Sfruttano “un’idea riciclata” per promuovere il Centro del riuso

Lasciare libri in giro per Macerata, come si fa da anni col bookcrossing, col duplice obiettivo di favorire la lettura e far conoscere il lavoro e le opportunità che offre il centro

Il personale del Centro del riuso

di Carlo Torregrossa

«Da un’idea riciclata» nasce Libri in giro, iniziativa nata del centro del riuso di Macerata per cui vengono lasciati libri a disposizione di chiunque li voglia, al loro interno c’è il “biglietto da visita” del Centro del riuso. «L’idea era promuovere e far conoscere a più persone il Centro del riuso – spiega Michele Massetani, operatore del centro del riuso – Abbiamo pensato di utilizzare i libri perché io sono un grande appassionato di lettura». Così il progetto ha la duplice funzione di pubblicità per il Centro del riuso, ma anche di promozione letteraria.

Michele, come nasce questo progetto?

«Io sono operatore del centro del riuso con le cooperative che hanno vinto il bando, Risorse coperative Ets e Meridiana, nel nostro lavoro è richiesta anche di curare una piccola parte di promozione social. Quest’estate, assieme alle mie colleghe e ai miei colleghi, volevamo sperimentare qualche cosa di nuovo per creare dei post, perciò abbiamo deciso di mettere dei libri in giro, che contenessero al loro interno anche un piccolo foglietto con dentro le informazioni sugli orari di apertura del centro del riuso. Ci siamo ispirati alla vecchia pratica del bookcrossing, così da avere la duplice funzione: incentivare a conoscere il nostro centro, promuovere la lettura. In questo modo riusciamo anche ad intercettare persone più giovani, che magari non conoscono il nostro lavoro».

Che cos’è il bookcrossing?

«Una pratica nata dieci, quindici anni fa, che incentivava le persone a lasciare dei libri in posti pubblici, con l’idea di diffondere la cultura della lettura. Quindi possiamo dire che la nostra è un’idea riciclata».

Libri in giro

Quando è iniziato il progetto di libri in giro?
«Il progetto è nato poco prima di Ferragosto, in queste settimane abbiamo lasciato già circa una quindicina di libri in giro per le varie zone di Macerata.»

E continuerà?
«Visto il grande apprezzamento che abbiamo ricevuto, porteremo avanti l’iniziativa fino a San Giuliano, poi ci dedicheremo ad altre attività. Una di queste potrebbe essere chiedere proprio alle persone che vengono da noi di prendere un libro e lasciarlo in giro per la città».

Dunque, riguardo quest’iniziativa il riscontro del pubblico è stato positivo?
«Si, molto positivo, ciò che riguarda i libri è sempre positivo. La gente è contenta che i libri non vengano buttati e siano riutilizzati, questo perché il libro è sempre un oggetto molto personale che scatena sensazioni molto belle.»

Libri in giro

Ma perché proprio i libri?
«Sicuramente perché io e gli altri operatori del Centro siamo molto appassionati di lettura, ma anche perché il libro è una cosa universale. Quando lasciamo questi libri in giro, dopo poco sono già stati presi dalle persone.»

Vi occupate voi personalmente di mettere i libri in giro?
«Si, ci occupiamo personalmente noi operatori di scegliere i luoghi e portarci i libri Solitamente prediligiamo il territorio di Macerata, cercando magari anche luoghi particolari come la Mattonata a Fonte Maggiore, che è una strada molto particolare che molti non conoscono. Ma ci sono anche parecchi luoghi iconici in cui lasciamo i libri: Sferisterio, Borgo Ficana, il centro e tantissimi altri.»

Visto che parliamo di libri, quali sono le tre opere che consiglierebbe alle nostre lettrici e ai nostri lettori?
«Sicuramente consiglierei Moby Dick di di Herman Melville, un opera per me fondamentale, Guerra e Pace di Lev Tolstoj e Il profumo di Patrick Süskind».

Secondo lei, oggi si legge meno rispetto a prima?
«Oggi secondo me è diversa la fruizione. I ragazzi e le ragazze seguono moltissimi i podcast, che non è una lettura, ma si avvicina molto alla forma dell’audiolibro. Ce uno svecchiamento della lettura. L’essere umano comunque da quando ha scoperto i libri li utilizza moltissimo, ci possono essere delle flessioni, la lettura si può fare attraverso il formato cartaceo, piuttosto che tramite e-book o audio libro, ma comunque si legge sempre. La lettura è sempre uno dei passatemi preferito dalle persone.»

Ma visto che abbiamo parlato tanto anche di Centro del riuso, può spiegarci che cos’è?
«Il centro del riuso è un idea nata nel Nord Europa, in paesi come Svezia, Norvegia e anche Inghilterra. In Italia questo concetto è partito dalla Toscana, per poi svilupparsi in gran parte della penisola. Sono luoghi in cui le persone possono lasciare oggetti di cui non hanno più bisogno o che non possono più tenere. L’esempio classico è, qualcuno che deve svuotare la propria cantina o, cambiare appartamento. Anziché buttare questo oggetti, si possono lasciare all’interno di un centro del riuso. Questi luoghi sono tutti basati sulla gratuità dei beni o se si paga un prezzo questo è puramente simbolico (Parliamo di uno due euro)
In Italia si sta lavorando molto su questi centri, soprattutto ad oggi un progetto regionale punta a fa mettere in rete i vari centri del riuso, cercando di farne aprire molti di più, per rendere la percentuale dei rifiuti sempre più bassa.
Il centro del riuso opera esclusivamente sul territorio e con i residenti di quest’ultimo. Molte persone che vengono da fuori lamentano la mancanza nella loro città di un luogo del genere.
Il nostro centro del riuso si trova in via Fontescodella ed è una struttura del Cosmari e del Comune di Macerata, gestita dalle cooperative Ets e Meridiana, che hanno vinto il bando.»

Quali sono i centri del riuso presenti vicino a noi?
«Ne abbiamo diversi, oltre quello di Macerata, abbiamo quello di Civitanova, che serve anche Montecosaro, Montecassiano, che serve anche Recanati e Treia, Santa Maria Apparente, Castelfidardo e stanno pensando di aprirne sempre degli altri.»

Oltre ai libri avete anche altri progetti?
«Certamente, curiamo vari progetti uno di questi è quello del Trashware, che consiste nel prendere vecchi Pc obsoleti e poco funzionanti, sostituire il loro sistema operativo con uno open source più leggero, come ad esempio Linux, dopo di che li diamo alle Associazioni che ne hanno bisogno. Abbiamo iniziato questo progetto perché abbiamo un luogo fisico dove raccogliere questi computer, è un iniziativa partita lentamente ma che sta dando i suoi frutti. Le persone hanno capito che la stessa macchina, poco funzionante, con un sistema operativo più leggero riesce ad essere utilizzato senza problemi.»

Libri in giro

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