
di Alessandra Pierini
Tanto tempo fa, precisamente sono passati 800 anni, in un’epoca di cavalieri e castelli, ad Assisi viveva un giovane di nome Francesco, figlio di un ricco mercante. Amava le feste e stare con gli amici, ma dentro di sé sentiva che quella vita non lo rendeva davvero felice.
San Francesco e la coraggiosa decisione
Una notte, poco prima di partire per la guerra, fece un sogno speciale: una voce lo invitava a seguire la Verità e a ricostruire la Chiesa di Cristo. Francesco capì che la sua strada era un’altra. Così prese una decisione coraggiosa: rinunciò a tutte le sue ricchezze e scelse di vivere nella povertà.
Iniziò a camminare per strade e villaggi, compresi quelli marchigiani, aiutando i più deboli e parlando della bellezza della natura e dell’amore di Dio. Amava profondamente ogni creatura, uomini, animali e piante, e per questo la tradizione racconta che parlasse agli uccelli e riuscisse a rendere buono perfino un lupo.
Molte persone furono colpite dal suo esempio e decisero di seguirlo. Tra loro Chiara, una giovane di famiglia nobile. Anche se all’inizio la Chiesa guardò con sospetto questo movimento, il Papa Innocenzo III ne riconobbe il valore. Nel 1210 nacque così l’Ordine francescano. Francesco fu proclamato santo nel 1228. Tra l’altro è stato anche inventore del presepe.

Il cammino francescano: 166 chilometri riscoperti
La figura di San Francesco è molto legata alle Marche attraverso i 166 chilometri che ripercorrono il cammino che ha seguito nel 1215 durante le sue predicazioni nella zona meridionale della regione.
C’è un gruppo di maceratesi che si fa chiamare “Arte nomade”, capitanati da Maurizio Serafini e Luciano Monceri, musicisti con una grande passione per i cammini, che ormai da diversi anni ha riscoperto il Cammino di Francesco nella Marca. Vuol dire che sono andati nei luoghi di San Francesco e hanno riaperto passaggi dimenticati e ormai chiusi dai rovi e dalla vegetazione, rendendoli agevolmente percorribili.
La pace che si costruisce in comunità
Ti piacerebbe visitarli e camminare in questi luoghi che, a prescindere dal credo religioso di ognuno e di ognuna, ispirano valori altissimi, amore per la natura e l’ambiente e sono un piacere per lo spirito?
Puoi farlo con l’edizione speciale del Cammino Francescano della Marca, in programma dal 30 maggio al 6 giugno, da Ascoli Piceno ad Assisi.
L’iniziativa vuole essere qualcosa di più di un pellegrinaggio: un’esperienza comunitaria, culturale e spirituale, capace di unire persone, territori e storie.
Come ricorda Maurizio Serafini, promotore dell’esperienza, «la pace si costruisce in comunità». È proprio questo il cuore del progetto: un cammino condiviso, vissuto con gioia e frugalità, in cui il passo lento diventa occasione di incontro, conoscenza e riflessione. In un anno in cui tutti parleranno di San Francesco, anche chi ne è lontano nello stile di vita e nelle scelte quotidiane, il Cammino Francescano della Marca invita a riscoprirne l’essenza attraverso l’esperienza diretta.

Tra i luoghi di San Francesco e quelli del sisma del 2016
Il percorso unisce simbolicamente il sepolcro di Sant’Emidio ad Ascoli Piceno con la tomba di San Francesco nella Basilica di Assisi, attraversando luoghi di grande valore storico, artistico e naturalistico. Le otto tappe previste conducono i camminatori da Ascoli Piceno a Venarotta, Comunanza, Sarnano, Montalto di Cessapalombo, Pievebovigliana, Serravalle di Chienti, Pale e infine Assisi.
Un viaggio che tocca quattro parchi naturali – dal Monte Subasio al Parco Nazionale dei Sibillini – e che attraversa territori segnati dal sisma del 2016, nel decennale di quell’evento che ha profondamente trasformato comunità e paesaggi.
Elemento distintivo di questa edizione è il Festival in Cammino, il primo festival culturale itinerante sul Cammino Francescano della Marca. Ogni tappa sarà accompagnata da momenti di musica, letture, teatro, conferenze e suggestioni creative dedicate alla figura di San Francesco e al francescanesimo, spesso ospitati nei bivacchi o a fine giornata.
Un modo per intrecciare il cammino del corpo con quello del pensiero e dello spirito, coinvolgendo anche le amministrazioni dei comuni attraversati, che sosterranno l’iniziativa con servizi e accoglienza.

Camminare insieme, un gesto semplice ma potente
Sono previste due modalità di partecipazione: una opzione “francescana”, che richiama lo stile essenziale del Santo, con pernottamenti in tenda o bivacco in spazi messi a disposizione dai Comuni, e una opzione “comfort”, con alloggi in strutture di accoglienza. In entrambi i casi, il cammino potrà essere percorso per intero o anche solo per singole tappe, mantenendo al centro l’idea di condivisione e comunità.
In un tempo segnato da conflitti, crisi ambientali e individualismo, il Cammino Francescano della Marca si propone come un gesto semplice ma potente: rimettere i piedi sulla terra, ascoltare i luoghi, camminare insieme. Un modo concreto per rendere viva, oggi, l’eredità di San Francesco.
Per partecipare o ricevere informazioni è possibile contattare Cristina Menghini, guida ambientale escursionistica de L’Italia nello zaino, al numero 347 9924830 oppure scrivere a camminofrancescano@gmail.com
Perché, come ricorda lo spirito francescano, la pace non si proclama: si costruisce, passo dopo passo, in comunità.


