
Per il Convitto Nazionale “Giacomo Leopardi” di Macerata e le sue scuole secondarie di primo e secondo grado annesse, la Memoria non è un rito da ripetere, ma una scelta da rinnovare.
Non un giorno isolato, bensì un percorso educativo continuo, che attraversa simbolicamente l’arco dell’anno civile e scolastico: dalla memoria della libertà negata, il 27 gennaio, alla celebrazione della libertà riconquistata, il 2 giugno.
In questo solco e con questo spirito, la secondaria di primo grado e l’Ite “Gentili”, scuole annesse al Convitto, hanno celebrato il Giorno della Memoria con un evento di alto profilo civile e culturale, ospitato nell’Aula Magna dell’Ite “Gentili”, alla presenza di famiglie, studenti e delle massime autorità della provincia.

Le voci della memoria
Cuore della mattinata è stato il lavoro degli studenti, in particolare delle classi terze della scuola secondaria di primo grado del Convitto e delle classi quinte dell’Ite “Gentili”, protagonisti di letture di testi in prosa e versi inediti, scritti dagli alunni e dalle alunne stessi, musica, “voci della memoria” in lingua inglese, attività di ricerca storica, video e reportage di viaggio.
È stato presentato da alunne e alunni di 3B del Convitto, in questa occasione, il dossier multimediale “Parole di libertà, libertà di parole”, realizzato in collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza di Macerata e con la professoressa Annalisa Cegna, basato sull’analisi di due documenti inediti del 1944: la lettera di un deportato polacco dal campo di concentramento di Auschwitz e un documento della Segreteria di Stato Vaticana relativo a un internato nel Campo di Sforzacosta.
Il valore della pace
La riflessione è proseguita attraverso testi e considerazioni personali degli studenti di 3A sul valore della pace e con una originale pièce in lingua inglese: alunni e alunne di 3C hanno dato voce ai protagonisti della Shoah, impersonando Oskar Schindler, Primo Levi, Gino Bartali, Liliana Segre, Anne Frank, Sir George Nicholas Winton, i bambini di Terezin. Il lavoro ha preso avvio da un Pocket lapbook sulla Shoah, realizzato dai ragazzi e dalle ragazze, ed è confluito in un percorso sui diritti umani e sulla loro riconquista, a partire dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Particolarmente significativa anche l’esperienza di Memoria Concreta degli “Oggetti Dudu”, manufatti simbolici in cui i diritti diventano oggetti reinterpretati dai giovani studenti di 3B del Convitto, da custodire e difendere.
Di grande interesse i contributi multimediali dell’ITE “Gentili” sui viaggi di studio al Campo di Dachau e al Campo 53 di Sforzacosta, accompagnati dalle toccanti riflessioni della professoressa Paola Formica.

Un racconto in parole e musica
«Un racconto – scrive la scuola in una nota – che ha restituito il senso più profondo dell’accompagnare educativo: il docente che guida, che attende, che osserva anche da lontano, lasciando spazio allo sguardo e al silenzio. Un’educazione che non si limita a trasmettere contenuti, ma che sceglie di generare emozioni, consapevole che è proprio l’emozione a creare il sedimento più duraturo del ricordo e a trasformare l’esperienza in memoria viva».
La colonna sonora dell’evento è stata affidata ai docenti dell’indirizzo musicale del Convitto Giovanni Sorana (pianoforte) e David Taglioni (violino), che hanno eseguito pagine suggestive di Bloch e Williams, e alle voci soliste del Convitto, di classe seconda e terza della secondaria di primo grado, dirette dalla professoressa Claudia Calamita, che hanno portato note di speranza cantando “Heal the World” di Michael Jackson.
Una riflessione sull’indifferenza
A concludere l’incontro, la preziosa lectio brevis del professor Angelo Ventrone, ordinario di Storia contemporanea dell’Università di Macerata e Direttore del Dipartimento di Scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali dello stesso Ateneo, dedicata al tema dell’indifferenza e ai meccanismi che la generano.

«Una riflessione – continua la nota – che ha ricondotto la Memoria al suo significato più profondo: non semplice ricordo, ma scelta quotidiana. Il lungo e convinto apprezzamento delle autorità presenti ha confermato il valore di un percorso educativo che, al Convitto Nazionale “Giacomo Leopardi” e alle sue scuole annesse, trasforma la Memoria in coscienza civile, competenza, cittadinanza attiva e impegno democratico.
Una Memoria viva, dunque, che continua a interrogare le coscienze e a indicare la strada del rispetto, della dignità e della pace».

L’incontro, presentato dal professor Matteo Medori dell’Ite Gentili, ha visto la partecipazione del prefetto Giovanni Signer, insieme ai più alti rappresentanti delle istituzioni civili, militari, religiose e scolastiche, tra cui il vicario generale Andrea Leonesi, il sindaco Sandro Parcaroli, accompagnato dalla vicesindaca Francesca D’Alessandro e dall’assessora Katiuscia Cassetta, Stefania Nardini, dirigente dell’Ufficio V dell’Usr Marche. A fare gli onori di casa la rettrice e dirigente scolastica del Convitto Nazionale “Leopardi”, professoressa Alessandra Gattari.



