Ospedale Salesi, nella Terapia intensiva neonatale l’aria condizionata è rotta

Nel "reparto dei miracoli" ad Ancona si curano neonati e neonate piccolissimi o con gravi problemi di salute ma si lavora a temperature tropicali

Non tutti i bambini e le bambine nascono paffutelli e sorridenti come li vediamo nelle foto. Può succedere anche che dei neonati o delle neonate non stiano bene dopo la nascita e abbiano bisogno di medici e di infermieri e di un reparto di ospedale studiato per loro. Sono così piccoli e delicati che bisogna sapere molto bene cosa fare per loro.
Nelle Marche, questo reparto dei “miracoli c’è. Si trova all’ospedale Salesi di Ancona e si chiama Tin (Terapia Intensiva Neonatale). E’ qui che ogni giorni bambini e bambine vengono curati con grande professionalità e attenzione.
Ebbene, hai sentito che caldo fa? Questo punto nascita di riferimento nelle Marche, ma anche a livello nazionale, é senza aria condizionata da qualche giorno. «Fiore all’occhiello della struttura sanitaria – segnala una mamma – anziché essere tenuto in massima considerazione per le eccellenti prestazioni rivolte a neonati di qualsiasi grado di prematurità e a neonati a medio rischio (patologia neonatale), non é degno, almeno questo é quanto si deduce dai fatti, neanche di una manutenzione».
A poco o nulla sono valse fino ad ora le segnalazioni da parte del personale e dei genitori dei piccoli pazienti ricoverati in questo reparto speciale, che ospita fino a 31 culle termiche: alle coppie, infatti, é stato risposto dal responsabile che al momento la struttura sanitaria non assicura la riparazione dell’impianto di condizionamento dell’aria, in quanto obsoleto. Sono stati installati alcuni deumidificatori nella giornata di giovedì 14 agosto, che costituisce uno strumento insufficiente per contrastare il caldo del reparto, date le grandi dimensioni dello stesso ed il numero di culle termiche ospitate. Nella serata di mercoledì 13 una neomamma si é sentita male a causa del caldo ed é stata costretta ad abbandonare la Tin accompagnata dal marito il quale, a seguito dell’episodio, ha contattato i referenti della struttura per segnalare, a sua volta, le precarie condizioni in cui versa la terapia intensiva neonatale.
«L’unico momento di conforto in queste difficili giornate – ha dichiarato la donna, abbandonando il reparto – si riduce a una stretta di dita dentro all’incubatrice. Con questo caldo non riesco nemmeno a godermi questo breve momento».
In merito alle temperature tropicali in Tin, infine, bisogna anche considerare gli effetti sul personale sanitario che, con un carico lavorativo gravoso in termini di qualità e di tempo, é sottoposto a un ulteriore stress, quello appunto del caldo senza sosta.
Nella Tin ogni giorno bambine e bambini piccoli e piccolissimi sono sottoposti ininterrottamente alle cure da parte di personale medico altamente qualificato: rendere l’ambiente il più sereno e vivibile possibile é il minimo che si possa fare per i pazienti e lo staff medico.

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