Jenny Mancini, teacher di yoga della risata: «Produciamo la chimica della felicità»

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Jenny Mancini

L’intervista all’insegnante di Porto Sant’Elpidio che lavora con i più piccoli e illustra i benefici del ridere insieme. Sarà protagonista al IV congresso dello yoga della risata che si terrà dal 24 al 27 ottobre a Peschiera Del Garda

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Jenny Mancini
Jenny Mancini è teacher e ambasciatrice di yoga della risata

di Carlo Torregrossa

Ridere fa bene al corpo e alla mente a dirlo è la scienza e, anche Jenny Mancini, di Porto Sant’Elpidio, teacher e ambasciatrice di Yoga della risata: «Il nostro corpo con la risata, produce la chimica della felicità».

La chimica della felicità

In cosa consiste lo Yoga della risata?

«Si parte da esercizi di risate simulate, per poi arrivare alla risata spontanea, quando diventa spontanea il nostro corpo inizia a produrre la chimica della felicità. Tutti gli ormoni che ci aiutano a renderci meno stressati, più solari e leggeri.

Il suo fondatore è Madan Kataria, che fondò questa disciplina nel 1995 in India. Il nome yoga deriva dal Prāṇāyāma, gli esercizi che controllano l’espirazione che andiamo a fare, questo perché la risata è una lunga espirazione».

Meno stress e più rilassatezza

Questa pratica ha anche dei benefici?

«Questa pratica ha moltissimi benefici sui bambini, anziani e anche sui malati di tumore.
Ci sono moltissime ricerche scientifiche che parlano di tutti i giovamenti a 360 gradi di questa disciplina.

Come prima cosa abbassa lo stress, e già dalla prima sessione si inizia ad essere più rilassati. Si comincia a capire a quanto tempo abbiamo passato senza ridere, tutti noi abbiamo la risata solo che per moltissimi motivi differenti l’abbiamo bloccata».

Quindi è possibile ridere anche senza avere niente da ridere?

«Si, noi ridiamo senza nulla da ridere. Non toglie il problema ma ce lo fa vedere in modo diverso. Ci fa cambiare la prospettiva rispetto al problema».

La respirazione? Fondamentale

Come mai inserire la risata, all’interno della pratica meditativa dello yoga?

«Dallo yoga noi prendiamo la respirazione, quando facciamo esercizi sono esercizi di risate, poi giochi e parte meditativa. Ma per fare questi esercizi abbiamo bisogno di una grande respirazione. L’ampliamento del fiato dei polmoni ossigeniamo il nostro cervello, dallo yoga prendiamo la parte spirituale».

Lo yoga della risata ha anche benefici sulla concentrazione?

«Ha grandissimi benefici sulla concentrazione, ma non solo migliora anche l’autostima la prestazione scolastica favorisce un sano sviluppo emotivo. I bambini diventano più empatici. Spesso si utilizza questa pratica anche in casi di bullismo. Si pratica all’interno di uno spazio protetto, siamo tutti nella stessa situazione, nessuno ride dell’altro, ma ridiamo tutti insieme».

Migliorare le relazioni tra le persone Bambine e bambini yoga della risata

Quindi questa pratica favorisce anche la creazione di legami?

«Si, esatto, migliora relazioni tra persone, nascono nuove amicizie che diventano molto forti. Questo perché alla fine si entra in grande sintonia, si inizia così con timidezza, nessuno parla dei suoi problemi, però poi va a finire che ci si confida, ci si aiuta.

Questa pratica contribuisce anche ad abbassare lo stress scolastico in alcune scuole dove sono stata le maestre hanno visto che dopo aver fatto la sessione di yoga della risata insieme alla meditazione i bambini erano più concentrati. Quindi hanno inserito la meditazione della risata e meditazione classica, subito dopo l’intervallo per far trovare la concentrazione agli alunni.

Lo yoga della risata è anche inclusivo, io ho avuto molti bambini autistici, in carrozzina, con protesi e quindi ci siamo adattati alle esigenze di questi ragazzi, che sono stati coinvolti anche dai compagni stessi.

Questa disciplina funziona anche per l’iperattività funziona molto ci sono momenti in cui si va veloci e poi portiamo l’attenzione al tempo e rallentiamo».

Yoga della risata, un modo per socializzare

Perché una ragazza o un ragazzo dovrebbero svolgere questa disciplina?

«I ragazzi e le ragazze dovrebbero riuscire a superare quel piccolo momento di vergogna che abbiamo provato tutte e tutti.

Superato quell’imbarazzo poi è possibile beneficiare di tutti gli aspetti positivi dello yoga della risata, è divertente, socievole, un modo diverso di stare in compagnia con i propri amici in un modo nuovo, facendo delle grosse e grasse risate, giocando, perché noi giochiamo molto.

Non è una disciplina rigida e ferrea, aiuta ad affrontare le situazioni in maniera differente. Quindi quando magari ci si sente soli, quando un problema è insormontabile ci facciamo una risata sopra, diventiamo più auto ironici, cosa che oggi si è persa tantissimo.

Lo stare insieme il guardarsi negli occhi è trovare qualcuno dall’altra parte, la solitudine che si può trovare viene meno. Riusciamo anche a vede nuove soluzioni qualcosa che ci piò sempre insormontabile. La risata produce ormoni della felicità, melatonina, serotonina creando nuovi collegamenti all’interno del nostro cervello, favorisce la possibilità di vedere situazioni da un altro punto di vista».

Tante risate diversi tipi

Ma i tipi di risate, sono tutte uguali?

«No, ognuno ha la propria risata, ci sono le risate disparate di tutti i tipi. Ce chi ride singhiozzando chi ride facendo il classico maialino, chi ride a squarciagola, chi lo fa in maniera più timida, e chi ha una risata più silenziosa profonda ugualmente. Spesso si confonde il chiasso con la risata.
Ognuno ha la propria risata, che come il tono e il timbro della voce ha caratteristiche diverse in ognuno di noi».

Chi è Jenny Mancini

Jenny Mancini dal 24 al 27 ottobre prenderà parte al IV congresso dello yoga della risata a Peschiera del Garda. «Un evento che ogni anno coinvolge persone che portano questa disciplina all’interno dei vari settori – spiega Mancini – ad esempio all’interno di scuola, sessioni con anziani, sessioni individuali, o con i malati di tumore.

C’è anche chi lo ha portato all’interno delle carceri, chi nei gruppi parrocchiali, questo non è scontato. All’interno di questo congresso ci sono Tutte persone che portano la loro esperienza, si apprendono nuovi giochi perché si parla e si fa vedere ciò che si è fatto durante l’anno, ci sarà anche un collegamento con il fondatore dello yoga della risata. Stiamo insieme e ci portiamo a casa un nuovo bagaglio da poter proporre, un bagaglio importante».

Mancini lavora lavoro nel mondo dei bambini e delle bambine da 10 anni. Ha iniziato con l’asilo nido domiciliare, per poi continuare con i laboratori di yoga della risata all’interno delle scuole, dalla infanzia alle superiori.

Ultimamente è stata stata chiamata anche per altri progetti come all’interno del centro dei disturbi alimentari, o con gli adulti all’interno di un Club a Porto Sant’Elpidio, all’Università del tempo libero dove terra un corso.Bambine e bambini yoga della risata


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