
“Cammina che ti passa”, un’iniziativa che, passo dopo passo, è diventata molto più di una passeggiata: un invito a educare al movimento, alla consapevolezza, alla memoria delle proprie radici e al piacere di stare insieme.

La terza edizione
Giovedì 9 ottobre il Convitto Nazionale “Giacomo Leopardi” di Macerata ha dato vita alla terza edizione dell’iniziativa.
In duecentocinquanta, tra studenti semiconvittori dai 6 ai 14 anni, educatori, docenti, famiglie e personale della scuola, si sono radunati alla sede di via Capuzi, pronti a trasformare il percorso in un messaggio di speranza, riflessione e scoperta.
Accanto a loro, anche alcuni ex insegnanti ed educatori del Convitto che hanno scelto di camminare nuovamente con la “loro” scuola, in un gesto simbolico di affetto e appartenenza che unisce passato e presente della comunità convittuale.
L’evento, ideato e coordinato con passione dall’educatrice Romina Diletti, si è svolto con il supporto degli agenti della Polizia Locale, che hanno garantito la sicurezza lungo il percorso, e dei volontari dell’associazione podistica A.S.D. Valtenna, storici sostenitori del Convitto nelle iniziative dedicate al benessere e allo sport educativo, inclusa la partecipazione dell’istituto alle Convittiadi, le prestigiose Olimpiadi dei Convitti Nazionali italiani.

Perché camminare per il Convitto
«Camminare insieme significa riscoprire il tempo dell’ascolto e della relazione – spiega Romina Diletti – È un gesto semplice ma potente: il movimento diventa connessione, cura, libertà e memoria. I ragazzi imparano a guardarsi intorno, a dialogare e a condividere storia, spazio e passo con gli altri».
Un gesto educativo e simbolico allo stesso tempo: dalla sede di via Capuzi il gruppo del Convitto ha infatti raggiunto piazza della Libertà, sostando davanti alla storica struttura di piazza Marconi (negli ultimi giorni è stata aperta anche una mostra dedicata al patrimonio librario dell’istituto), ferita e ferma dal sisma del 2016, ma sempre nel cuore dei maceratesi.
Una foto di gruppo e un momento di riflessione hanno ricordato quanto quell’edificio, assegnato in uso perpetuo e gratuito al Convitto da oltre un secolo e mezzo, rappresenti un patrimonio unico per la città e le Marche.
Un cammino simbolico e intenso, quello della comunità del Convitto, per salvare uno scrigno storico e culturale che incarna l’identità e la memoria viva di generazioni di studenti e famiglie.
Una colonna di pensieri
Al rientro, le classi hanno riflettuto sull’esperienza attraverso semplici attività espressive, trasformando emozioni e pensieri in un racconto collettivo racchiuso in un grande cartellone modulare, una vera e propria “colonna di pensieri” esposta all’ingresso dell’istituto in via Capuzi.

«La scuola non è solo un luogo dove si apprende – sottolinea la rettrice e dirigente scolastica Alessandra Gattari – ma uno spazio dove si cresce insieme. Camminare in gruppo aiuta bambine e bambini, ragazze e ragazzi a sviluppare attenzione, empatia e senso di responsabilità. Ogni passo condiviso diventa un’occasione per conoscersi meglio e costruire una comunità più consapevole, che ha a cuore le proprie radici, perché, come insegna questa iniziativa, è solo camminando insieme che si costruisce il futuro».
“Cammina che ti passa” si conferma così un piccolo grande rito collettivo che ogni anno rinnova il legame tra scuola, città e territorio, ricordando a tutti che, per ritrovare equilibrio e armonia, a volte basta solo mettersi in cammino.


