A tu per tu con Nicoletta Verna: «La guerra non ha mai un lieto fine»

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L'incontro con Daniela Verna al Filelfo

Gli studenti dell’Iis F.Filelfo di Tolentino hanno dialogato lunedì con l’autrice del romanzo I giorni di Vetro nell’ambito del progetto “Lo struzzo a scuola”

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L'incontro con Nicoletta Verna al Filelfo
L’incontro con Nicoletta Verna al Filelfo

di Virginia Bagalini*

Gli studenti dell’Iis F.Filelfo di Tolentino hanno avuto modo di dialogare lunedì con Nicoletta Verna, autrice del romanzo I giorni di Vetro nell’ambito del progetto “Lo struzzo a scuola”.

Le alunne e gli alunni hanno avuto l’opportunità di chiarire non solo i temi sottesi al libro, ma anche di entrare in profondità nel lavoro dello scrittore, esplorando il processo creativo dietro la stesura di una storia tanto profonda.

La scrittrice si è resa disponibile a rispondere a tutte le curiosità e i punti interrogativi lasciati aperti dalla lettura di una storia tanto complessa quanto intrigante e, allo stesso tempo, ad autografare i romanzi, dedicando con sincero affetto a ciascuno un pensiero differente.

Redenta, Iris e il segno del Fascismo

Dal confronto è emerso quanto la vicenda di Redenta intrecciata con quella di Iris, protagoniste del romanzo ambientato in un periodo storico fragile e violento come quello del Fascismo, abbia lasciato un segno profondo nelle ragazze e nei ragazzi che hanno letto il romanzo. Una delle domande del dibattito, infatti, ha riguardato la motivazione per cui la scrittrice abbia inserito scene tanto forti nel suo libro.

Nicoletta Verna
Nicoletta Verna

L’autrice ha chiarito come la cruda violenza che ha scelto di raccontare, che può rendere difficile la lettura, fosse necessaria per esprimere il contesto di un periodo storico in cui violenze ancora più forti erano all’ordine del giorno.

Ha, inoltre, sottolineato come la compassione verso le protagoniste, che nasce proprio dalla ingiustificata cattiveria nei loro confronti, sia necessaria per sviluppare nel lettore un senso di affetto e vicinanza che permetta di immergersi più profondamente all’interno della vita dei personaggi.

Un romanzo intimo e collettivo

Le ambientazioni reali, i personaggi che prendono spunto da persone realmente esistite, spesso parte della vita della scrittrice stessa e della sua famiglia, rendono il romanzo intimo e collettivo allo stesso tempo, danno la sensazione di vivere una storia di fantasia eppure reale e di condividere con la scrittrice e con i protagonisti della vicenda un’avventura comune.

Nicoletta Verna con le insegnanti del Filelfo
Verna con le insegnanti del Filelfo

Si prova rabbia verso i personaggi negativi, dolore di fronte a ogni morte, disgusto nelle scene di spietata violenza. Si spera in un lieto fine durante tutta la lettura, ma non arriva mai il finale da favola che si vorrebbe, perché la storia del Fascismo e di chi l’ha vissuto veramente non è mai finita bene, come ha tenuto a sottolineare la scrittrice.

Con la guerra perdono tutti

Tutti hanno perso perché la guerra non porta mai alla vittoria, anche quando non si è le vittime ufficiali, anche quando si è il vincitore, anche quando si sopravvive, alla fine dentro si muore sempre un po’.

Nicoletta Verna

Verna ha ribadito questo per giustificare il finale del suo romanzo, evidenziando come solo con lo studio e con la cultura si possa vincere la guerra contro l’ignoranza, l’unica che vede vincitori.
«Il diavolo scrive nero su bianco, siate diavoli, studiate e vincete l’ignorante». Queste sono state le parole conclusive di Nicoletta Verna che ringraziamo per questa opportunità e alla quale facciamo i complimenti per il suo bellissimo romanzo.

*Virginia Bagalini, studentessa della 5A scientifico del Filelfo di Tolentino. È una delle componenti della redazione di Voci dal Teatro, progetto che vede da anni la collaborazione della scuola e di Cronache Junior.


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Avatar Alessandra Pierini

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