Il coraggio di raccontare i propri sogni, Enrico Galiano lo insegna all’Ipsia “Corridoni”

Oltre 700 studenti dell'istituto di Macerata e Corridonia hanno partecipato all'incontro con il professore e scrittore che ha incoraggiato al dialogo

Enrico Galiano all'Ipsia
Enrico Galiano all’Ipsia

Tra il mondo degli adulti e quello dei ragazzi la parola chiave è vicinanza ponte per una comprensione autentica. Con questa riflessione, venerdì, il dirigente scolastico Gianni Matricola ha aperto l’incontro con il professore e scrittore Enrico Galiano, davanti a una platea di oltre 700 studenti.

Alzi la mano chi ha un sogno

Un incontro intenso, autentico, capace di parlare ai giovani senza filtri né retorica. Galiano rompe subito il ghiaccio con una domanda semplice ma potentissima: «Alzi la mano chi di voi ha un sogno e ha il coraggio di venire sul palco a raccontarlo».

All’inizio qualche esitazione, poi uno dopo l’altro, decine di ragazzi e ragazze alzano la mano. E soprattutto non si tirano indietro quando c’è da salire sul palco e parlare.
C’è Francesco, che sogna di scrivere poesie; Samira, che vuole cantare; Lucas, con la sua passione per la musica; Ibra, che desidera diventare parrucchiere; Emma, che sogna un futuro da estetista. Storie diverse, ma unite dal coraggio di esporsi e di credere in ciò che si ama.

Proprio dalle parole di uno studente, Enrico Galiano trae l’augurio più forte rivolto ai ragazzi e alle ragazze: «Trovate qualcosa che vi faccia svegliare la mattina felici. Non sarà facile, ma quando lo troverete capirete che non avete sprecato nemmeno un minuto della vostra vita».

Enrico Galiano all'Ipsia

Adolescenza l’età delle domande

La riflessione si allarga poi ai sogni degli studenti più giovani: «Quando vado alle scuole medie e faccio questa domanda, tutti alzano la mano. Perché alle scuole superiori vedo sempre pochissime mani alzate?»

La risposta è nell’adolescenza, nell’età in cui aumentano le domande, i dubbi, la paura del giudizio. I ragazzi e le ragazze, crescendo, sentono sempre più forte la pressione del gruppo e spesso scelgono di rimanere nell’ombra per non esporsi.

«Solo da adulti – osserva Galiano – si scopre quanto poco conti davvero il giudizio degli altri. Ed è solo allora che si diventa liberi».

Un buco da riempire

Parole che toccano corde profonde, tanto che gli occhi di alcuni studenti si fanno lucidi quando lo scrittore aggiunge: «Il buco che sentite dentro di voi può diventare una voragine e un giorno potreste provare a riempirlo con le cose sbagliate. Parlatene. Condividetelo. Accanto a voi ci sono persone pronte ad ascoltarvi e ad aiutarvi a richiudere quel buco».

Un messaggio che va oltre la scuola e che richiama al ruolo educativo di ogni adulto. Perché, come ricorda Galiano, ogni docente dovrebbe tenere a mente, ogni volta che entra in classe, che «è molto più importante insegnare a rialzarsi che a non cadere mai; insegnare a essere veri invece che perfetti».

«Un particolare ringraziamento – scrive la scuola in una nota – va all’associazione Help, per l’impegno e la sensibilità dimostrati nell’organizzazione dell’incontro; a don Fabio, Parroco di Corridonia per l’ospitalità e la disponibilità dei locali del Centro Pastorale San Giuseppe; e, infine, alla dirigente scolastica Daniela Smorlesi dell’Istituto Comprensivo Manzoni-Lanzi, per la sua gradita presenza. Un incontro che ha lasciato il segno, ricordando a tutti, quanto sia fondamentale continuare a credere nei sogni e avere il coraggio di raccontarli».

 

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