
In occasione del Giorno della Memoria, le classi quinte dell’Istituto tecnico economico “Gentili” di Macerata hanno visitato la Casa della Memoria di Servigliano, un luogo speciale che racconta una delle pagine più difficili della storia del Novecento.
Durante la visita, studenti e studentesse hanno scoperto che a Servigliano, durante la guerra, c’era un campo di prigionia, dove tante persone furono private della libertà e dei diritti fondamentali. Camminare tra quegli spazi è stato come fare un viaggio nel passato, per capire cosa succede quando il rispetto e l’umanità vengono cancellati.
Il silenzio che fa riflettere
Servigliano è un luogo che parla piano, senza gridare. Lo fa attraverso il silenzio, i muri, le stanze vuote. Un silenzio che invita a riflettere e a fare domande. Ed è proprio quello che hanno fatto i ragazzi e le ragazze: hanno ascoltato le spiegazioni, osservato con attenzione e riflettuto insieme.

Questa esperienza fa parte del percorso di Educazione civica e di Prevenzione al bullismo. Gli studenti hanno capito che la storia non è lontana da noi: il bullismo, infatti, nasce spesso dalla stessa idea sbagliata che ha portato alle grandi ingiustizie del passato, cioè non riconoscere l’altro come persona, approfittare di chi è più debole e restare in silenzio davanti alla violenza.
«La visita è stata un vero esercizio di cittadinanza attiva – ha spiegato la dirigente scolastica Alessandra Gattari -. Ricordare significa anche pensare al presente. Capire i valori della Costituzione vuol dire difendere la dignità di ogni persona».

La violenza non è mai inevitabile
Le storie dei prigionieri, le difficoltà, la paura, ma anche i piccoli gesti di solidarietà, hanno colpito molto i ragazzi e le ragazze. Hanno mostrato che la violenza non è mai inevitabile e che ogni scelta, anche piccola, può fare la differenza.
Tornando a casa, gli studenti non hanno portato con sé solo informazioni storiche, ma soprattutto una consapevolezza importante: la memoria non è solo un giorno sul calendario, ma un impegno quotidiano contro l’odio, l’esclusione e ogni forma di prepotenza.
Ed è questo il messaggio più importante che luoghi come Servigliano continuano a trasmettere alle nuove generazioni.




