Un ronzio di api a posto della campanella

Piccoli custodi del mondo crescono al Convitto Leopardi di Macerata tra boschi e alveari. L'incontro coi carabinieri forestali

Occhi aperti sulle api al lavoro nel favo

Un ronzio allegro e operoso ha attraversato i corridoi della scuola primaria del Convitto Nazionale “Giacomo Leopardi” di Macerata nel corso del secondo quadrimestre. Non era la solita campanella, ma un suono nuovo: quello delle api, minuscole maestre del mondo naturale, protagoniste di un progetto educativo che ha acceso la fantasia e la coscienza ecologica dei bambini e delle bambine delle classi prima, seconda e terza.
E mentre le api insegnavano a volare insieme, gli alberi insegnavano a restare. Perché un’altra esperienza memorabile ha preso vita tra le aiuole del giardino della scuola: l’incontro con i Carabinieri Forestali, che hanno guidato i piccoli studenti della classe quarta in un laboratorio a cielo aperto, piantando due giovani alberi destinati a crescere insieme a loro.

Si preparano bombe di semi per fiori amici delle api

«Due iniziative diverse . si legge in una nota della scuola – ma con la stessa anima: insegnare ai più piccoli l’amore per la natura, attraverso la meraviglia, il gioco e la responsabilità.
Il progetto “A scuola con le api”, seguito con passione da tutte le insegnanti della primaria sotto la guida della maestra referente Monica Montanari, ha coinvolto i più piccoli e le più piccole in un percorso fatto di curiosità e stupore. Con l’aiuto esperto dell’apicoltrice Silvia Amicucci, dell’azienda “La Collina delle Api” di Montefano, i bambini e le bambine hanno vissuto tre intensi incontri nel mondo incantato, e reale al contempo, di api, polline e arnie».

La scatola delle meraviglie dell’apicoltrice Silvia Amicucci

Nel primo si sono trasformati in piccoli apicoltori: hanno indossato guanti e tute, esplorato un’arnia, toccato con mano cera, propoli e polline, scoperto chi vive dentro l’alveare e cosa succede al suo interno. Poi, nel secondo appuntamento, l’ape si è fatta messaggera dell’equilibrio naturale, tra impollinazione, biodiversità e rischio di estinzione. I bambini hanno scoperto che senza di lei, il mondo perderebbe non solo fiori e frutti, ma anche equilibrio. Con mani e cuori all’opera, guidati da Silvia Amicucci e dalle maestre, hanno quindi creato delle “bombe di semi” da lanciare nei prati per far sbocciare fiori amici delle api.

I Carabinieri Forestali piantano insieme ai bambini di classe quarta due nuovi alberi nel giardino del Convitto

Nel terzo incontro, l’arnia è arrivata a scuola. In tutta sicurezza, i piccoli alunni e le piccole alunne hanno osservato cellette, polline, larve e perfino gli occhi dei fuchi. Dopo aver parlato del linguaggio segreto delle api, hanno costruito un grande favo collettivo, assemblando esagoni personali per tastare con mano che la forza dell’alveare è il gruppo: un messaggio potente, che profuma di convivenza e ha fatto capire ai bambini che da soli si vola, ma solo insieme si costruisce.

Gli studenti del Convitto Leopardi aiutano gli agenti della Forestale nella piantumazione

Anche la classe quarta ha vissuto un momento speciale nel corso del secondo quadrimestre: su segnalazione della famiglia di Edoardo Mancini, alunno della classe, è stata proposta alla scuola la possibilità di coinvolgere il reparto Forestale dell’Arma dei Carabinieri. L’incontro, organizzato grazie alla collaborazione con la maestra Barbara Bacaloni, si è trasformato in una preziosa occasione educativa. Gli alunni hanno partecipato a una lezione dedicata alla cura dell’ambiente e delle foreste, guidati dagli uomini e dalle donne in divisa.

Bambini e bambine del Convitto Leopardi interagiscono con i Carabinieri Forestali

A conclusione dell’attività, sono stati piantati due alberi nell’Aula Verde dell’istituto, che saranno seguiti e accuditi nel tempo dagli stessi studenti.
Tra spiegazioni semplici e racconti appassionanti, i bambini hanno imparato il ciclo della vita degli alberi, il ruolo delle foreste per il nostro pianeta e l’importanza della tutela ambientale. Con entusiasmo, hanno seguito il lavoro dei Carabinieri Forestali, ascoltando storie vere di soccorsi alla fauna selvatica, lotta agli incendi e difesa della natura.
L’attività si è conclusa con un grande applauso attorno alle nuove piante, simbolo di un patto verde tra scuola e futuro, come a dire: “Un seme oggi è un mondo domani”.
Api e alberi, fiori e foreste. Due esperienze diverse ma complementari, che al Convitto Leopardi hanno dato vita a un’unica grande lezione: la sostenibilità è una forma di rispetto, e si impara da piccoli, con le mani nella terra e lo sguardo al cielo.

A lezione di Educazione Ambientale con i Carabinieri Forestali

«Insegnare ai bambini a conoscere le api e il lavoro dei Carabinieri Forestali significa anche insegnare a non avere paura della natura, ma ad ascoltarla. E magari un giorno diventare, come loro, piccoli custodi del mondo» ha commentato la dirigente scolastica Roberta Ciampechini, ringraziando tutti i protagonisti coinvolti per la preziosa lezione di educazione civica e sostenibilità.
«Così – conclude la scuola – tra ali che ronzano e radici che crescono, i bambini e le bambine hanno imparato che il mondo si protegge un gesto alla volta. Un fiore per le api, un albero per l’aria, un esagono messo insieme all’altro per costruire una comunità.
Perché in fondo la vera educazione è proprio quella che mette le ali e insegna a usarle tutti insieme».

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