
Un brutto incidente si è trasformato in una storia a lieto fine di grande impegno e collaborazione tra staff medici dell’Ospedale di Torrette di Ancona.
Un ragazzo di 14 anni, residente nel Maceratese, è rimasto gravemente ferito la sera del 5 gennaio mentre stava maneggiando un ordigno d’artificio che è esploso all’improvviso. L’esplosione lo ha colpito al volto, al collo, al tronco e alle braccia, provocando ferite profonde e ustioni.
Il giorno dell’Epifania il ragazzo è stato trasferito con urgenza all’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, dove è stato subito operato grazie al lavoro di un’équipe multidisciplinare, cioè un gruppo di specialisti e specialiste di diverse discipline che hanno lavorato insieme.
Un intervento lungo e molto delicato
L’operazione ha coinvolto la Clinica di Chirurgia plastica e ricostruttiva e l’Unità di Chirurgia ricostruttiva e Chirurgia della mano. Medici, mediche, infermieri e infermiere hanno lavorato per molte ore per ricostruire i danni causati dall’esplosione.
I chirurghi e le chirurghе si sono occupati in particolare delle ferite al volto e al collo, danneggiati sia dall’esplosione sia dal calore sprigionato. Con strumenti molto avanzati e sistemi di ingrandimento, sono riusciti a intervenire su muscoli, nervi e vasi sanguigni, rimuovendo anche piccoli frammenti rimasti nei tessuti.
Molto complesso anche l’intervento alle mani e agli avambracci: alcune ossa erano state gravemente danneggiate e sono state ricostruite con grande precisione, permettendo il recupero delle funzioni principali.

Ora la ripresa
Dopo l’intervento, il ragazzo è rimasto ricoverato a Torrette per il decorso post-operatorio. Le sue condizioni sono in miglioramento e, secondo i medici, potrebbe essere dimesso già nei prossimi giorni. Con il tempo e la riabilitazione, potrà tornare a usare le mani e recuperare le funzioni compromesse dall’incidente.
In sala hanno operato il professor Alessandro Scalise, i medici Alberto Pau, Xhoni Gorreja e Rebecca Mariani della Clinica di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, Francesco Di Francesco e Pasquale Gravina in servizio nell’Unità operativa complessa di Chirurgia ricostruttiva e Chirurgia della mano, diretta dal professor Michele Riccio, coadiuvati da Caterina Spurio Venarucci della divisione di Anestesia e Rianimazione dei Trapianti e Chirurgia Maggiore diretta dalla dottoressa Elisabetta Cerutti.
Un messaggio importante
Questa storia ci ricorda quanto sia pericoloso maneggiare fuochi d’artificio, soprattutto senza l’aiuto e il controllo di adulti. Anche quelli che sembrano piccoli o “innocui” possono causare ferite molto gravi.
Grazie al lavoro di tante persone e alla presenza di un centro ospedaliero d’eccellenza, questa vicenda ha avuto un esito positivo. Ma la prevenzione resta la prima forma di protezione: divertirsi sì, ma sempre in sicurezza.


