
Un palco come una scatola magica, capace di contenere sogni, canzoni e un pizzico di meraviglia. È quello che è accaduto martedì 26 maggio all‘Aula Magna dell’ITE “Gentili”, dove l’intera scuola primaria del Convitto Nazionale “G. Leopardi” di Macerata ha dato vita a “Voci in Orchestra”, lo spettacolo finale che ha celebrato la bellezza del cammino fatto insieme.
La storia di mesi di impegno e passione
«Sul palco 130 bambini e bambine- scrive la scuola – , l’intero coro della primaria, ordinati ed elegantissimi, in camicia bianca e papillon nero. Piccoli professori d’orchestra, o forse, a guardarli contro i tendaggi addobbati di note musicali e palloncini, note vive saltate fuori da uno spartito per venire a raccontare una storia. La storia di mesi di impegno, passione e, soprattutto, della gioia contagiosa del fare squadra.

Dietro a ogni applauso c’è un viaggio lungo un anno. Lo spettacolo è stato infatti il coronamento di un importante progetto legato al PN 21-27, articolato in due laboratori da 30 ore ciascuno, che hanno attraversato tutte le età della primaria. Sotto la guida sapiente dell’esperta Liana Capparrucci, coadiuvata dalla maestra Erika Battellini, impeccabile padrona di casa nelle vesti di presentatrice, circa 60 alunni e alunne si sono messi in gioco con gli strumenti.
I più piccoli di prima e seconda hanno esplorato i segreti del ritmo e delle percussioni; i grandi di terza, quarta e quinta hanno accettato la sfida della tastiera, senza mai perdere d’occhio il canto. La maestra Liana Capparrucci, coadiuvata da Erika Battellini, ha curato con pazienza e perizia ogni dettaglio, coltivando anche il talento dei solisti, tutti cresciuti all’interno di questo fertile terreno musicale.
Un crescendo di energia
Il programma della serata, introdotto di volta in volta dalle presentazioni emozionate dei bambini e delle bambine, è stato un crescendo di energia. L’apertura è stata affidata alle percussioni dei 60 giovani musicisti dei corsi, capaci di misurarsi con giganti come Mozart nella “Marcia alla Turca” e Strauss nella “Marcia di Radetzky”.
Poi, lo scoppio di colore del coro intero. Tra le canzoni eseguite, alcune scandite dal ritmo di legnetti e cembali, pezzi come “Mi piace la musica”, le divertenti peripezie di “Bongo direttore di banda”, l’ironia de “Il gonghista”, “Il contrabbasso”, “Wolfango Amedeo” e la disarmante freschezza de “La canzone più facile del mondo”.

Il confine tra palco e platea si è infranto sul finale: una nuova esecuzione della “Marcia di Radetzky”, stavolta interamente ritmata dal coro, ha travolto il pubblico. Centinaia di mani hanno iniziato a battere il tempo insieme a bambini e bambine, trasformando l’intera Aula Magna in un solo, grandioso coro ritmico.
«Un entusiasmo contagioso – continuano le insegnanti – che ha unito in un abbraccio ideale tutti i presenti: accanto alle famiglie, allo staff, alle maestre, agli educatori e al personale tutto, è stato bellissimo scorgere i volti di diverse ex maestre ed ex educatori della scuola. Una presenza silenziosa ma potente, a testimoniare che la comunità del Convitto Leopardi è un legame che resta e non si spezza con il passare degli anni.
A dare voce all’orgoglio dell’istituto è stata la rettrice dirigente scolastica Alessandra Gattari, che insieme alla vice rettrice Moira Marconi, alla vice preside Barbara Fausti e alle referenti della Primaria, le maestre Barbara Bacaloni e Laura Storani, si è congratulata per un lavoro che va ben oltre la semplice performance sul palco, toccando le corde dell’inclusione e della crescita personale».
Cinque anni al Convitto
Ma la musica, si sa, serve anche a salutare il tempo che passa. O meglio, ad augurarsi il meglio per la strada che si ha davanti. Il momento più intimo e commovente della serata è stato dedicato a ragazzi e ragazze di quinta, pronti a spiccare il volo verso la scuola secondaria di primo grado: mentre sullo schermo scorrevano le immagini dei loro cinque anni trascorsi in Convitto, i grandi della scuola, sotto la guida della maestra Erika, hanno salutato compagni e maestre intonando “Buon viaggio” di Cesare Cremonini.

Le note di quel testo così denso di futuro hanno commosso i presenti. I palloncini sul palco, alla fine, sembravano pronti a volare via proprio come loro, ragazzi e ragazze di quinta, che lasciano la primaria stringendo tra le mani il ricordo di una serata in cui, cantando insieme, hanno scoperto di essere diventati grandi.



