Bottiglie, tappi, carta e altri oggetti che normalmente finiscono nel cestino possono trasformarsi in strumenti da prestigiatore? Al Ginesio Fest la risposta è stata sì. Ieri bambine e bambini hanno scoperto che per creare un’illusione non servono necessariamente costosi kit da magia: bastano fantasia, manualità e la capacità di guardare ciò che ci circonda con occhi diversi.

È stata questa l’idea alla base del laboratorio curato da Ivan Mistereko, inserito nel programma del Ginesio Fest e dedicato ai più piccoli. Un’attività che ha unito il tema dell’illusione, filo conduttore dell’edizione 2026 del festival, alla creatività e all’attenzione per l’ambiente.
Diventare maghi con quello che finisce nel cestino
Il laboratorio non è stato semplicemente una lezione per imparare qualche trucco. Bambine e bambini sono stati invitati a sperimentare e a scoprire come anche materiali di recupero e piccoli oggetti di uso quotidiano possano avere una seconda vita.

Quello che sembra inutile può così diventare parte di un gioco di prestigio. Un modo divertente per parlare anche di riuso e sostenibilità, mostrando che creare qualcosa di sorprendente non significa necessariamente comprare nuovi oggetti.
L’illusione è diventata così un vero e proprio atto performativo: ogni partecipante ha potuto costruire e preparare il proprio piccolo numero, mettendo alla prova fantasia, attenzione e capacità di coinvolgere chi guarda.
Dai trucchi allo spettacolo di close-up
La parte più emozionante è arrivata alla fine del laboratorio, quando i giovani e le giovani partecipanti si sono trasformati da apprendisti in veri protagonisti di uno spettacolo di close-up, chiamato anche micromagia.

Si tratta di una particolare forma di illusionismo che non avviene su un grande palcoscenico, ma a pochissima distanza dagli spettatori. Il mago si muove tra le persone ed esegue i propri numeri praticamente sotto i loro occhi: proprio per questo ogni trucco diventa ancora più sorprendente.
Piccoli illusionisti e piccole illusioniste tra i tavoli del Ginesio Fest
Arrivata l’ora dell’aperitivo, bambine e bambini hanno quindi vestito per qualche minuto i panni di grandi illusionisti e si sono spostati tra i tavoli del bar centrale del borgo per presentare i loro micro spettacoli.

Ad assistere non c’erano soltanto genitori, parenti e amici. Tra il pubblico dei piccoli maghi e delle piccole maghe anche gli ospiti del Ginesio Fest, tra attori, giornalisti, critici e professionisti arrivati a San Ginesio per seguire il festival.
Un piccolo ribaltamento dei ruoli: per una volta sono stati gli adulti a diventare spettatori e i bambini a conquistare la scena. E a dimostrare che, per fare una magia, qualche volta basta imparare a vedere possibilità nuove nelle cose che abbiamo già davanti agli occhi.








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