
di Alessandra Pierini
Una intera scuola di danza nella casa di riposo di Villa Cozza gestita dall’Ircr di Macerata. È l’emozionante iniziativa di Olta Shehu e della sua scuola di danza Oltakademi, protagonista nelle scorse settimane anche sul palco di
Un’idea nata a Sanremo
«Già sul pullman, tornando da Sanremo, abbiamo avuto questa idea. Sul palco di Casa Sanremo abbiamo proposto una coreografia in cui genitore e figlia o figlio ballano insieme e si tengono per mano. Riflettevamo quindi su come, un giorno lontano, saranno invece i figli e le figlie a tenere per mano i genitori e a sostenerli, come vuole il cerchio della vita. Il nostro pensiero è corso subito alla casa di riposo».
Così, per onorare quel momento splendido che è stata l’esibizione a Casa Sanremo, le ballerine e i ballerini di Olta Shehu si sono regalati, e soprattutto hanno regalato, nuove emozioni.
Ieri pomeriggio, la scuola al completo, si è esibita nella casa di riposo. «La danza è entrata lì per la prima volta – spiega Shehu – Una delle nonne ci ha rivelato commossa che non aveva mai visto ballare dal vivo e ne era molto colpita. Tante le reazioni anche delle ballerine, alcune avrebbero voluto che quel nonno o quella nonna fosse il loro».

Non si è trattato di un momento di svago o di festa ma di qualcosa di molto più profondo. «È come se due stagioni della vita si fossero prese per mano – conclude Shehu – E in quel momento la danza non è solo movimento, diventa un abbraccio silenzioso,
un modo per dire non vi abbiamo dimenticati.
Qualcuno sorride piano.
Qualcuno batte le mani.
Qualcuno forse trattiene una lacrima.

Perché in quel momento non stanno solo guardando dei ragazzi danzare…
stanno rivivendo un pezzo della loro giovinezza.
E allora la danza diventa qualcosa di più grande:
un gesto di amore,
un ponte tra generazioni,
un modo dolce per dire:
“La vostra storia continua a vivere anche nei nostri passi.”
Non è un addio ma un arrivederci, torneremo presto a trovarli con nuovi progetti da vivere insieme».



