
Una serata ricca di emozioni, musica e testimonianze speciali ha celebrato i dieci anni del progetto NHSMUN del Liceo Classico e Linguistico “Giacomo Leopardi” di Macerata. L’appuntamento si è svolto venerdì al teatro Lauro Rossi, dove studenti, studentesse, insegnanti, ex partecipanti e ospiti si sono ritrovati per ripercorrere una straordinaria esperienza educativa internazionale.
Un viaggio che porta fino a New York
NHSMUN è il Modello di Simulazione delle Nazioni Unite che coinvolge studenti e studentesse delle scuole superiori di tutto il mondo. I partecipanti assumono il ruolo di delegati dei Paesi membri dell’ONU e discutono temi internazionali proprio come avviene nelle vere assemblee delle Nazioni Unite. Ogni anno il percorso si conclude a New York.

Ad aprire la serata sono state le note di “New York, New York“, accompagnate dall’esibizione di sei ballerine del liceo preparate dalla professoressa Maribel Pennesi.
Il dirigente scolastico Simone Cartuccia ha salutato il pubblico e ricordato il valore del progetto, poi illustrato dalle docenti referenti Francesca Giorgetti e Maria Luisa Violini, che negli anni hanno accompagnato centinaia di giovani in questa esperienza.
Le testimonianze di chi lavora per la pace
A condurre l’evento è stato il giornalista Maurizio Verdenelli. Tra gli ospiti, Andrea Angeli, funzionario delle Nazioni Unite e peacekeeper impegnato per trent’anni nelle missioni internazionali di pace, e Anna Rita Liverani, nipote di Giorgio Pagnanelli, il primo maceratese a entrare come funzionario nelle Nazioni Unite.

Uno dei momenti più intensi della serata è stato il collegamento in diretta da Gaza con Emanuele Tacconi, operatore Onu impegnato da tre anni nella Striscia. La sua testimonianza ha permesso a tutti di conoscere da vicino una realtà difficile e complessa.
Le domande degli studenti
Sei studenti e studentesse del liceo hanno avuto l’opportunità di dialogare direttamente con Tacconi, ponendo domande profonde e significative sulla situazione internazionale.
Sono intervenuti Mattia Ciucciové, Emma Della Ceca, Marco Luchetti, Agnese Nalli, Tommaso Pistarelli e Asia Verdoni, rappresentando simbolicamente tutti i 339 studenti e studentesse che hanno partecipato al progetto NHSMUN dal 2015 a oggi.
Le loro domande hanno dimostrato attenzione, sensibilità ed empatia verso i temi della pace, dei diritti umani e della cooperazione internazionale.
La musica per unire i popoli
La serata è stata arricchita anche dalla musica. Il coro MusicaLeopardi, diretto dal professor Giacomo Canullo, ha eseguito il celebre brano “Blowin’ in the Wind” di Bob Dylan, una canzone che parla di pace, libertà e giustizia.

La band dell’istituto “Le Buone Note”, coordinata dai professori Gionni Branchesi, Elio Catalini e Antonio Zampa, ha invece proposto “Heal the World” di Michael Jackson, un messaggio di speranza e solidarietà rivolto a tutte le persone del mondo.
Un testimone che passa alle nuove generazioni
Durante la celebrazione sono stati ringraziati tutti coloro che hanno contribuito alla crescita del progetto in questi dieci anni, dagli sponsor alle docenti che hanno collaborato nel percorso formativo.
Un saluto speciale è stato rivolto alle professoresse Giovannina Renzoni e Pamela Grisei, che hanno accompagnato il progetto in diverse fasi della sua storia. Sul palco sono state chiamate anche Erica Santoni e Sandra Stefania Voltattorni, che raccoglieranno il testimone per continuare questa importante esperienza educativa.
Dopo dieci anni, NHSMUN continua a essere molto più di un progetto scolastico: è una palestra di cittadinanza globale che insegna ai giovani a confrontarsi, dialogare e costruire ponti tra culture diverse, con lo sguardo rivolto al mondo e al futuro.







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