di Carlo Torregrossa
Bambine e Bambini sono costantemente sollecitati dalla tecnologia e dalla rapidità dei contenuti. In questo contesto ce chi riesce però a regalare stupore. #operattivamente è un progetto d’avanguardia, per far avvicinare le bambine e i bambini dai 5 agli 11 anni al mondo dell’opera lirica. Per questo motivo rappresenta anche un iniziativa preziosa e originale nel suo genere.
Rendere l’opera accessibile anche alle bambine e ai bambini è possibile. Ci ha pensato Operattivamente, un progetto unico nel suo genere nato nel 2015 dall’Università di Macerata, grazie alla docente di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione Paola Nicolini, assieme al giornalista Carlo Scheggia, la dottoranda, oggi laureata, Sara D’Angelo in e la casa editrice dell’Università di Macerata, Eum.
«Avvicinare i più piccoli all’opera significa anche attrarre nuovo pubblico – spiega Paola Nicolini – Se i bambini vanno a vedere lo spettacolo, anche i loro genitori saranno con loro. Il progetto cerca di portare anche l’opera a quello che era un tempo, un fenomeno di massa, seguito da tutte e tutti. Mentre adesso sembra sia divenuto di élite»
Il progetto è iniziato con la realizzazione di due libri Il Nabucco e il Rigoletto. I volumi sono illustrati per i più piccoli dalle studentesse e dagli studenti dell’Accademia di Belle arti di Macerata. Raccontano la trama, e permettono ai bambini e alle bambine di «far entrare l’opera lirica all’interno della loro quotidianità » si legge all’interno di una nota della collana, all’interno del sito dell’Eum.
Dopo i libri, all’interno dell’ambito del dottorato che ha coinvolto l’ex studentessa Sara D’Angelo, si sono svolti dei laboratori per far scoprire l’opera ai più piccoli, ma come? «Attraverso la narrazione, che è uno degli elementi su cui si basa l’opera, infatti il libretto è molto importante. – Spiega Nicolini – Noi abbiamo puntato sulla storia, perché tutti la possono comprendere mentre per altri elementi costitutivi della lirica, come ad esempio la scenografia e la musica occorre anche avere un certo gradi di competenza.» Attraverso questi laboratori veniva chiesto ai bambini e alle bambine anche di disegnare quello che avevano compreso».

L’opera quindi può essere adatta a bambine e bambini? «Sicuramente l’opera tratta dei temi profondi e anche cupi, – specifica Nicolini – come la morte o il dolore. Noi non evitiamo di trattarli, così come non vengono evitati all’interno delle fiabe. Ad esempio in Cappuccetto Rosso, quando il lupo muore. Questi temi fanno parte della vita, e i bambini e le bambine devono comunque imparare ad affrontarli.»
Dunque si parte semplicemente dalla storia, per far comprendere a pieno l’opera ai più piccoli, «l’opera non è molto differente da una fiaba. Anche al suo interno troviamo Amore, intrighi, giustizia, rivincita. Io stessa – afferma Nicolini – sapevo poco di alcune trame e ne ho capito molto di più lavorando a questo progetto».
Specularmente a questi laboratori sono usciti anche degli altri volumi oltre ai precedenti Nabucco e Rigoletto, citati precedentemente. Questi ultimi progetti hanno la peculiarità di essere stati illustrati dalle bambine e dai bambini di diverse scuole: Ad esempio le illustrazioni di Elisr d’amore sono state realizzate dagli Istituti comprensivi di Colmurano, Urbisaglia, e Loro Piceno, assieme alla scuola E.Mestica di Macerata e la scuola dell’infanzia Ancelle del Sacro Cuore di Montelupone, per Madama Butterfly le illustrazioni sono state realizzate da l’Istituto Comprensivo di Colmurano, Urbisaglia e Pietro Santini di Loro Piceno. Per le Illustrazioni del Barbiere di Siviglia hanno partecipato le bambine e i bambini della classe V della scuola Montessori di Milano «Ci hanno contattato loro – spiega Paola Nicolini – appoggiando il progetto dopo che in classe avevano letto alcuni dei libri che sono accessibili a tutte e tutti all’interno del sito della Casa Editrice dell’Università

I laboratori sono finiti, ma i prossimi progetti vedranno ancora Paola Nicolini e Carlo Scheggia, coadiuvati dalla Eum per pubblicare nuovi libri, illustrando nuove storie di opere. «L’idea è quella di lavorare con le bambine e i bambini delle scuole, come abbiamo fatto fino ad oggi – afferma Nicolini e allo stesso tempo però collaborare anche con le ragazze e i ragazzi di Illustrazione dell’Accademia, per una collaborazione a 360 gradi. Fino a quando ci saranno opere, proseguiremmo con il progetto. Purtroppo però anche se sono molte le opere non sono infinite.»



