La modernità del femminicidio di Carmen a passo di danza

4 min
Carmen

Il balletto di Milano ha conquistato il pubblico del teatro Vaccaj con un connubio perfetto tra danza classica, musica, brani lirici e un pizzico di contemporaneità

Spargi la voce:

Ballerine e ballerini di Carmen con la redazione di Voci dal teatro
Ballerine e ballerini di Carmen con la redazione di Voci dal teatro

Ormai da diversi anni l’IIS Filelfo di Tolentino in collaborazione con Compagnia della Rancia e Cronache Junior porta avanti il progetto “Voci dal teatro”, volto alla sensibilizzazione del linguaggio teatrale da un lato e alla valorizzazione delle eccellenze dall’altro. In particolare una redazione scelta, composta da sei studentesse del liceo classico e scientifico, partecipa agli spettacoli della stagione del Teatro Vaccaj di Tolentino in posti riservati, e scrive una breve recensione, arricchita spesso da interviste agli attori e alle attrici. Il progetto vede coinvolte Alessia Reggio 5A scientifico, Anita Parrini 5A scientifico, Virginia Bagalini 5A scientifico, Emma Pucciarelli 4B classico, Emma Migliorelli 4B classico, Sofia Baldassini 4B classico sotto la guida e la supervisione delle docenti referenti del progetto, Cristina Lembo e Sandra Cola.

***

di Alessia Reggio

Il balletto di Milano ha portato al Teatro Vaccaj di Tolentino il 15 gennaio un adattamento di una delle più celebri opere di George Bizet, fedele anche alla novella di Prosper Mérimée, “Carmen”.

Carmen

Lo spettacolo, diviso in due atti, risulta essere un connubio perfetto tra balletto classico, musica, brani lirici e un pizzico di contemporaneità, che ballerini e coreografi hanno saputo perfettamente unire a un’emozionante e coinvolgente interpretazione di una delle opere più rappresentate e amate di sempre.

La tragica storia di Carmen

La storia ruota intorno al personaggio di Carmen, una seducente e bellissima gitana, simbolo di femminilità e passione, accompagnata in tutte le scene dall’instancabile presenza del Destino, inquietante ed enigmatica figura con la quale Carmen dovrà confrontarsi più volte durante la narrazione e che le svelerà il suo tragico destino. La scena si apre, quindi, con i due protagonisti e Don Josè, un soldato che si invaghisce della ragazza e che sarà la causa della sua morte.

Il balletto, suddiviso in quattro quadri, inizia dal racconto dell’amore di Don José per Carmen e il suo tentativo di sedurla, dopo aver abbandonato l’esercito e la sua futura sposa per lei, grazie a coreografie appassionate e coinvolgenti come Habanera; prosegue poi con la storia d’amore dei due giovani, la loro gelosia, la loro vita insieme e la loro successiva separazione, con il loro addio finale e la morte di Carmen.

Grazie alle coreografie originali di Agnese Omodei Salé e Federico Veratti, questa impetuosa storia di amore e seduzione viene narrata al pubblico con variazioni, pas de deux e vivaci danze insieme ai soldati e alle sigaraie.

Il ruolo del Destino

Fondamentale aspetto e punto di forza di questa produzione, che ha sicuramente contribuito a catturare l’attenzione degli spettatori, è stato l’importante ruolo del Destino: un tema così profondo e oscuro, un personaggio pieno di insidie e misteri, che rivela la sorte di Carmen attraverso le carte e che la conduce a una morte certa, accompagnandola in questo suo tragico percorso senza speranza, caratterizzato da musiche minacciose e oscure.

Come definito da Carlo Pesta, direttore artistico della compagnia: «Il destino è un provocatore che tesse la rete di tutto lo spettacolo e della vita di Carmen».

L’attualità di Carmen nelle scarpette rosse

Il balletto di Milano, però, non si è limitato a riadattare e rendere contemporanea una celeberrima opera lirica, grazie a una studiata ricerca dei movimenti e a passi di danza classica trasposti in un’atmosfera più moderna, ha voluto dar spazio all’attualità anche in un contesto che agli occhi del pubblico sembrava del tutto classicheggiante e lontano da noi.

Simbolo e messaggio fondamentale lanciato dai personaggi e da tutta la compagnia è stato quello delle scarpette rosse, simbolo della violenza sulle donne e del femminicidio, mostrate dopo l’assassinio di Carmen per mano di Don José.

Questo gesto è volto a sottolineare l’attualità dell’opera e a portare sul palco il segno di un progetto più grande: una metafora di una società degradata e maschilista, che ancora si fonda sulla violenza, sulla superiorità e sulla forza degli uomini, una società nella quale le donne possono solo stare a guardare e subire le conseguenze dell’ira dei propri uomini, senza potersi opporre al proprio destino.

Parallelamente a ciò, le scarpette trasmettono un messaggio di speranza e di rinascita, un augurio a tutte le donne che, come Carmen, sono state vittime e succubi di un fato malvagio.


Spargi la voce:
Avatar Alessandra Pierini

Commenti

Lascia un commento