La forza della gentilezza nella chitarrista Magdalena Fontana: «Studiare è un atto ribelle»

Reporter junior del Convitto Leopardi di Macerata hanno intervistato l'insegnante e talentuosa musicista nata e cresciuta, anche artisticamente, a Urbino

Magdalena Fontana con gli alunni e le alunne della classe 1C del Convitto Leopardi

Reporter Junior in azione al Convitto Leopardi di Macerata. La classe 1C della scuola secondaria di I grado ha realizzato una serie di interviste a tema musicale per Cronache Junior. Procediamo con la seconda intervista.

di  Francesco Gentili, Alexander Fabbrizi, Tobia Quondam, Dimitra Teresa Altarocca, Cristina Sticconi, Veronica Nardi, Agnese Menichelli, Carolina Graziani e Aurora Capradossi

Entra in classe con eleganza, portando con sé la sua chitarra racchiusa in una custodia dagli effetti catarifrangenti. È Magdalena Fontana, chitarrista di fama e insegnante di talento all’indirizzo musicale del Convitto Leopardi di Macerata. Si respira una dolce brezza di corde in 1C: il suono della chitarra classica, gentile e avvolgente, e le suggestive immagini del Palazzo Ducale di Urbino, dove la prof è nata e cresciuta, hanno accompagnato la nostra intervista.

Magdalena Fontana a 15 anni

Professoressa Fontana, come è nato e da dove deriva il suo amore per la musica?
«Sicuramente è legato al rapporto speciale con Urbino, una città che ha un legame profondo con le Arti e che mi ha ispirato con la sua bellezza. Ogni estate nel mese di luglio si tiene un Festival di Musica Antica molto rinomato e Federico di Montefeltro stesso coltivava le Arti, oltre che essere un condottiero, “bella gerit, musasque colit”, come recita un’iscrizione. Ho iniziato a suonare in una scuola ad indirizzo musicale, lì mi sono innamorata della chitarra, lo strumento che suono ancora oggi. Dopodiché ho frequentato il Conservatorio di Pesaro, continuando a studiare con passione. In seguito ho studiato con il M° Claudio Marcotulli al Conservatorio di Fermo e ho avuto l’onore di frequentare delle Masterclass con Alberto Ponce, un grande Maestro della chitarra».

La chitarrista in un momento dell’intervista in classe

Qual è stato il suo percorso di studi?
«Sono nata e cresciuta a Urbino, lì ho frequentato il Liceo Artistico, seguendo le orme di mio padre, che era professore di Storia dell’Arte all’Università di Urbino. La mia passione per la musica è nata, come ho detto, grazie all’indirizzo musicale della mia scuola e al mio primo maestro che mi ha indirizzato verso la chitarra. Dopo il diploma di Conservatorio, ho ottenuto la laurea di secondo livello e ho iniziato la mia carriera di concertista. Sono docente da vent’anni, ho insegnato a Urbino, poi a San Severino e da due anni sono qui al Convitto Leopardi»

Magdalena Fontana a lezione con il grande chitarrista M° Alberto Ponce

Le piace di più fare la concertista o l’insegnante?
«Entrambi i ruoli mi appassionano: insegnare permette di vivere in un altro mondo e di trasmettere emozioni, mentre suonare sul palco è un’esperienza unica, fatta di emozioni forti e di una connessione speciale con il pubblico».

Se non avesse fatto questo mestiere, cosa avrebbe scelto?
«Avrei probabilmente fatto l’insegnante di Arte o Storia dell’Arte, proprio come mio padre. Amo molto disegnare, ho sempre avuto una passione per l’incisione, il disegno animato e la grafica editoriale. Ma insegnare la musica è anche insegnare un’arte, e per me è una grande soddisfazione».

Magdalena Fontana durante un concerto a Urbino

Secondo lei, quali sono i pregi del suo strumento, la chitarra?
«Si può trasportare, può essere sempre con me. Adoro il suo suono, che per me tocca le corde dell’anima, e poi mi piace il fatto che sia uno strumento sociale, adatto per stare insieme agli altri e condividere emozioni e momenti. Mi piace molto anche toccare i vari legni di cui è composta: forse non tutti sanno che la tavola armonica e il manico di una buona chitarra sono in cedro o in abete, donando timbri diversi, più morbidi o più brillanti, mentre le fasce e il fondo sono in palissandro e la tastiera è in ebano. È uno strumento magico».

Quali sono le predisposizioni per essere un buon chitarrista?
«È importante avere dita lunghe e agili, ma soprattutto tanta passione, pazienza e determinazione nello studio. La musica è una disciplina che richiede impegno quotidiano, ma con la passione si trasforma in un piacere».

La chitarrista spiega il funzionamento del suo strumento ai giovani reporter e alle giovani reporter di 1C

Come si prepara prima di un concerto?
«Studio regolarmente ogni giorno ma per un concerto mi dedico a lunghe sessioni di studio, almeno tre o quattro ore al giorno, specialmente nei periodi più tranquilli. È fondamentale la costanza».

Com’era da bambina?
«Da piccola ero calma e riflessiva. Mi piacevano la ginnastica ritmica e la pallavolo, e adoravo stare con gli amici, disegnare e leggere. La scuola mi interessava molto, soprattutto le materie umanistiche come storia, lettere e storia dell’arte».

In duo con la flautista Marta Montanari

Quali sono i suoi sogni per il futuro?
«Vorrei continuare a fare musica e a migliorarmi come persona, come insegnante e come musicista, non smettere mai di imparare e condividere la mia passione con i ragazzi».

Qual è una giornata tipo per lei?
«Trovo sempre un equilibrio tra studio e momenti di relax. Dedico il mattino allo studio dello strumento e il pomeriggio all’insegnamento, cercando di mantenere sempre la giusta energia».

Un piccolo concerto per gli alunni e le alunne al termine dell’intervista, tra Bach e Ayala

Quali consigli darebbe a studenti della nostra  età?
«Studiare è un atto ribelle, perché chi studia si mette da un’altra parte rispetto al mondo che corre  veloce, come diceva Paola Mastrocola. Curate anche cosa lasciate passare attraverso di voi, per dirla con Fedor Dostoevskij, in modo da essere veicoli di amore, gentilezza e bellezza. Vi incoraggio a dedicare tempo e passione ai vostri studi, senza mai perdere la curiosità e la voglia di imparare. Godetevi gli amici, senza farvi assorbire troppo dalla tecnologia».

 

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