
di Alessandra Pierini
Allontanato dal gruppo dei compagni e derubato di soldi e scarpe firmate al terminal dei bus di Macerata. È la disavventura capitata ad un ragazzo della provincia di Macerata (di cui non daremo altre informazioni per tutelarlo, come minore e come vittima, come previsto dal codice deontologico dei giornalisti e delle giornaliste).
Il brutto episodio è avvenuto martedì e la famiglia ha presentato una regolare denuncia ai carabinieri. Fin qui la cronaca del furto che sarebbe stato messo in atto da ragazzi molto giovani e avvenuto purtroppo realmente e nella vita reale.
Il grave fatto si è poi trasferito su Whatsapp e nel mondo digitale con una eco notevole e incontrollabile.
La mamma del ragazzo, incoraggiata dalla scuola, ha inviato un vocale Whatsapp per mettere in guardia genitori, ragazzi e ragazze: «Fatelo sapere ai vostri figli, ditegli di non state da soli, non girare in posti bui. Isoliamo questi bulli, è la seconda denuncia. Ditelo ai ragazzi» dice la mamma nel suo accorato appello in cui si spinge anche ad identificare dei potenziali colpevoli indicandone età, scuola e provenienza (che poi ha rettificato nelle ultime ore con un ulteriore messaggio diffuso attraverso gli stessi canali).
Il messaggio, chiaramente registrato anche in preda ad emozioni forti e contrastanti, prende le vie più disparate: chat di classi, di gruppi sportivi, singole e, inoltro dopo inoltro, diventa virale con migliaia di condivisioni e naturalmente con migliaia di discussioni, pareri.
È così che si salta a piè pari ogni presunzione di innocenza e vengono inoltrati anche messaggi in cui altri genitori arrivano a puntare il dito verso persone precise.
Nel giro di poche ore, una intera comunità ha bypassato tutte le agenzie: dalle forze dell’ordine preposte alla sicurezza e alle indagini, ai mezzi di informazione formati ed esperti nel diffondere notizie così delicate con tutte le precauzioni richieste e necessarie, fino agli organi di giustizia tanto che in vocali ulteriormente inoltrati si fa anche allusione ad un ragazzo in particolare (con tanto di età e parentele).
Per di più questi vocali sono finiti anche nei gruppi e nelle chat di ragazzi e ragazze maceratesi che hanno certo tutto il diritto di conoscere la verità dei fatti, di pretendere sicurezza e di tutelarsi con maggiore attenzione. Ma hanno anche il diritto di essere informati nel modo giusto e che siano gli organi preposti a proteggerli e sostenerli nel mondo reale e in quello digitale.



A questo punto dobbiamo aspettarci indagini approfondite da parte delle forze dell’ordine, piuttosto semplici a mio parere, accertando le responsabilità e comminando le giuste pene