“Cammina che ti passa”, in 250 al gesto simbolico per il Convitto

Terza edizione dell’iniziativa tra le vie del centro di Macerata per educare al movimento e rimettere in moto la speranza per la sede storica di piazza Marconi

Semiconvittori della scuola primaria del Convitto Leopardi con educatori, docenti, famiglie, agenti di Polizia locale e amici davanti alla sede storica in piazza Marconi
Semiconvittori della scuola primaria del Convitto Leopardi con educatori, docenti, famiglie, agenti di Polizia locale e amici davanti alla sede storica in piazza Marconi

“Cammina che ti passa”, un’iniziativa che, passo dopo passo, è diventata molto più di una passeggiata: un invito a educare al movimento, alla consapevolezza, alla memoria delle proprie radici e al piacere di stare insieme.

Davanti alla Cattedrale di San Giovanni
Davanti alla Cattedrale di San Giovanni

La terza edizione

Giovedì 9 ottobre il Convitto Nazionale “Giacomo Leopardi” di Macerata ha dato vita alla terza edizione dell’iniziativa.

In duecentocinquanta, tra studenti semiconvittori dai 6 ai 14 anni, educatori, docenti, famiglie e personale della scuola, si sono radunati alla sede di via Capuzi, pronti a trasformare il percorso in un messaggio di speranza, riflessione e scoperta.

Accanto a loro, anche alcuni ex insegnanti ed educatori del Convitto che hanno scelto di camminare nuovamente con la “loro” scuola, in un gesto simbolico di affetto e appartenenza che unisce passato e presente della comunità convittuale.

L’evento, ideato e coordinato con passione dall’educatrice Romina Diletti, si è svolto con il supporto degli agenti della Polizia Locale, che hanno garantito la sicurezza lungo il percorso, e dei volontari dell’associazione podistica A.S.D. Valtenna, storici sostenitori del Convitto nelle iniziative dedicate al benessere e allo sport educativo, inclusa la partecipazione dell’istituto alle Convittiadi, le prestigiose Olimpiadi dei Convitti Nazionali italiani.

La colonna di pensieri costruita dagli studenti del Convitto Nazionale al termine di Cammina che ti passa
La colonna di pensieri costruita dagli studenti del Convitto Nazionale al termine di Cammina che ti passa

Perché camminare per il Convitto

«Camminare insieme significa riscoprire il tempo dell’ascolto e della relazione – spiega Romina Diletti – È un gesto semplice ma potente: il movimento diventa connessione, cura, libertà e memoria. I ragazzi imparano a guardarsi intorno, a dialogare e a condividere storia, spazio e passo con gli altri».

Un gesto educativo e simbolico allo stesso tempo: dalla sede di via Capuzi il gruppo del Convitto ha infatti raggiunto piazza della Libertà, sostando davanti alla storica struttura di piazza Marconi (negli ultimi giorni è stata aperta anche una mostra dedicata al patrimonio librario dell’istituto), ferita e ferma dal sisma del 2016, ma sempre nel cuore dei maceratesi.

Una foto di gruppo e un momento di riflessione hanno ricordato quanto quell’edificio, assegnato in uso perpetuo e gratuito al Convitto da oltre un secolo e mezzo, rappresenti un patrimonio unico per la città e le Marche.

Un cammino simbolico e intenso, quello della comunità del Convitto, per salvare uno scrigno storico e culturale che incarna l’identità e la memoria viva di generazioni di studenti e famiglie.

Una colonna di pensieri

Al rientro, le classi hanno riflettuto sull’esperienza attraverso semplici attività espressive, trasformando emozioni e pensieri in un racconto collettivo racchiuso in un grande cartellone modulare, una vera e propria “colonna di pensieri” esposta all’ingresso dell’istituto in via Capuzi.

La rettrice dirigente scolastica del Convitto Nazionale Leopardi Alessandra Gattari
La rettrice dirigente scolastica del Convitto Nazionale Leopardi Alessandra Gattari

«La scuola non è solo un luogo dove si apprende – sottolinea la rettrice e dirigente scolastica Alessandra Gattari – ma uno spazio dove si cresce insieme. Camminare in gruppo aiuta bambine e bambini, ragazze e ragazzi a sviluppare attenzione, empatia e senso di responsabilità. Ogni passo condiviso diventa un’occasione per conoscersi meglio e costruire una comunità più consapevole, che ha a cuore le proprie radici, perché, come insegna questa iniziativa, è solo camminando insieme che si costruisce il futuro».

“Cammina che ti passa” si conferma così un piccolo grande rito collettivo che ogni anno rinnova il legame tra scuola, città e territorio, ricordando a tutti che, per ritrovare equilibrio e armonia, a volte basta solo mettersi in cammino.

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