Fare la spesa per cinquanta famiglie

3 min
Leonardo Basile, Casa del popolo di Macerata

Il banco alimentare della Casa del Popolo di Macerata garantisce distribuisce una volta al mese beni di prima necessità recuperati e risparmiati dallo spreco. L’obiettivo? Creare una rete di comunità. Una rete sociale in cui nessuno e nessuna è lasciato solo

Spargi la voce:

Casa del popolo
Alcune persone che attendono il banco alimentare della Casa del popolo di Macerata

di Carlo Torregrossa

Sai cos’è una Casa del Popolo? È uno spazio di aggregazione nato storicamente tra fine Ottocento e inizio Novecento su iniziativa di movimenti operai e socialisti. Questi luoghi offrono una serie di attività.

Anche a Macerata c’è una Casa del Popolo, si trova in via Ferrucci e propone incontri pubblici, gruppi di lettura e un banco alimentare molto frequentato.

Redistribuire cibo per rafforzare la rete sociale

A questo punto ci chiederai? Cos’è un banco alimentare? È una attività nata per combattere lo spreco e distribuire beni alimentari a chi è in difficoltà. L’idea della Casa del Popolo è stata quella di raccogliere e distribuire beni alimentari durevoli, prodotti per l’igiene personale e della casa e giochi e materiali per bambini.

L’obiettivo? Creare una rete di comunità, non carità ma mutualismo. La volontà è quello di creare «Uno spazio per la comunità, dalla comunità» afferma Leonardo Basile attività della Casa del popolo. Un luogo dove nessuno è escluso e dove tutte e tutti possono dare una mano, a partire dalla redistribuzione dei beni di prima necessità a chi ne ha più bisogno.

La Casa del popolo di Macerata punta a rafforzare le reti sociali,  così nasce il banco alimentare. Un momento per redistribuire a chi ne ha più bisogno generi alimentari «garantendo dignità e anche sicurezza alimentare».

Fare la spesa per 50 famiglie

Il progetto, portato avanti grazie alla collaborazione con il progetto della Coop di Macerata dona la spesa”, permette alla Casa del popolo di rifornire il proprio banco alimentare e, redistribuirlo una volta al mese, a chi ne ha più necessità.

Leonardo Basile, Casa del popolo di Macerata
Leonardo Basile, attivista della Casa del popolo di Macerata

 

«Spesso l’articolo che ci viene richiesto maggiormente sono i pannolini – sottolinea Leonardo – questo dimostra come sia difficile arrivare a fine mese, per una famiglia con figli a carico. Il progetto punta a tessere la rete sociale che piano piano ci costruiamo. La Casa del Popolo quindi, diventa un punto di riferimento anche per alcune persone in difficoltà. Unendo così anche le famiglie non solo del quartiere ma anche del territorio, che vengono anche da fuori per usufruire di questo servizio».
Il banco alimentare della Casa del Popolo, da marzo fino ad oggi è riuscito a servire più di 50 famiglie.

Rafforzare la rete sociale e la comunità con uno spazio per tutte e tutti

Il progetto quindi punta a rafforzare l’idea di comunità. In questo modo chi partecipa non fa beneficenza, ma diventa parte di un processo di autoorganizzazione «perché la nostra idea di comunità è quella dove nessuno viene lasciato solo».

Quindi oltre al banco alimentare, la Casa del popolo cerca di essere anche multigenerazionale, ospitando e coinvolgendo nelle loro attività universitari, ma anche studentesse e studenti delle scuole medie e dei licei, divenendo così un vero e proprio punto di aggregazione per tutte e tutti.

«Noi puntiamo ad essere un punto di riferimento per il quartiere e per la città, con iniziative che prestano servizio per la comunità dalla comunità». Il centro, punta anche ad essere un luogo di aggregazione anche per i più piccoli: «Da settembre, vorremmo iniziare anche con servizi di aiuto compiti e altre attività per bambini e bambine – continua Leonardo – Vorremmo creare progetti e laboratori per tutte quelle bambine e tutti quei bambini che non hanno ad esempio la possibilità di fare uno sport fisso settimanale».

Una scia di solidarietà

La Casa del Popolo con i suoi progetti, a partire dal banco alimentare ci insegna come una comunità si possa aiutare reciprocamente. «Quello che vorremmo trasmettere a tutte e tutti, più giovani e anche più grandi, è l’importanza di avere una comunità che non lasci mai indietro nessuno. Che tenda la mano, che si impegni ad aiutarsi reciprocamente. Perché una comunità è forte solamente se ci si aiuta». Per Una comunità che non lascia indietro nessuno


Spargi la voce:

Commenti

Lascia un commento