Grazie all’esperienza di Live music experience, ideata da Nicola Emiliani, insegnante e batterista degli Zio Pecos, Helmut Cittadini (bassista), Giulio Donzelli (voce e tastiera), Filippo Sini (chitarra) e Tommaso Cammertoni (batterista) si sono conosciuti e hanno dato vita agli High Definition Musical Idiots (H.d.m.i)
Tutti tra i 15 e i 16 anni, della provincia di Ancona, portano sul palco tantissimi generi dal rap al pop, al soft rock e nu metal.
Condividere la propria musica
Il gruppo è nato ad agosto dell’anno scorso grazie a Nicola Emiliani e il suo progetto Live music experience, che anziché il solito saggio di musica, offre ai suoi studenti e alle sue studentesse, di suonare un vero e proprio concerto dal vivo: «Noi ci siamo trovati benissimo a suonare insieme, così abbiamo continuato anche dopo» racconta Helmut Cittadini.
Gli H.d.m.i hanno già collezionato otto esibizioni: «Suonare sul palco è meraviglioso. Da molta euforia. Inoltre, il fatto di avere persone che ti ascoltano che non sono i tuoi familiari è emozionante». La bellezza della musica è anche e soprattutto condividerla insieme a tutte e tutti: «Uno quando suona non lo dovrebbe mai fare per sé stesso, ma per le altre persone».
H.d.m.i, un nome nato per caso
È per un caso che gli H.d.m.i si sono ritrovati a suonare insieme, ed è per caso, come ogni buona idea, che è nato il nome del gruppo: «I nomi che ci sono venuti in mente sono molti, alcuni anche impronunciabili» racconta Helmut, al quale però non manca la creatività, visto che quando non suona smonta e rimonta motori. Così, un giorno, nel momento più banale si accende una lampadina: «Mi ricordo che stavo usando il computer in quel momento e vedo questa porta Hdmi. Così a un certo punto ho detto ai ragazzi perché non chiamarci proprio così». Da questo poi è nato il nome High Definition Musical Idiots: «È proprio da una scemenza, ma mi divertiva molto» ride Helmut.
H.d.m.i sfondano le porte
Gli H.d.m.i portano sul palco tanti generi e molta energia, anche se trovare degli spazi adatti a giovani band, non è sempre facile: «Lo spazio non c’è ma se lo vuoi te lo devi andare a prendere» afferma Helmut, che in un anno, insieme al suo gruppo si è speso tantissimo per crearsi questi spazi.
La band è riuscita a sonare in diversi circoli Arci come il Loop live club di Osimo e l’Onstage Club di Castelfidardo. In questo modo si sono potuti mettere alla prova, portando tutto il loro repertorio
Helmut si da molto da fare per trovare il posto giusto al momento giusto: «Io sono molto fortunato perché anche grazie a mio padre, ho molte conoscenze nel campo musicale».
L’impegno non manca, anche se a volte i locali fanno delle scelte di comodo: «Sicuramente pagare un dj è molto più economico che pagare diversi elementi di una band – spiega Helmut – Però diciamo che più conoscenze hai, più riesci a suonare in giro». Però bisogna darsi da fare, non perdere tempo a temporeggiare: «Non bisogna aspettare la manna dal cielo. È sempre meglio proporre il tuo progetto per andarti a creare il tuo spazio».
I prossimi progetti degli H.d.m.i

Helmut, Giulio Filippo e Tommaso non vogliono di certo fermarsi solamente ai live. L’idea non è solamente quella di fare cover ma anche qualcosa di loro: «abbiamo in cantiere di fare un album, nello studio di registrazione in camera mia».
E come ogni band che si rispetti, il nome del primo disco sarà il nome della band stessa, nasce così il progetto “Hdmi1”, sette o otto tracce di canzoni in italiano: «le canzoni in inglese sono belle, ma preferiamo cantare nella nostra lingua madre». Per rimanere aggiornati sui prossimi progetti degli H.d.m.i potete seguirli anche alla loro pagina instagram: h.d.m.i._band






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