di Carlo Torregrossa
Esistono eventi che rimangono nella mente e nel cuore di chi li vive, sicuramente il Montelago Celtic festival è uno di questi.
Giunto ormai alla sua ventitreesima edizione, il festival che si svolge sull’altopiano di Colfiorito riesce a creare legami unici, incontri bizzarri e lasciare a chi lo vive una sensazione di magia ed incanto. Forse anche perché gli smartphone prendono a malapena e, se si vuole comunicare, bisogna farlo dal vivo.
Montelago è una vera e propria città, dove si balla si canta, si scherza, si gioca ma dove ci sono anche molte famiglie e attività per bambine e bambini un luogo incantato per tutte e tutti.
Montelago la città celtica pacifica
Tiro con l’arco, lezioni di spada, laboratori, musica cibo, conferenze e spettacoli pirotecnici. Non basta questo a descrivere cos’è Montelago, ma ci pensa Tommaso Galileo Ambrosini di Ancona, un bambino che indossa inaspettatamente la maglietta dello storico e scrittore Alessandro Barbero.

Tommaso Galileo AmbrosiniTommaso è al suo terzo anno di Montelago, quando gli domandiamo cosa gli piacesse del festival, la sua risposta è spiazzante: «Mi piace il fatto che sia come una città e tutte e tutti vivono in un clima pacifico. Ci si aiuta molto a vicenda». Queste parole descrivono perfettamente lo spirito del festival, che è anche pieno di momenti unici e divertenti che si vivono solo lì: «La cosa che mi è rimasta più impressa – continua Tommaso – è quando tutti gridano “Valerio” e gli altri rispondono tutti in coro».
La leggenda di Valerio
La leggenda narra di questo ragazzo di nome Valerio, che durante una delle prime edizioni di Montelago, si perse. Allora gli amici per cercarlo cominciarono ad urlare in giro il suo nome. A questo grido degli amici, si unirono anche gli altri partecipanti, così tutti cominciarono ad urlare il nome di Valerio. Oggi il mito è rimasto, se passi per Montelago e urli «Valerio» le altre persone ripeteranno il nome in coro insieme a te, dimostrando tutta la coralità delle persone che frequentano il festival.
Il fuoco sacro
Ma di attrazioni a Montelago c’è ne sono parecchie: «A me piace molto il fuoco sacro» racconta Irma Landi, dieci anni, che viene a Montelago da 8 anni. Il fuoco sacro è diventato il rito simbolo della festa, spesso è accompagnato dalle sonorità celtiche, cornamuse e tamburi che rendono l’atmosfera ancora più incredibile.

Ma cosa sono i fuochi sacri nella cultura celtica? Erano un momento di passaggio che segnava la fine della stagione calda e l’inizio di quella fredda e tenebrosa (l’inverno). In questo momento si pensava che il mondo degli spiriti si potesse unire a quello dei viventi. Così per scacciare i demoni nei villaggi si spegnevano tutti i fuochi, spettava poi ai druidi accendere il novo fuoco. Di solito si accendeva sulla cima di una collina in mezzo alle querce, alberi considerati sacri. Intorno a questo fuoco poi si danzava e cantava fino all’alba.
«Adoro Montelago – racconta Irma – ha un’atmosfera molto bella, io adoro la cultura celtica».
Non so perché mi piace, ma mi piace
Montelago offre talmente tante emozioni e attività che può creare confusione nei più giovani: «Non so dire perché mi piaccia Montelago, ma mi piace» afferma Odino Regazzo che insieme al padre e al fratello ha fatto nottata per entrare al festival: «Il festival è bellissimo» racconta dopo che si è cimentato in combattimenti con la spada.

Montelago è un esperienza da vivere a pieno, immersi nella natura e nella cultura celtica.
Il fatto che poi sull’altopiano di Colfiorito dove sorge il festival il telefono prenda poco niente, aiuta maggiormente ad immergersi nell’atmosfera: «A Montelago puoi trovare cose che non trovi in città» riassume perfettamente Michelangelo Bocchi, che è al suo secondo anno di festival «La cosa che mi è piaciuta di più è stato il tiro con l’arco».

Della stessa idea è Ettore Cappelletti: «Oltre al tiro con l’arco si possono fare tante attività come giochi e anche un po’ di shopping. Dormire in tenda è stata una bell’esperienza».

Queste sono solo alcune delle testimonianze che i bambini e le bambine che frequentano insieme alle loro famiglie Montelago hanno raccontato. Tra chi è alla sua prima esperienza e chi frequenta il festival da quando è nato, tutti condividono l’amore per Montelago. Un esperienza unica e immersiva che per un po’ di giorni ci porta fuori dalle nostre città.








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