
Scuola Montessori dall’infanzia all’adolescenza all’istituto comprensivo Fermi di Macerata. Sono le testimonianze degli studenti e delle studentesse che per primi hanno concluso questo percorso a sottolineare la bontà dello spirito montessoriano a scuola.
Non sentirsi giudicati e giudicate
«Non avevo il terrore di andare a scuola come tanti miei amici che si sentivano giudicati» ha detto Noemi ex alunna della 3A, classe che per prima ha portato a termine il percorso all’interno dell’IC Fermi dalla Casa dei Bambini attraverso la scuola Primaria Montessori Enrico Fermi fino alla Scuola secondaria di I grado.
Noemi e le sue ex compagne hanno raccontato la loro esperienza, nei giorni scorsi, alla conferenza “Radici per crescere, ali per volare”, organizzata dall’I.C. “Enrico Fermi” di Macerata per illustrare il percorso Montessori, unico in tutta la provincia.
Dalle loro parole sono emersi aspetti fondamentali dello spirito montessoriano: «Molti miei coetanei – ha detto appunto Noemi – avevano il terrore di alzarsi la mattina per andare a scuola, per paura di essere giudicati. Beh, in tutti questi anni non mi è mai successo, al contrario non vedevo l’ora di tornare a scuola per lavorare con nuovi materiali, scelti da me in base alle mie preferenze. Infatti il metodo Montessori non fa sentire nessuno sbagliato o giudicato; invece di condannare gli errori trasformandoli in insicurezze, li facevamo diventare i nostri più grandi amici, così da avere lo stimolo di fare meglio. (…) Io in questo posto mi sento protetta. É il mio rifugio sicuro dove adoro tornare anche se non frequento più questa scuola, infatti anche se il mio corpo non è lì, ho lasciato un pezzo di cuore tra quelle mura».
Definire personalità e metodo di studio
«I dibattiti e i discorsi scritti da noi erano momenti costruttivi – ha continuato Martha -che secondo me andranno a definire la nostra personalità e la persona che saremo fuori dalla scuola, grazie al confronto con opinioni diverse che ci ha aiutato ad aprire la nostra mente».
Poi Denise: «In questo percorso, ho individuato un metodo di studio che sono riuscita ad applicare anche alle superiori. Il passaggio dalle medie alle superiori non è stato traumatico, poiché questo metodo ci ha permesso di sviluppare una notevole capacità di adattamento all’ambiente circostante. Inoltre, in caso di difficoltà, grazie all’autonomia acquisita riesco a trovare la soluzione»
«I professori ti ascoltavano- ha concluso Roaya – c’era dialogo e non ti sentivi solo uno studente tra tanti, ma parte di un gruppo. Guardando indietro, questo faceva una grande differenza. (…) Mi manca la spensieratezza di quei giorni: le risate in classe, il clima sereno, il poter sbagliare senza preoccuparsi troppo»

Metodo Montessori dall’infanzia all’adolescenza
Il convegno sul metodo Montessori nell’auditorium della biblioteca Mozzi Borgetti
L’incontro, ospitato nell’Auditorium della biblioteca comunale Mozzi Borgetti, ha visto la presenza di docenti, alunni, alunne, dirigenti scolastici, genitori e amministratori locali interessati a conoscere più da vicino un modello educativo che accompagna bambini, bambine, ragazzi e ragazze lungo tutto il loro percorso di crescita: dall’infanzia all’adolescenza.
Dopo l’introduzione della dirigente Federica Lautizi ed i saluti dell’assessora alla Cultura e Istruzione Katuscia Cassetta, sono intervenuti Benedetto Scoppola, presidente dell’Opera Nazionale Montessori, Milena Piscozzo, dirigente scolastica dell’I.C. “Riccardo Massa” di Milano, Rosita Deluigi, docente dell’Università di Macerata, Mariangela Scarpini, ricercatrice dell’Università di Parma e formatrice Onm, Flora Donnarumma, formatrice Onm, Concetta Foderà, docente dell’Università di Macerata e dell’IIS Ricci e Sara Luchetti, referente del Centro Infanzia Montessori “La carica dei 101”.
«I diversi relatori e le diverse relatrici – si legge in una nota della scuola -hanno illustrato come il metodo ideato da Maria Montessori possa strutturarsi in un percorso coerente e progressivo dall’infanzia fino all’adolescenza. Parlare di verticalità significa garantire continuità educativa, rispettando i tempi di sviluppo di ciascun alunno e favorendo autonomia, responsabilità e spirito critico.

Metodo Montessori alla secondaria per un apprendimento attivo
Durante la conferenza sono stati presentati esempi concreti di attività e ambienti di apprendimento montessoriani: classi organizzate per favorire la libertà di movimento, materiali strutturati che stimolano l’apprendimento attivo e un ruolo dell’insegnante come guida e osservatore attento, piuttosto che come semplice trasmettitore di contenuti.
Particolare attenzione è stata dedicata alla fascia della scuola secondaria, protagonista di un’assoluta novità in quanto anche questo ordine di scuola, dopo alcuni anni di sperimentazione, ha ottenuto il titolo di differenziazione didattica. Le relatrici e il relatore hanno evidenziato come, soprattutto in questa fascia di età, sia possibile valorizzare il lavoro cooperativo, la didattica laboratoriale e la responsabilizzazione degli studenti, accompagnandoli nella costruzione del proprio metodo di studio e nella scoperta delle proprie inclinazioni».


