
Le Metamorfosi di Ovidio al tempo del Metaverso. A metterle in scena venerdì 23 maggio al teatro “Nicola Antonio Angeletti” di Sant’Angelo in Pontano, classe 2A del Liceo delle Scienze Umane dell’Istituto Omnicomprensivo “A. Gentili – V. Tortoreto” con lo spettacolo teatrale “Metamorphoses in Metaverso – Miti e moti al tempo di Internet”.
Lo spettacolo è stata la conclusione del progetto “Play Theatre”, proposto dall’associazione Glatad Onlus, in collaborazione con le Cooperative riunite in Ati Pars, Coos Marche e Berta80 e con il Dipartimento Dipendenze Patologiche Ast di Macerata.
«Il progetto “Play Theatre” – si legge in una nota della scuola – ha avuto lo scopo di promuovere il benessere degli studenti in età evolutiva tramite azioni di prevenzione, educazione e sensibilizzazione finalizzate a contrastare l’emergere di aspetti patologici legati al gioco d’azzardo. Le attività proposte, infatti, sono state utili a innescare e incentivare tutti i fattori e gli elementi positivi e sani connessi alla dimensione ludica».
Sotto la guida del regista Francesco Facciolli e di Federico Bollini, i ragazzi de le ragazze del 2A del Liceo delle Scienze Umane, a partire dal 4 novembre, hanno lavorato per realizzare uno spettacolo magnifico che ha lasciato tutti i presenti a bocca aperta, emozionandoli e generando in tutti profonde riflessioni su uno spaccato di realtà contemporanea a cui bisogna sempre di più prestare attenzione.
La rappresentazione è ispirata alle celebri “Metamorfosi” di Ovidio, riadattate in chiave contemporanea e ha voluto mettere in luce tutte le dipendenze di cui le nuove generazioni sono vittime e dei rischi drammatici che esse provocano su di sé, ma anche su tutti gli altri.
Tipster, stalker, gamer ossessivi, haters, followers, influencer, truffatori online, hikikomori: sono questi i personaggi che i ragazzi e le ragazze hanno interpretato sul palco e con la loro semplicità e umiltà hanno messo in risalto quanto essere dipendenti, non solo da sostanze, possa far male a chi ci sta vicino e anche a se stessi, provocando solitudine, depressione, ansia, attacchi di panico e, nei casi più gravi, suicidio.
«Gli studenti-attori, con questo spettacolo, – conclude la scuola – hanno dato voce a chi spesso una voce non riesce a tirarla fuori, a quei pensieri intrusivi che attanagliano la vita di tanti giovani, a quegli inferni che a volte ci si sceglie, ma in cui a volte, per svariati motivi, ci si finisce senza neppure rendersene conto.
Una serata da standing ovation che ha emozionato il pubblico. La stessa dirigente scolastica Brigida Cristallo si è detta particolarmente soddisfatta del lavoro svolto e ha sottolineato quanto il teatro possa far bene ai ragazzi e alle ragazze che hanno la possibilità di mettersi in gioco sotto vesti diverse.
Un’esperienza che, sicuramente, nemmeno gli studenti dimenticheranno e di cui fare tesoro sempre, ogni giorno».



