Una vita da social a Recanati

Gli studenti e le studentesse delle classi seconde della “S. Vito” di Recanati hanno incontrato gli esperti della Polizia Postale, in occasione del “Safer internet day”

La polizia postale all'istituto Badaloni di Recanati
La Polizia Postale all’istituto Badaloni di Recanati

Non è stata la solita ora di lezione quella che hanno vissuto gli studenti e le studentesse delle classi seconde della secondaria I grado “S. Vito”. Niente libri aperti sul banco, ma occhi incollati ai video e orecchie tese per ascoltare gli esperti della Polizia Postale, in occasione del “Safer internet day” del 13 febbraio per parlare di sicurezza online e cittadinanza digitale.

Le prevaricazioni che viaggiano in rete

«Il nostro Istituto – scrivono alunni e alunne delle classi seconde –  ha deciso di aderire al progetto “Una vita da social”, una campagna educativa realizzata dalla Polizia Postale in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

L’incontro si è concentrato su temi che toccano da vicino i ragazzi e le ragazze: dai gruppi WhatsApp ai profili Instagram e TikTok. Gli agenti hanno spiegato che ciò che facciamo online ha conseguenze reali. Si è parlato molto anche di cyberbullismo, definendolo come una forma di prevaricazione che viaggia in rete e che può ferire profondamente chi la subisce.

Tra i punti chiave toccati durante la mattinata l’attenzione a quali foto pubblicare e con chi condividere i dati personali; comprendere che minacciare, insultare o sostituirsi a qualcun altro online (furto d’identità) sono veri e propri reati perseguiti dalla legge.

Essere buoni cittadini e buone cittadine digitali

Il messaggio più importante è stato però quello di non isolarsi. Se ci si sente vittima di un sopruso o si assiste a episodi di bullismo, è fondamentale parlarne con genitori e insegnanti e, nei casi più gravi, si può sempre fare una segnalazione alla Polizia Postale.

In definitiva, l’obiettivo dell’incontro non è stato quello di spaventare o vietare l’uso dei social, ma insegnare a noi alunni e alunne a navigare con consapevolezza e rispetto. Essere un “buon cittadino digitale” significa usare la tecnologia per crescere, studiare e divertirsi, senza mai calpestare la dignità degli altri».

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