
Gli smombies e i balli tradizionali del mondo sono stati scelti dalla Scuola secondaria di primo grado di Treia che ha realizzato due rappresentazioni teatrali, in collaborazione con il Comune di Treia e Tonico service, che sono state molto apprezzate dai genitori e dalla Dirigente scolastica.

«Le classi terze medie – scrive la scuola – hanno portato in scena al Teatro Comunale di Treia “Occhi aperti sul mondo”. Uno spettacolo con balli e danze tradizionali delle nazioni le cui lingue sono studiate a scuola: inglese, francese e spagnolo. Lo spettacolo è stato coordinato da Elvira Pardi e dalle allieve della scuola di danza “El Duende” di Macerata e da Ilaria Frenquelli e Filippo Borsini della Società di Danza Macerata Stile 800».

“L’era degli smombies”: questo è il titolo invece della rappresentazione teatrale portata in scena dagli alunni e dalle alunne delle classi prime e seconde medie.
«Lo spettacolo – prosegue la nota della scuola – è stato il momento finale di un percorso laboratoriale all’interno di un progetto Pnrr e ha affrontato il tema attualissimo della dipendenza digitale dei giovani, ma non solo, e del confine sempre più sottile tra vita reale e vita virtuale». Il termine “smombies”, infatti, sta per gli zombie dello smartphone, cioè coloro che camminano per strada senza guardare dove vanno perché ipnotizzati dal loro monitor tascabile.

Le ragazze e i ragazzi, attraverso la recitazione, l’esecuzione di brani musicali, canzoni e coreografie, hanno voluto lanciare un messaggio chiaro agli adulti, loro guida e modello, di aiutarli a recuperare relazioni sociali più autentiche.

La dirigente scolastica Silvia Mascia Paolo: «”Castigat ridendo mores”, in latino significa che lo spettacolo ammonisce mentre diverte. È proprio il caso di “L’era degli smombies”, recitato dagli allievi delle I e II medie, sui disastri che l’uso eccessivo dello smartphone può provocare agli adolescenti. Ma i genitori non sono assolti, anzi corresponsabili dei (possibili) danni ai giovanissimi…perché forse ancora più dipendenti dal cellulare e…un po’ distratti verso i loro figli. Prediche a parte, ci siamo molto divertiti a teatro».






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