
La memoria della Shoah passa anche dalle aule scolastiche e dall’impegno di ragazzi e ragazze che scelgono di ricordare, studiare e raccontare. È quanto emerso in occasione del concorso nazionale del Ministero dell’Istruzione e del Merito “I giovani ricordano la Shoah”, promosso in collaborazione con la Regione Marche e culminato nella cerimonia di premiazione al Consiglio Regionale delle Marche.
Giornata della memoria, i lavori delle scuole
Tra le sei scuole marchigiane finaliste a livello regionale si è distinta la classe 3B della Scuola secondaria di primo grado “Egisto Paladini” di Treia, premiata per un elaborato originale e di grande valore educativo. Alla cerimonia hanno preso parte i componenti del Tavolo Regionale della Memoria, rappresentanti delle istituzioni e testimoni di particolare prestigio, in un contesto istituzionale che ha sottolineato il forte significato civile dell’iniziativa.
Accanto a Treia, anche Montelupone ha preso parte al percorso promosso dalla Regione per la Giornata della Memoria, contribuendo con il lavoro delle scuole del territorio a mantenere viva l’attenzione su uno dei capitoli più drammatici della storia contemporanea. Un impegno condiviso che dimostra come la Memoria sia un valore collettivo, da coltivare fin dall’infanzia e dall’adolescenza.
In un podcast l’impegno di Gino Bartali
Gli alunni e le alunne della 3B di Treia hanno scelto di raccontare la Shoah attraverso un podcast, dimostrando consapevolezza comunicativa e capacità di utilizzare linguaggi vicini alle nuove generazioni. Il lavoro è stato dedicato a Gino Bartali, celebre campione di ciclismo ma soprattutto esempio di straordinario coraggio civile.

Attraverso un accurato approfondimento storico e documentale, il podcast ricostruisce l’impegno silenzioso di Gino Bartali durante la Seconda Guerra Mondiale, quando rischiò la vita per salvare numerosi ebrei perseguitati. Sfruttando la propria notorietà sportiva, il ciclista trasportava documenti falsi nascosti nella canna della bicicletta, fingendo di allenarsi mentre percorreva chilometri per aiutare chi era in pericolo.
Il racconto si sofferma anche su episodi meno conosciuti, come l’aiuto offerto alla famiglia Goldenberg, nascosta per mesi in una cantina di sua proprietà a Firenze. Per queste azioni, nel 2013 Gino Bartali è stato riconosciuto Giusto tra le Nazioni.
La commissione ha premiato il lavoro con queste motivazioni: «Un elaborato pienamente rispondente al tema e ben sostenuto dall’approfondimento storico-documentale. La scelta del mezzo espressivo è originale e dotata di una significativa valenza comunicativa.»
Soddisfazione è stata espressa anche dalla dirigente scolastica Silvia Mascia Paolo, che ha sottolineato il ruolo fondamentale della scuola nel custodire la Memoria:
«Gli ultimi sopravvissuti ai campi di sterminio lo dicono sempre: il rischio è dimenticare tutto quello che è successo, tutto l’orrore di cui gli uomini sono stati capaci. È proprio questo rischio che la scuola ha il dovere di scongiurare. Il concorso “I giovani ricordano la Shoah” è stato un’ottima occasione per ricordare. E poi il Paladini in questi anni ha sempre partecipato e ha sempre raccolto premi».
La famiglia Stortini e la solidarietà
Le classi quinta A e quinta B della Scuola primaria “Madre Teresa di Calcutta” di Montelupone, appartenente all’Istituto comprensivo “G. Leopardi” di Potenza Picena, si sono classificate al primo posto nella fase regionale del concorso.

L’elaborato vincitore, dal titolo “Migliaia di vite in un unico cuore marchigiano”, è stato presentato in Consiglio regionale ed è stato premiato per la sua originale capacità di intrecciare la storia europea della Shoah con le vicende del territorio marchigiano.
Il progetto si inserisce nel percorso didattico legato al tema nazionale della “Memoria scritta” e ha guidato gli studenti in una riflessione profonda sul valore della memoria come strumento attivo di cittadinanza e contrasto a ogni forma di discriminazione. Attraverso l’analisi di diari, testimonianze e fonti storiche, i ragazzi hanno trasformato lo studio della storia in un vero e proprio impegno civile per il rispetto della dignità umana.
Particolarmente significativa è stata l’attenzione dedicata alla storia della famiglia Stortini di Monte San Martino, in provincia di Macerata, che durante gli anni delle persecuzioni offrì rifugio e protezione a persone in fuga, rappresentando un esempio concreto di solidarietà e coraggio civile nel nostro territorio.
Grande la soddisfazione del sindaco di Montelupone, Rolando Pecora, che ha sottolineato il valore educativo del risultato raggiunto:
«Sono particolarmente soddisfatto per questo risultato che mostra inequivocabilmente la bontà della nostra Scuola di Montelupone. Questi risultati sono possibili grazie al concorso di più fattori: un ambiente familiare e sociale sano, insegnanti che vivono in maniera nobile il loro lavoro, nonostante uno stipendio tra i più bassi in Europa, e una dirigente scolastica sensibile, capace e attenta».
Il primo cittadino ha voluto anche richiamare un’esperienza personale, a conferma dell’importanza della scuola nella crescita individuale:
«Personalmente devo riconoscere che la mia maestra, Gennarina Emiliozzi di Loro Piceno, è stata una delle figure che maggiormente ha inciso nella mia formazione e penso che anche per i ragazzi di oggi questi anni sui banchi di scuola siano un passaggio fondamentale. Bravi ragazzi e ragazze, brave le insegnanti, brava la dirigente scolastica. E grazie», conclude il sindaco Pecora.


