
di Carlo Torregrossa
Il pronto soccorso di un ospedale è un luogo certamente non piacevole da frequentare.
Purtroppo però è molto popolato, sia da pazienti che dal personale che ci lavora.
L’atmosfera che si respira non è certo di calma e quiete, ma se c’è un suono capace di rendere questo luogo non solo più accogliente, ma anche più armonico. Si tratta della musica 43e Hertz.
Gianfilippo Renzi, direttore dell’Unità Operativa Complessa Pronto Soccorso – Osservazione breve intensiva e, medicina d’urgenza all’Ospedale di Ascoli, sembra aver trovato la risposta e ne ha parlato giovedì alla Biblioteca Statale di Macerata.
«Il pronto soccorso è un luogo maledetto, in cui in media viene visitata una persona ogni dodici minuti, per tutto l’anno ventiquattro ore su ventiquattro – spiega Renzi – Il personale è costretto a lavorare su turni estenuanti, perché sono sempre sottorganico, i pazienti soffrono, i familiari si agitano perché lasciati in sala d’aspetto per ore e ore».
Renzi cercava uno strumento che agisse sui pazienti, sul personale e anche sugli accompagnatori che si trovavano in sala d’aspetto, per rendere la situazione più vivibile, umana e meno stressante. Così dopo un attento studio è riuscito a trovare quello che cercava nella musica prodotta con una specifica frequenza, la 432Hz.
«Questa tipo di frequenza – sottolinea – è in grado di creare: equilibrio, creatività e consapevolezza».
Così il primario ha dotato il pronto soccorso dell’impianto adatto alla diffusione di questo tipo di musica. Dopo otto mesi di utilizzo ha tirato le prime somme.
L’ascolto di musica con questo tipo di frequenza è riuscita davvero a creare nel Pronto soccorso un ambiente più disteso. I riscontri positivi sono stati osservati soprattutto sui pazienti, che hanno registrato un gradimento alto e un esperienza molto positiva.
I degenti, sono arrivati persino a sentirsi rilassati e sereni, una sensazione che forse prima d’ora non si era mai vista all’interno di un pronto soccorso.
I risultati del questionario
«Su un campione di cento questionari compilati, i risultati sono stati molto positivi.
Le domande erano 7:
- Si è accorto della musica riprodotta all’interno del pronto soccorso?
99 hanno risposto sì, una sola persona ha risposto di no. - Come giudica questa iniziativa?
La risposta della maggior parte degli utenti è stata positiva - Conosceva già la musica 432Hz?
27 hanno risposto sì e 73 no. - Come si è sentito durante l’ascolto di questa musica?
Solo tre persone hanno dichiarato di sentirsi disturbate mentre 85 su 100 si sono dichiarate rilassate e serene. - Ritiene che l’ascolto di questa musica abbia prodotto dei risultati?
85 persone su 100 hanno risposto di sì. - Utilizzerebbe questo tipo di musica all’interno dei suoi ambienti?
La maggior parte ha risposto positivamente - Ha notato che il bambino fosse più calmo con l’ascolto di questa musica?
Il 91% ha risposto positivamente.
«Dopo i test eseguiti, posso affermare che se questo tipo di frequenza funziona in pronto soccorso, va alla grande sicuramente in altri reparti dell’ospedale».
432Hz, una frequenza con dei benefici già noti
Gianfilippo Renzi non è il primo medico che si affida a questo tipo di musica. All’ospedale di Torrette, il primario della divisione di Neurochirurgia, Roberto Trignani, ha operato al cervello un bambino completamente sveglio, senza anestesia, con il solo ausilio della musica, suonata nella stanza a fianco, da Emiliano Toso.
Toso è un biologo cellulare che nel 2013 si mette a fare musica.
Crea un album in cui integra biologia e musica a 432Hz. Questo progetto si chiama Translational Music. «Un passaggio tra scienza e arte – spiega Renzi – questa musica si chiama translational, perché veicola il passaggio dalla natura a qualcos’altro, collega l’individuo con il proprio io interiore. All’interno del mio pronto soccorso ho moltissime pennette caricate con la musica di Toso, che ha donato grandi benefici ai pazienti».
Sono molti gli artisti che hanno prodotto musica a 432Hz, solo per citarne alcuni, ricordiamo Franco Battiato, Pink Floyd, Pavarotti, e Mick Jagger.
Una frequenza armonizzante
«Questa frequenza facilita un’armonizzazione del corpo con la menta, crea un equilibrio primordiale – evidenzia Renzi. – Porta molti benefici a livello cerebrale: aumenta le endorfine e la serotonina, facilita il sonno, la memoria e la concentrazione.
i 432 hertz abbassano anche la nostra frequenza cardiaca e la nostra pressione, donandoci così uno stato di equilibrio fisico.
I benefici di questo tipo di musica sono stati sperimentati anche sulle piante, si è notato come gli apparati che vengono sottoposte a questo tipo di frequenza crescono più velocemente e in salute.
Ovviamente per ottenere benefici nel breve termine, è necessario dotarsi di un impianto audio apposito. Senza un impianto specifico i benefici arrivano lo stesso ma non sono così immediati, può volerci più tempo ma comunque si riscontrano degli effetti positivi».
L’antagonista, la 440Hz
C’è una frequenza che si contrappone a quella dei 432, è la 440Hz. Oggi questa frequenza, rappresenta lo standard internazionale di come ascoltiamo la musica. «Un tipo di frequenza utilizzato anche sui soldati nazisti, dopo che esperimenti hanno dimostrato che li rendeva più agitati e aggressivi. La frequenza 440, è un tipo di musica che siamo abituati ad ascoltare, però è un suono che è dannosa per l’uomo.
È un armonia desincronizzata, dissonante e, induce una serie di reazioni biologiche e ormonali sfavorevoli.
Nel nostro cervello riduce la produzione di endorfine e aumenta le funzioni dello stress come la produzione di: cortisone e adrenalina, tutte sostanze che produciamo quando ci sentiamo in pericolo o siamo particolarmente attivi. la 440Hz aumenta anche la frequenza cardiaca e il metabolismo.
L’incontro

L’incontro, dal titolo La musica della natura per la vita, si è svolto all’Interno della Biblioteca Statale di Macerata, ed è stato organizzato dall’Associazione Amici del Liceo Galilei. All’incontro hanno partecipato anche alcuni alunni e alcune alunne del Liceo scientifico di Macerata.
Un incontro che ha donato molti spunti di riflessione, a partire dall’evocativo titolo che porta subito a chiedersi: cosa avranno mai in comune la musica con la natura e la vita?
«Questi elementi si integrano e addirittura compenetrano. In natura esiste la musica, ed è piena di vibrazioni. Certo non tutte sono nel campo dell’udibile, ma la musica è prodotta da tutti gli esseri viventi, a partire dalle cellule».







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