“Sulle ali di Leopardi”, Kristian Galli vince il concorso di poesia

L'alunno del Convitto Nazionale Leopardi di Macerata, ha conquistato il primo posto con la poesia “Le mie tenebre”. Menzione d'onore per la collega Anita Recchi

Kristian Galli e Anita Recchi con il Dirigente del Liceo Classico Simone Cartuccia
Kristian Galli e Anita Recchi con il dirigente del liceo classico Simone Cartuccia

Concorso di poesia “Sulle ali di Leopardi”, primo classificato Kristian Galli del Convitto Leopardi di Macerata. Menzione d’onore per la collega, studentessa della stessa scuola, Anita Recchi.

Giovani voci diventano poesia

«La poesia – scrive il Convitto Leopardi in una nota – nasce là dove le parole finiscono e inizia la musica, come suggeriva Heinrich Heine. Nasce dal silenzio, dalle emozioni più forti, dalle domande senza risposta. È proprio da questo spazio fragile e autentico, profondamente umano, che sono scaturiti i versi premiati al concorso provinciale di poesia “Sulle ali di Leopardi”, promosso dal Liceo Classico “Giacomo Leopardi” di Macerata e rivolto a tutti gli studenti di classe terza delle scuole secondarie del maceratese, capace di portare alla luce voci giovani ma già sorprendentemente profonde e mature. Voci capaci di scendere nelle zone d’ombra dell’animo umano e di risalire trasformando il dolore in parola, la fragilità in arte. Una dimostrazione del fatto che la poesia, quando è autentica, non ha età».

“Le mie tenebre” , la verità emotiva di Kristian Galli

Tra queste, si è imposta con forza quella di Kristian Galli, alunno del Convitto Nazionale Leopardi di Macerata, vincitore del primo premio, pari a 100 euro, grazie alla poesia “Le mie tenebre”. Un testo intenso che attraversa le notti dell’animo, restituendo al lettore immagini cariche di verità emotiva, ricomposti in una architettura che ricorda quella di un sonetto libero che si specchia sul suo opposto.

Anita Recchi racconta i limiti

Accanto a lui, Anita Recchi, studentessa dello stesso istituto, ha conquistato la menzione d’onore con “Non è l’inizio è la fine”, una poesia che colpisce per la maturità dello sguardo e per la capacità di raccontare il limite, il passaggio, la consapevolezza.

Una cerimonia per giovani poeti e poetesse

Le motivazioni del premio, lette da Piero Alberto Tulli, fratello del noto pittore astrattista Wladimiro, presidente dell’Associazione Amici del Classico, sono state al centro della cerimonia di premiazione di sabato 13 dicembre, durante la quale è stata messa in luce la straordinaria attitudine dei ragazzi e delle ragazze a sondare se stessi, a dare forma poetica alle proprie insicurezze, ricomponendo contrasti interiori in un linguaggio che diventa bellezza e condivisione. Non semplici esercizi scolastici, ma vere e proprie confessioni liriche, capaci di parlare a tutti.

Alla cerimonia era presente anche il dirigente scolastico del Liceo classico “Giacomo Leopardi”, Simone Cartuccia, membro della commissione giudicante, che ha accompagnato questo momento di valorizzazione del talento giovanile con attenzione e partecipazione.

L’importanza di saper ascoltare

A esprimere la soddisfazione dell’istituto è stata anche la rettrice e dirigente scolastica del Convitto Nazionale Alessandra Gattari, che ha sottolineato il valore educativo del riconoscimento:
«Questo risultato – ha dichiarato – non premia soltanto il talento dei nostri studenti, ma conferma l’importanza di una scuola che sa ascoltare, accompagnando ragazzi e ragazze nella scoperta di sé e offrendo loro strumenti per trasformare le emozioni più profonde in occasioni di crescita. La poesia è un potente mezzo di espressione e formazione, capace di dare voce a ciò che spesso resta inesprimibile».
In queste poesie c’è già molto di ciò che la letteratura insegna: il coraggio di guardarsi dentro e la capacità di trasformare il dolore in arte e voce.
Congratulazioni ai giovani poeti da tutta la comunità educante del Convitto Leopardi.

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