linguaggi delle nuove generazioni.


