
Un invito a rallentare, ad aprire il cuore e a riscoprire il valore dell’ascolto. È stato questo il filo conduttore dello spettacolo di fine anno degli alunni e delle alunne del plesso Anna Frank di Villa Potenza dell’Istituto Comprensivo Enrico Fermi di Macerata, conclusione del progetto d’istituto “Fermiamoci ad ascoltare”.
Riflessione ed emozioni dal palco
Davanti a un pubblico numeroso e partecipe, i bambini e le bambine delle cinque classi della scuola primaria hanno dato vita a uno spettacolo coinvolgente che ha intrecciato teatro, musica, movimento e body percussion, trasformando il palco in uno spazio di riflessione, emozione e condivisione.

I bambini e le bambine si sono esibiti vestiti completamente di nero, immersi in un ambiente quasi totalmente buio e illuminato da luci soffuse. Questo contrasto ha valorizzato ogni movimento e gesto, rendendo la performance ancora più intensa e suggestiva.
Dal viaggio nella natura alle emozioni
Ad aprire la serata sono stati gli alunni e le alunne della classe prima con un delicato viaggio nel mondo della natura. Attraverso la storia della piccola Gaia, il pubblico è stato accompagnato tra i suoni del bosco, riscoprendo il linguaggio del vento, delle foglie e degli animali, in un invito ad ascoltare la voce della natura.
La classe seconda ha invece portato in scena il tema delle emozioni. Felicità, tristezza e stupore sono diventati protagonisti di brevi quadri teatrali che hanno mostrato come l’ascolto di sé rappresenti il primo passo per comprendere il mondo che ci circonda.
Caos, armonia e un re che non sapeva ascoltare
Dal mondo interiore si è passati alle relazioni con gli altri grazie alla performance della classe terza. Attraverso ritmi, parole e body percussion, i bambini e le bambine hanno raccontato il passaggio dal caos all’armonia, dimostrando come il rispetto reciproco e l’ascolto possano trasformare la confusione in collaborazione.

Molto apprezzata anche la rappresentazione della classe quarta, che ha portato sul palco la storia de “Il re che non sapeva ascoltare”. Il percorso del sovrano, inizialmente incapace di prestare attenzione agli altri, è diventato una metafora della crescita personale e dell’importanza di ascoltare non solo chi ci sta accanto, ma anche il proprio cuore.
La voce di rumore e silenzio
A chiudere lo spettacolo è stata la classe quinta con una riflessione intensa e attuale sul rapporto tra rumore e silenzio. In una società sempre più frenetica e piena di stimoli, gli alunni e le alunne hanno dato voce ai due protagonisti simbolici della rappresentazione (appunto rumore e silenzio), coinvolgendo direttamente il pubblico e invitandolo a riscoprire il valore del silenzio come spazio privilegiato dell’ascolto autentico.

L’intera serata ha rappresentato molto più di un semplice saggio di fine anno: è stata la sintesi di un percorso educativo che ha permesso agli alunni e alle alunne di sviluppare consapevolezza, capacità relazionali ed espressive, dimostrando come l’ascolto possa diventare uno strumento fondamentale di crescita personale e collettiva.
Tra applausi, sorrisi ed emozione, il messaggio finale è arrivato forte e chiaro: in un mondo che corre sempre più veloce, “fermarsi ad ascoltare” può essere un gesto semplice, ma straordinariamente prezioso.







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